Non serviranno più le filosofiche considerazioni, affidate agli allenatori, per trovare alibi all’incerto avvio dei rispettivi campionati.
Dopo gli esordi non proprio felici del Ragusa Calcio e della Virtus Ragusa, non resta che la vittoria, nel prossimo turno di domenica 6 ottobre, per ristabilire un andamento del campionato che possa far ben sperare.
Il Ragusa Calcio ha dimostrato di esserci, nonostante una rosa costellata di giovani e senza nomi altisonanti, ha giocato un buon calcio, ha sofferto un avvio di campionato contro squadre blasonate e, soprattutto non ha sfigurato al confronto di aspiranti al vertice, come Siracusa e Reggina.
I pareggi contro il Città di Sant’Agata, oggi ultimo in classifica con un solo punto, conquistato appunto, fuori casa, contro il Ragusa, e contro l’Acireale, hanno messo a nudo i limiti della formazione ragusana che, anche senza gli ambiziosi e rispettabili programmi della nuova dirigenza, doveva dare qualcosa in più.
Contro il Licata vittoria quasi obbligatoria per far svanire i fantasmi della bassa classifica.
Situazione pressoché analoga per la Virtus Ragusa che, nelle prime due giornate del campionato di serie B si è fatta dominare dalle squadre del nord. Treviglio e Faenza hanno imposto, dai primi minuti delle rispettive partite, ritmi che pensavamo potessero essere alla portata dei ragazzi di Recupido.
Invece, ci sono state grosse falle in difesa, contro Treviglio e a Faenza, difficoltà ai rimbalzi, si è notata una differenza di peso tecnico e atletico con le formazioni affrontate, anche, se si deve dire, in entrambe le partite, la Virtus non è crollata, ha lottato fino alla fine e, come a Faenza, ha messo dentro canestri per 96 punti che non sono pochi contro un avversario di tutto rispetto.
Anche per la Virtus si impone la vittoria, nel prossimo turno, contro il Lumezzane, serve una reazione forte per dare credito al progetto che, in verità, ha visto molte conferme dello scorso anno e pochi innesti, ancorché di peso.
Più facile, sulla carta, il compito della Passalacqua che affronta, al PalaMinardi, il Bolzano dell’ex assistant coach biancoverde dello scorso anno, Massimo Romano.
La formazione allestita per questa discesa nella serie inferiore, di A 2, sembra promettente, se si può considerare un test valido il torneo di La Spezia.
Anche quella della Passalacqua è una rosa di giovani e di giovanissime, anche l’allenatrice è alla sua prima grossa esperienza sullo scenario nazionale, occorre dare i giusti connotati alla strategia della proprietà che ha preferito ripartire dalla serie inferiore, ma serve una vittoria già all’esordio per vivificare il tifo e far crescere il movimento in termini di consenso e di interesse, senza i quali si corre il rischio del tramonto del fenomeno basket femminile in città, peraltro appesantito dalla mancanza di un allargamento al territorio quantomeno provinciale.
