Non si ferma l’opera creativa di Nunzio Brugaletta

L’emergenza pandemica ci ha fatto perdere il filo dell’opera creativa di Nunzio Brugaletta, ex docente di informatica in quiescenza che si è dedicato ad una cultura diversa, meno diffusa, quella del fumetto, ingiustamente posposta nei canali classici ma non meno pregnante e densa di contenuti, arricchiti dall’immagine, dal disegno che aggiunge il tocco dell’artista all’essenza dell’oggetto, in questo caso, narrativo.
Ricordiamo i piacevoli appuntamenti, nel periodo delle festività di fine anno, quanto, con puntualità, l’autore aveva il piacere di presentare ad amici ed estimatori del fumetto le sue ultime creazioni.
Appassionato di fumetti sin dalla giovane età e cultore raffinato, con una ricca collezione personale, ora anche come appassionato professionista del tratto grafico, il nostro artista-autore ritiene che l’approccio a certe letture, specie se ritenute ‘difficili’, sia favorito con il fumetto, per capire l’opera, per sgombrare il campo da possibili paure, per demistificarle, perché si possono ricreare le condizioni per comprendere meglio lo spirito del testo.
Il fumetto come manualetto per avvicinarsi, pur sempre con timore reverenziale, a certe letture, con una concezione particolare che il nostro autore ci regala, quella di uno slow reading, di una lettura lenta, come faceva da giovane, quando guardava e riguardava tante volte i disegni dei fumetti, senza leggere niente, una pratica che, comunque, fa entrare nell’atmosfera del soggetto.

Nel 2018 Nunzio Brugaletta presentò il libro ‘Attaccarsi alla Vita’, una trasposizione a fumetti di quattro novelle di Luigi Pirandello.
Un libro che, attraverso le novelle, parla della disperazione della vita: l’accanimento della vita che tenta di intralciare in tutti i modi il percorso dell’uomo e la disperazione di questo di attaccarsi a qualsiasi cosa, anche la più banale, per sopravvivere e vincere la guerra.
Il libro ‘Attaccarsi alla Vita’, con sottotitolo ‘come un rampicante alle sbarre di una cancellata’, risultò finalista nella sezione ‘Fumetti e Illustrati’ del concorso ILMIOESORDIO 2018, indetto dal gruppo editoriale GEDI in collaborazione con Scuola Internazionale di Comics

L’anno successivo fu la volta del libro “La vita e i suoi altrove”, Dostoevskij e Gogol adattati a fumetti, anche questo presentato nella sezione ‘Fumetti e Illustrati’ del concorso ILMIOESORDIO 2019 indetto dal Gruppo Editoriale GEDI in collaborazione con la Scuola Internazionale di Comics.
Nunzio Brugaletta traduce in immagini e segni le parole che interpretano il dramma dell’umana condizione quando a squadrarne le vicende rappresentate è la follia.
Ne “il sosia” di Dostoevskij e ne “Le memorie di un pazzo” di Gogol la follia morde la vita a volte con perfidia, a volte in modo impudico e scoperto.
L’inconsistenza del reale si traduce in silhouette incorporee, mentre l’astrattezza degli spazi e delle sagome depriva di concretezza il dato oggettivo e lo deforma in modo caricaturale.
La bravura del nostro artista sta nel rappresentare fatti che non sono normali, l’inquietudine, le sofferenze mentali di chi pensa di avere tutti contro, di chi incontra il suo alter ego e se lo porta a casa, di chi traccia un diario della sua follia, del tentativo di trovare l’altrove.

