di redazione
Dopo due sedute della Commissione Ambiente, come aveva anticipato il consigliere Ialacqua, emerge l’esigenza di un confronto più ampio con la città e di una analisi approfondita
Il Movimento Città ha promosso un incontro, presso la propria sede, in via Roma 168, per venerdì 9 gennaio alle ore 18, per discutere del PAES, il Piano d’azione per l’energia sostenibile, previsto dal Patto dei Sindaci a cui ha aderito il Comune di Ragusa.
Come più volte ha sollecitato il rappresentante di ‘Città’ in Consiglio Comunale, il prof. Carmelo Ialacqua, durante i lavori d’aula e nel corso delle sedute di Commissione, si ritiene quanto mai opportuno procedere con un confronto aperto alle realtà economiche e associative del territorio per una analisi approfondita del Piano che non è rivolto solo all’ambiente ma anche, e soprattutto, all’economia locale.
L’Unione europea guida la lotta contro il cambiamento climatico e la ha adottata quale propria priorità massima. In particolare, l’UE si è impegnata a ridurre entro il 2020 le proprie emissioni totali almeno del 20% rispetto al 1990. Le autorità locali hanno un ruolo di primo piano nel raggiungimento degli obiettivi climatici ed energetici fissati dall’UE. Il Patto dei Sindaci è un’iniziativa per cui paesi, città e regioni si impegnano, volontariamente, a ridurre le proprie emissioni di CO2 oltre l’obiettivo del 20%. Questo impegno formale deve essere perseguito attuando dei Piani di Azione per l’Energia Sostenibile (PAES).
La Giunta del Comune di Ragusa ha approvato il Piano che deve essere sottoposto all’approvazione del Consiglio comunale.
La situazione politica attuale, in seno al massimo consesso cittadino, non favorisce il senso di partecipazione alla pianificazione, che, invece, richiede e facilita il sostegno, la fattibilità e l’accettazione a lungo termine di strategie e misure. Importante sarebbe stata la selezione degli stakeholder esterni che, spesso, sostengono il PAES più dei dirigenti o del personale interno dell’autorità locale.
Per queste ragioni, il coinvolgimento, nel piano di azione, della società civile, delle aree geografiche interessate, costituisce un impegno formale per i firmatari del Patto dei Sindaci, come è dettato nelle linee guida per la creazione del piano.
Da noi aleggia, già, la realistica convinzione che, alla fine il Patto arriverà in Consiglio, dove la maggioranza bulgara provvederà alla necessari approvazione, senza soverchie pretese di cambiamenti e variazioni importanti.
A conferma di questa nostra impressione, riportiamo come le linee guida considerino importanti ed essenziali, per mettere in atto e raggiungere gli obiettivi previsti nel piano, la mobilitazione, l’adesione e la partecipazione della società civile. Questa è uno degli impegni del Patto dei Sindaci.
Il piano dovrebbe descrivere, in maniera esaustiva, come la società civile sia stata coinvolta nella fase di elaborazione e successivamente come verrà coinvolta in quelle di attuazione e verifica.
La comunicazione è un mezzo indispensabile per mantenere gli stakeholder informati e motivati.
Perciò, il PAES dovrebbe essere accompagnato da una chiara strategia di comunicazione, per la quale andrebbero stabiliti alcuni dettagli per massimizzarne l’impatto, come stabilire il messaggio da trasmettere e l’effetto da ottenere (risultato auspicato), stabilire una serie di indicatori con cui valutare l’impatto della campagna di comunicazione (presenze a un seminario, sondaggi – qualità/quantità, accessi alla pagina web, feedback, ad es. e-mail, ecc.), decidere i canali di comunicazione più adatti (faccia a faccia – la forma di comunicazione più efficace – pubblicità, posta tradizionale, posta elettronica, Internet, blog, conferenze/incontri, opuscoli, manifesti, newsletter, pubblicazioni cartacee, materiale informativo per i media, sponsor, ecc.), stabilire tempistica e budget.
