Nemmeno a Pasqua c’è pace nel PD ibleo

di Vilnius Nastavnic
Dalle fibrillazioni sottaciute del circolo ‘Rinascita democratica’ fra la componente renzo-dipasqualiana, nuova maggioranza, e quella di Giorgio Massari, escono fuori le dimissioni della componente di segreteria del Circolo, Alessandra Sgarlata

Non ce ne voglia Alessandra Sgarlata, ma in tempi normali le dimissioni di un componente la segreteria di un circolo cittadino del PD, non avrebbero meritato spazio, anche in un modesto organo di informazione come il nostro, nemmeno leggendo che fosse stato il segretario del circolo a richiederle.
Ma le vicissitudini interne del PD ragusano hanno ormai raggiunto livelli tali da diventare anche uno spasso per i lettori e non si può fare a meno di coglierne determinati aspetti.
Alla Sgarlata va dato un merito, quello di non aver cincischiato con inutili polemiche e insulsi comunicati, andando via solo con il rumore di un comunicato in cui esprime, con chiarezza i motivi del dissenso.
Dissenso che si sintetizza solo in una cieca avversione per l’ingresso nel circolo, con pretese di controllare la situazione, dell’onorevole Nello Di Pasquale e delle sue truppe.
La Sgarlata, immemore dell’ingresso trionfale di Berlusconi al Nazareno, ricorda ancora le parole e i giudizi dell’onorevole sul Partito Democratico.
Dice una bugia quando afferma di essere transitata dal primo circolo al terzo per “per la paventata entrata a far parte di esso dell’onorevole in questione e dei suoi uomini”: ancora erano lontani i tempi della folgorazione renziana che ha colpito gli uomini di Territorio (o, almeno, buona parte di loro).
Allora restarono avvolti dal segreto, anche per la serietà di Peppe Calabrese, i motivi della fuga, che incuriosivano non poco.
Altra stranezza dice la Sgarlata quando afferma che il terzo circolo era nato per “dare un’alternativa al nostro elettorato che non si era riconosciuto nell’accordo delle scorse amministrative”, se lei stessa si era candidata a sostegno di quell’accordo.
Non resta che aspettare la definizione degli assetti cittadini del Partito Democratico che ancora deve avere un segretario cittadino, per poi attendere il primo esito utile delle urne per capire quanto apporto darà il DiPasquale al PD in termini di voti, quanto, eventualmente, ne riceverà e chi si affermerà come vero leader democratico fra i vari Calabrese, Massari, D’Asta, Battaglia, Barone, che restano i soli a poter incarnare, con un minimo di serietà, la guida locale di un partito della sinistra storica.
Nelle more di queste risultanze, si resta in attesa di possibili ulteriori scissioni nel terzo circolo, che, fino a poco prima dell’indicazione del nuovo presidente, sembravano imminenti.

Questo il testo integrale della lettera di dimissioni di Alessandra Sgarlata:

Al segretario del circolo “Rinascita Democratica” del PD di Ragusa

Potrei esordire proprio con un detto che calza a pennello, vista la situazione paradossale che si è venuta a creare all’interno del terzo circolo del Partito Democratico di Ragusa: “Al peggio non c’è  mai fine”.
Sono entrata a far parte, lo scorso anno, degli organismi di segreteria del circolo ‘guidato’ da Tony Francone; nell’ultimo periodo però, sono state troppe le divergenze che non permettono adesso la mia permanenza in esso.
Prima fra tutte, il giubilo mostrato dai vertici di quello che ormai “ERA” il “mio” circolo, al momento della formalizzazione dell’ingresso nel PD dell’onorevole Dipasquale, coincisa con la sua adesione al ‘nostro’ gruppo all’ARS.
Lo hanno accolto a braccia aperte nel terzo circolo (ma non è che negli altri 2 non lo hanno voluto???) ed il segretario Francone – un ‘fedelissimo del consigliere comunale Mario D’Asta e renziano come lui della prima ora – ha giustificato il suo ‘entusiasmo’ proprio perché l’onorevole è renziano pure lui e dunque, ritiene fisiologico il suo ‘risiedere politico’ nel terzo circolo!!!
Peccato però che lui, come me, sa benissimo dei tanti anni e delle tante parole usate dall’onorevole Dipasquale contro il nostro partito (in un suo celebre comizio a Niscemi, ancora su You Tube, dice senza mezzi termini che il “Pd fa schifo”!!!) e sa anche della sciocchezza compiuta le scorse amministrative quando abbiamo ‘sposato’ con lui un accordo scellerato, subendo la punizione della nostra città!
Sono uscita dal primo circolo, anche per la paventata entrata a far parte di esso dell’onorevole in questione e dei suoi uomini; ed ecco che me lo vedo presentare alla porta di un terzo circolo che, mi sembrava, avesse insite ben altre prerogative che non quelle di aprire le braccia al ‘nemico’, diventato, improvvisamente (ed utilitaristicamente…) ‘amico’; accolto come trionfatore che brandisce la pretesa, dall’alto della sua carica istituzionale, di ruoli importanti e strategici dentro il circolo come se la sua militanza all’interno del Pd fosse millenaria o che la sua conversione politica sulla via di Damasco, sia stata ‘causata’ dalle sue idee di sinistra e non invece per sfruttare il leaderismo di Renzi…
Io non voglio farmi rappresentare da queste persone; il terzo circolo nasceva proprio per dare un’alternativa al nostro elettorato che non si era riconosciuto nell’accordo delle scorse amministrative. Tanto per capirci, Mario D’asta, ad esempio, ha sempre rivendicato la sua elezione a consigliere comunale, proprio perché non fece votare Cosentini sindaco, sintesi dello scellerato accordo di cui sopra.
Appurato dunque, che è stato nominato presidente del circolo, il ‘dipasqualiano di ferro’ Vito Frisina, già segretario del movimento Territorio proprio dell’allora sindaco Dipasquale, preso atto delle mie perplessità sull’accordo tra D’Asta e Dipasquale, stabilito che non sono state prese neanche in considerazione i miei dubbi (e non solo miei…), le mie domande, le mie perplessità, faccio mio quanto mi ha ‘suggerito’ lo stesso segretario di circolo, Francone: Mi dimetto dalla segreteria per incompatibilità della visione di politica e di partito che io ho rispetto a quella ‘interessata’ o prona di Francone o di D’Asta!
La politica si fa per dovere civico, per il bene comune e non per interessi personali, per poltrone per spartizioni di cariche o per accrescere il potere personale.
Sarò fra i pochi a pensarla così ma non voglio cambiare. Meno che meno poi, anelo a mettermi sul ‘carro’ del ‘vincente’ del momento (solo del momento…) tanto per ‘godere’ di visibilità e presentarmi a braccetto di un parlamentare che di centrosinistra (e di Pd) ha solo la tessera e  non certo I ‘valori’.
Mi spiace che molti che la pensano come me, anche all’interno della segreteria del terzo circolo, stanno in silenzio per ‘dovere’ di fedeltà.
Una frase però, mi viene in mente, per chiudere la mia riflessione: “La mafia uccide, il silenzio pure”.
Alessandra Sgarlata, Componente segreteria circolo Rinascita Democratica PD Ragusa

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