Nulla di nuovo, ennesimo rinvio per la Ragusa Catania…e il Comitato contempla

Ormai non ci sarebbe nulla da commentare sui ritardi e sui rinvii che fa 50 anni vogliono impedire i lavori per la Ragusa – Catania.
Quando molti volevano far credere che, finalmente, dopo anni tutto fosse stato risolto, siamo di nuovo punto e a capo.
Scandalosamente, il bando pubblicato da ANAS lo scorso 30 marzo in Gazzetta Ufficiale con scadenza prevista per il 22 aprile 2022 entro le ore 12, finalizzato ai lavori del raddoppio della Ragusa- Catania, di cui è commissario straordinario il presidente della Regione Siciliana Musumeci, ha subito un rinvio di 20 giorni.
Ma la notizia, purtroppo sfuggita ai media che, evidentemente nemmeno credeva alla scadenza annunciata, non viene, come sarebbe doveroso dal Commissario Straordinario dell’opera, il Presidente della Regione Musumeci, né dai vertici istituzionali del territorio, evidentemente in altre faccende affaccendati, ma dal “Comitato per la realizzazione della Ragusa-Catania” che, addirittura, anche con ritardo, rispetto al 22 aprile, parla di alcuni ‘rumors’ su rinvii più sostanziosi.
La nuova scadenza per la presentazione delle offerte sarebbe stata fissata per il 12 maggio 2022, il Comitato evita di usare il condizionale, sicuro, come è stato sempre che tutto, dalla prossima volta, filerà liscio.
Poi per dare corpo e sostanza al comunicato, integrano lo stesso con tutta una serie di dari noti sulle gare di appalto per i vari lotti dell’opera previsti,
Che molti politici dovrebbero andar a casa non lo diciamo noi, non si tratta tanto di inefficienza e di inadeguatezza al ruolo, quanto del più assoluto menefreghismo, in particolare contro il nostro territorio che non trova adeguati difensori.
Se un rinvio, inevitabile, ci doveva essere, ma considerata l’opera attesa da decenni si doveva evitare a tutti i costi, lo doveva annunciare immediatamente Musumeci.
Ma parlare ancora dei politici, e di qualcuno in particolare, è come lottare contro i mulini a vento.
Ci permettiamo, invece, di restare basiti di fronte all’indifferenza dei componenti del Comitato che si limitano a fare da semplici comunicatori degli eventi.
Pensiamo che il loro ruolo non è quello di cassa di risonanza delle malefatte di politici e di burocrati, quanto quello di sollecitare, a gran voce e battendo i pugni sul tavolo, lo scandalo che si perpetua da anni.
Comprendiamo che, forse, più di un componente è limitato dai lacci e lacciuoli del bon ton istituzionale che impedirebbe a vertici di associazioni datoriali di dire le cose in faccia alla politica e alle istituzioni, nel contesto di un naturale istinto alla conservazione della poltrona, prima fra tutte quella di questo comitato che, in definitiva, poco ha apportato, del resto avrebbe potuto fare ben poco, alla realizzazione dell’opera, arrivata al punto attuale solo per merito di qualche politico, ben identificabile ma poco celebrato al riguardo.
bene farebbero i componenti a cedere il passo ad altri rappresentanti delle associazioni datoriali che, pur con le naturali limitazioni del ruolo meramente rappresentativo e non operativo, potrebbero dare un impulso diverso alla causa, se non altro per l’entusiasmo del nuovo incarico.
La conclusione del comunicato del Comitato fa cadere le braccia, “Vogliamo sperare che non sarà certo un ritardo di 20 giorni nella gara a cambiare l’obiettivo finale…”
Almeno si chiedano le dimissioni di Musumeci da commissario straordinario dell’opera, chi doveva accelerare l’iter assiste, invece, impotente, all’ennesimo rinvio, non lo dice, non lo svella e continua a mantenere un silenzio sospetto sugli eventi, come del resto anche il Comitato parla di rumors ma non spiega cosa di cosa hanno avuto percezione.
Non si tratta di amministrare un condominio o la ciclistica San Ferdinando, per entrambi.

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