Come spesso avviene si parla di PAES, di Patto dei Sindaci, di green economy, di smart city, con discussioni da salotto, improntate alla retorica politica, senza chiare strategie di coinvolgimento dell’opinione pubblica.
In pratica, quello che avviene, da anni, per la raccolta differenziata dei rifiuti per cui anche persone colte non hanno ancora chiaro, dopo anni, cosa rispondere se chiedi all’improvviso : “Domani mattina cosa raccolgono ? ” oppure vuoi sapere quando e dove buttare dei semplici sottovasi o una comune sedia di plastica.
Impressioni tutte confermate dall’ultima riunione della Commissione Ambiente, convocata dal solerte e attento Presidente Liberatore lo scorso 30 dicembre.
Pervasa da un clima vacanziero, confermato dall’assenza dell’amministrazione e di diversi consiglieri, vedeva comunque la qualificata partecipazione dei rappresentanti dell’Ordine degli Ingegneri, dei rappresentanti della CNA, Caldarera e Schininà, della Camera di Commercio con il dott. Passalacqua, di Legambiente con il prof. Claudio Conti, già assessore all’ambiente della Giunta Piccitto.
A coordinare i lavori, affiancavano il Presidente Liberatore l’ing. Giancarlo Licitra, esperto del Sindaco in materie ambientali e l’ing. Carmelo Licitra, energy manager del Comune di Ragusa.
Quest’ultimo ha illustrato i punti salienti del PAES e le linee ispiratrici. Dopo gli interventi dei presenti l’energy manager è venuto fuori con una affermazione che, al primo impatto, ha suscitato qualche perplessità, quando ha detto di ‘condividere quasi in toto’ le riserve espresse da diversi interventi.
Ha, comunque, ribadito che il piano non è un documento statico, che serviranno un monitoraggio e una rivisitazione almeno biennali e che i dati sono modificabili, riconoscendo che alcuni dati sono sottostimati.
Per il resto, rilevate molte criticità e diverse le posizioni che non hanno condiviso aspetti del piano.
Un piano senza ambizioni, per Claudio Conti, di Legambiente, con particolare riguardo alle fonti rinnovabili e al risparmio energetico, con un investimento spropositato per il traporto urbano per il quale, peraltro, risulta non realistica né concreta la progettata riqualificazione di quello pubblico.
In un secondo intervento, il prof. Conti ha messo in luce l’enorme liquidità di cui il Comune potrà godere, come extragettito, per i prossimi 15 anni, attraverso le royalties che dovranno servire per il risanamento ambientale, per interventi legati allo sviluppo economico, per cambiare il volto della città.
Uno spot elettorale, non ispirato ad una chiara strategia, per Sonia Migliore, sottostimato e senza ambizioni importanti, con un assordante silenzio sugli obiettivi concreti per l’investimento delle royalties, senza interventi importanti sugli edifici privati.
Carmelo Ialacqua, cultore delle materie ambientali, ha evidenziato la necessità di un confronto più ampio con la città, per un programma che non costituisce, comunque, un obiettivo reale di programmazione economica.
Ha rilevato, soprattutto, l’intervento economico irrisorio nell’arco di tempo fino al 2020 e una scarsa attenzione, anche di cifre, per il fotovoltaico pubblico, settore a cui è indispensabile dedicarsi in maniera costruttiva. In definitiva, per il consigliere comunale del Movimento Città, serve una serie programmazione attraverso un trama di interventi che possono e debbono essere sostenuti dalle royalties.
Per Schininà della CNA l’aspirazione al raggiungimento dell’obiettivo per una mission che deve vedere un cambiamento della città. Una opportunità che non va sprecata per una amministrazione, peraltro assente alla seduta di commissione, che deve avere il coraggio di fare delle scelte, anche forti che, però non vede in un piano sottostimato con obiettivi che si possono considerare riduttivi, non votati alla crescita e allo sviluppo.
Deciso il rappresentante della CNA nel chiedere all’amministrazione maggiore esecutività per non trasformare il piano in una rassegna di buoni propositi, nell’esigere coraggio e scelte forti che sono poi quelle che chiede la città per uscire dalla crisi.
{gallery}PAES{/gallery}
