I Musei della Soprintendenza in completo abbandono

L’ultima volta era stata una turista romana a lamentare lo stato di degrado del Museo Archeologico di Ragusa, la Direttrice del Polo Museale ragusano, sempre dipendente dell’assessorato ai beni culturali della Regione Siciliana si era premurata a puntualizzare come fosse da poco tempo a Ragusa, il Soprintendente, evidentemente illuminato da forze soprannaturali, avanzò l’ipotesi di chiudere il Museo per rimettere ordine.
Sarebbe naturale prendersela con i responsabili locali ma, serenamente, va considerato che, se non lo hanno già fatto, in un attimo si creeranno un alibi di ferro: manderanno una lettera ai superiori, all’assessore regionale, evidenzieranno lo stato del Museo e si metteranno a posto in attesa di autorizzazioni sul da farsi e di relativi fondi per entrare in azione.
Ci si potrebbe aspettare una dura presa di posizione contro l’inefficienza dell’assessorato e contro la mancanza di fondi a disposizione, ma sperare che si rivoltino contro i superiori e contro i politici che li nominano è pura utopia.
Ma la situazione precipita sempre di più. Ora è l’onorevole Digiacomo, parlamentare regionale del Partito Democratico, il partito del Presidente della Regione Crocetta, lo stesso al quale appartengono molti assessori della giunta regionale, a segnalare le condizioni in cui versa il Mmuseo archeologico di Kamarina, più verosimilmente l’area archeologica esterna, dal momento che l’onorevole parla di cancello abbattuto, di recinzioni divelte, di erbacce che infestano l’intera area.
“Non è certo il modo migliore per conservare i beni culturali che, ovviamente, hanno una loro valenza anche per progetti turistici legati al territorio. Facciamo tanto per incentivare il turismo – dichiara ancora Digiacomo – e poi ci troviamo davanti a questo stato di cose che non lusingano certo il territorio.
Fino a poco tempo fa il Museo Regionale di Kamarina ha rappresentato un fiore all’occhiello per questo territorio, tanto da interessare ed attirare anche uomini di cultura come Alberto Angela; oggi rischia di attirare solo vandali e tombaroli”.
“Chiederò un incontro con l’Assessore regionale al Turismo e con il Sovrintendente ai beni culturali – annuncia il deputato ibleo – allo scopo di capire cosa stia accadendo e porre immediato rimedio alla vicenda. Non vogliamo assolutamente che tutto ciò passi sotto silenzio. Il nostro territorio non lo merita”
Detto da un personaggio del calibro del Presidente della Commissione Sanità dell’Assemblea regionale Siciliana, non induce nemmeno a sincerarsi delle reali condizioni del sito, anche perché le parole del parlamentare comisano non lasciano spazio a nessun tipo di interpretazione.
Non si comprende perché non abbia detto di voler incontrare l’assessore ai beni culturali, di certo più responsabile di quello al turismo, trattandosi di sito di competenza dei beni culturali.
Si spera in un intervento deciso da parte degli esponenti del governo regionale e si auspica che, per la prossima tornata di nomine posano essere scelti soprintendente e direttore del polo museale più attenti alla tutela del patrimonio museale ragusano.
Piuttosto, saremmo tentati di chiedere all’on.le Digiacomo  di sincerarsi a che punto sono i lavori per il completamento della Chiesa della Madonna del Gesù, a Ragusa Ibla, e dell’annesso Convento che dovrà ospitare i locali del rinnovato Museo Archeologico.
Perché, a fine luglio 2016, il Soprintendente convocò, presso la sala Ideal, S.E, il Prefetto e il Sindaco di Ragusa per annunciare la consegna dei lavori per il completamento dell’opera che sarebbero stati ultimati, parole sue, in 360 giorni. In pratica, a fine luglio, se proprio non sarà aperto al pubblico il Museo, le opere di ripristino e restauro dei locali dovrebbero essere complete del tutto.
Considerato che mancano solo 5 mesi e che entro 4 mesi sarà trasferito un intero ospedale, per un semplice museo non ci dovrebbero essere problemi.

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