Da più parti arrivano voci, incontrollate, di tensioni e di fibrillazioni all’interno della giunta Cassì, manca quella condivisone da molti auspicata per taluni passaggi considerati della massima importanza, anche molti dei consiglieri si sentono delusi non solo per il mancato coinvolgimento ma per apprendere decisioni importanti dall’esterno o da notizie di stampa.
Le notizie rimbalzano da diverso tempo, i soggetti in contrapposizione sono noti a molti, ma tutti si sforzano di far apparire come tutto sia normale.
La strategia del capo dell’amministrazione dei suoi fedelissimi è quella di minimizzare ogni fibrillazione, di negarne l’importanza derubricando ogni fermento a semplici discussioni di poco peso, ma l’ostinazione di negare l’evidenza e di non fare chiarezza su alcune tensioni, senza guardare in faccia nessuno, sta provocando un effetto negativo che si allarga a dismisura.
I sintomi si notano da particolari, apparentemente, insignificanti.
Nel pomeriggio di martedì 12, convocazione della commissione risorse per esaminare le modifiche al Regolamento IUC: nei giorni precedenti, un gran parlare su misure riguardanti i tributi delle quali, come al solito, i consiglieri erano poco informati.
Qualcuno minacciava di non presentarsi, nel tentativo di far mancare il numero legale, o di astenersi: non ci sarebbero stati effetti diretti ma restava il segnale nei confronti dell’amministrazione.
Strane presenze, comunque, alla seduta, con due elementi di maggioranza in più, quasi a coprire eventuali vuoti.
Ma a rappresentare l’amministrazione c’era il navigato assessore Iacono che, pare, prima della seduta abbia compulsato qualche elemento recalcitrante, convincendolo della bontà delle misure da adottare, evidenziando come si trattasse, prevalentemente delle attese misure a favore di alcune categorie produttive in relazione alla TARI, con misure agevolative per rifiuti speciali e aree pertinenziali sottoposte alla tassa.
Veniva anche sgombrato il campo da illazioni su possibili ingiustificati aumenti delle sanzioni, che pure erano apparsi in una prima stesura del documento da approvare e si scongiurava l’ipotesi nella commissione di un esito di 4 volti favorevoli e 4 astensioni che avrebbero, di fatto, decretato la mancata approvazione in commissione.
Si attendeva l’ALLERTA, invece, è arrivata la bonaccia. Maltempo politico che, però, è stato solo rimandato di poche ore.
Nella mattinata seguente di mercoledì 13 novembre, seduta della prima Commissione, Affari Generali, per determinare l’adeguamento dei compensi ai Revisori dei Conti.
Ed è arrivato il segnale politico netto, considerando che tutto è, comunque, rimandato all’esame dell’aula.
Il Dirigente del Settore Affari Generali, il dott. Lumiera, si era preoccupato di ben delineare i termini ella questione: sono adeguamenti previsti dalla legge che andranno comunque a regime per la nuova terna dei revisori che saranno eletti a novembre del prossimo anno. Per quelli in carica, pur legati da un contratto pregresso che ne sanciva il compenso, è data facoltà alle amministrazioni di adeguare il compenso, in linea con le nuove disposizioni, per il periodo restante del mandato.
Una scelta, quindi politica, per la quale il dott. Lumiera ha evidenziato come i compensi fossero bloccati da anni, a fronte di compiti sempre più complessi dei professionisti che hanno avuto a che fare con le novità sempre nascenti delle normative per gli enti locali e dei bilanci armonizzati che hanno modificato radicalmente il lavoro e il relativo impegno.
Anche la consigliera di maggioranza Salamone, professionista del settore, ha sottolineato l’elevata specializzazione e le competenze professionali dei soggetti che sono chiamati ad assolvere il delicato ruolo.
I consiglieri di opposizione, Chiavola, Mirabella e Antoci, nei loro interventi hanno, con argomentazioni diverse, espresso perplessità sulla decisione, per la quale non hanno trovato valide motivazioni, preferendo quindi rimandare il tutto alla discussione in aula.
La maggioranza ha chiesto una breve sospensione e ha deciso, in tempi brevissimi di astenersi, adducendo, informalmente e a microfoni spenti, di non aver avuto elementi, da parte dell’amministrazione, a sostegno della scelta di adeguare i compensi.
Quindi, una seduta non da belle statuine, come quella del pomeriggio precedente, ma decisone forte, perché, ad esclusione della Salamone, gli astenuti sono stati 7, tre delle minoranze e ben quattro della maggioranza, per la cronaca, il Presidente Vitale, Rivillito, Mezzasalma e Bruno.
Ancora, fuori dall’aula, altri venti di burrasca, qualcuno chiedeva lumi sul bando di affitto dei locali di via del Mercato, per le festività natalizie, e anche questo era motivo di stizza perché nessuno ne sapeva nulla sulle strategie in ordine a questi locali che da mesi sono con le porte aperte e le luci accese in attesa di affittuari che non arrivano, forse per una errata valutazione delle condizioni di mercato e delle misure da adottare per valorizzare l’immobile e, di conseguenza, la zona.
E, in attesa che torni a brillare il sole, … le stelle… stanno a guardare !