Siamo debitori della citazione di un’altra opera dell’autore, “L’uomo del fil di ferro”, un adattamento a fumetti da Ciro Kahn, scrittore siciliano che pubblicò, negli anni ’30 del secolo scorso, uno scritto che diede la spinta ala fantascienza nel nostro paese. Un visionario scrittore siciliano che, per primo, approfondì il tema dell’androide, prima che divenisse tema archetipico della fantascienza.
Lo scritto, ritrovato quasi per caso in un portale che digitalizzava opere fuori dai diritti d’autore, colpisce Nunzio Brugaletta per la sua tematica, antesignana, sul rapporto uomo-macchina.
“L’uomo di fil di ferro” è frutto di un lungo lavoro di ricerca che ha permesso l’adattamento a fumetto, con riferimenti all’estetica steampunk che l’autore ha ritenuto coerente.
In una prefazione all’opera, di M.R. Cultrera, si legge: “Con ingegno, Nunzio Brugaletta riesce a rendere l’irriducibile alterità della macchina con una maschera che nasconde e inganna, copre ogni congeria di viti e assemblaggio meccanico ma rende chiara l’impossibilità della trasmutazione meccanica.
Ma, trasmutazione che riesce egregiamente a Brugaletta che traduce lo storytelling in segni asciutti, sicuri, essenziali.
Un fumetto dove pennellate di colore ravvivano il monocromatismo delle pagine fino all’esaltazione naif dello splendore del sole che, al tramonto diventa simbolo di un progetto incompiuto, destinato a dissolversi, preludio di una nuova realtà che rigetta ogni idolatria tecnologica per riaffermare l’unicità dell’uomo, potente nella sua fragilità”,

Due le opera che ci regala Nunzio Brugaletta per questo Natale 2022.

“La Barunissa di Carini” è un adattamento a fumetti di un testo tratto da un canto popolare siciliano di anonimo del XVI secolo.
Una aspirazione datata, dell’autore, quella di poter adattare il canto della Baronessa di Carini, tratto da un antico libricino.
È la cronaca di un delitto d’onore, un canto che, in tempi assai lontani, si leva a difesa della baronessina che viene pianta per la sua morte dolorosa, ad opera del padre che la punisce per un tradimento nei confronti del marito.
Un lavoro eccelso, affascinato dal canto che ha saputo adattare, nei disegni, la parte poetica. Un lavoro dove, con maestria artistica, rivivono e sono valorizzati, il sole, la luna, gli antichi casolari, il Castello, quello vero di Carini.

Altra fatica artistica dell’autore, “Il grasso e il magro”, adattamento a fumetti di 5 racconti di Cechov che affrontano il rapporto fra classi sociali, (chi sta sotto e chi sta sopra), declinandolo in una vasta gamma di sfumature.
La morte dell’impiegato, L’Album, Il grasso e il magro, La Corista, La Maschera sono i 5 racconti scelti che, “poveri di azione e quasi privi di intreccio, hanno come protagonisti individui sconfitti dalla vita, schiacciati dalle appartenenze sociali, condannati alla ripetitività di comportamenti che finiscono per acquisire una valenza metastorica” (M.G.Cultrera).
Per l’adattamento grafico, Nunzio Brugaletta ha intravisto un filo che legava i 5 racconti come diversi capitoli di un unico racconto: tutti trattano dei rapporti tra classi sociali, chi sta sotto e chi sta sopra, identificati in Cechov, anche fisicamente, ne Il grasso e il magro, c’è il paternalismo falso e ipocrita, L’album, fino all’arroganza più estrema per il grasso, La maschera, dall’accettazione del proprio ruolo inferiore, Il grasso e il magro, vittima di una grande umiliazione, La corista, fino alla mortificazione che arriva al punto estremo di essere paragonabile alla morte.
Da questo, l’autore, pur nel consueto rispetto dell’aderenza assoluta al testo, si prende la libertà di fare un unicum dei racconti, inventando il personaggio che, passeggiando per le vie di una città, incontra delle porte dietro alle quali si svolge l’azione di ciascun racconto.

I libridi Nunzio Brugaletta sono disponibili all’indirizzo

https://ilmiolibro.kataweb.it , inserendo brugaletta nel form di ricerca per autore

oppure direttamente

https://ilmiolibro.kataweb.it/utenti/387643/nunzio-brugaletta/

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