Abbiamo ritenuto opportuno dedicare ulteriori riflessioni alla questione dei fondi del PNRR dedicati, nella nostra provincia, per la nuova rete assistenziale territoriale, primariamente sulla base delle perplessità emerse nel corso del confronto dei candidati a sindaco nella sede dell’Ordine dei Medici, e successivamente, sulle riflessioni dell’assessore alla Sanità del Comune di Ragusa, Giovanni Iacono, anche per la sua qualificata posizione di vicepresidente vicario di FederSanità ANCI e Presidente regionale della stessa Federazione.
All’assessore Iacono ci siamo rivolti per avere ulteriori elementi di valutazione:
Assessore Iacono, in questi giorni, tiene banco la questione della possibile perdita di fondi del PNRR e quindi di mancato finanziamento di opere programmate. Lei è intervenuto anche per i fondi del PNRR però differenziandosi, controcorrente ancora una volta, manifestando la preoccupazione di eventuali fondi spesi male per la sanità ?
La ringrazio per interessarsi della problematica. Il mio intervento è del tutto staccato, anche temporalmente, dalle prese di posizione alle quali fa riferimento Lei.
Premetto che è legittimo mettere le mani avanti su possibili rivisitazioni del PNRR come ritengo, del tutto legittima l’azione del Governo nazionale di analizzare, con attenzione, tutti gli interventi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Da anni tutti parlano di PNRR come se fossero miliardi che cadono dal cielo Europeo per l’Italia e pochi, o nessuno, dice che i 2/3 di questi miliardi dobbiamo restituirli e dobbiamo restituirli con gli interessi !
Sono convinto che nessuno, nel Governo Nazionale, toglierà soldi del PNRR per la realizzazione di asili nido o per la realizzazione di infrastrutture strategiche ma effettuare una revisione delle opere per evitare che i soldi, A DEBITO, vengano spesi male, ritengo che sia un grande e meritevole atto di responsabilità.
E’ scandaloso il contrario, l’Italia ha raggiunto il record di debito pubblico di 2.843 miliardi di euro e non dovremmo porci il tema di come vengono spese le somme dei debiti ???
Detto questo, relativamente subito dopo la mia nomina ad Assessore al Comune di Ragusa con deleghe di sanità e politiche della salute, ho cercato di documentarmi sul ‘disegno’ della nuova rete assistenziale territoriale in provincia di Ragusa e sull’utilizzo del fondi del PNRR relativi alla missione 6 ‘salute’ ed ho notato quelle che sono, palesemente, azioni in contrasto con il DM 77/2022, normativa che conosco bene avendone seguito, dal decreto Balduzzi in poi del 2012 al DM 70/2015, tutto l’iter formativo e procedurale.
A Ragusa non hanno previsto una ‘Casa della Comunità’ in totale difformità con gli standard dettati dalla normativa che ne prevede la realizzazione ogni 40-50.000 abitanti. E’ fuori da ogni immaginazione privare di tale struttura la città di Ragusa.
Non finiscono qui le amenità, sono stati previste 3 Centrali Operative Territoriali a Ragusa per tutti e 3 i distretti (Ragusa, Modica, Vittoria). Praticamente una stanza grande nell’ex Ospedale civile dove vi sono 3 coordinamenti della presa in carico della persona e del raccordo tra professionisti dei vari setting e servizi. Ogni coordinamento si occuperà del territorio di competenza, tutti e tre nello stesso, ampio spazio, dell’ex ospedale civile e sarebbe stato più logico, come fatto nel resto dell’Italia, realizzare ogni COT nella rispettiva città sede della casa della comunità HUB di pertinenza del distretto.
Le decisioni sul piano di riordino dell’assistenza territoriale sono in capo all’Azienda sanitaria provinciale e alla Regione e non decide il Comune ma conoscendola immagino che quando ha avuto contezza del piano si sia adoperato per ostacolare questo disegno veramente incredibile e vergognoso !
Non è molto facile riportare la ‘palla al centro’ perché il piano di utilizzo dei fondi del PNRR è stato già deliberato e, in molti casi, anche espletate le gare per l’aggiudicazione dei lavori. Il DM 77 ha dettato standard e modelli che devono essere uguali in tutto il territorio nazionale per evitare ciò che avviene adesso : 21 sistemi regionali diversi, uno per Regione e, tante volte, anche differenti, nell’applicazione, all’interno delle stesse Regioni.
Nel caso di Ragusa è tutto l’impianto ed il modello organizzativo, dal mio punto di vista, totalmente sbagliato, sarebbe stato necessario avere una mappatura dello stato di salute, rivedere i servizi territoriali in stretto raccordo con gli Enti locali e i Distretti in materia di integrazione socio sanitaria ed essere rispettosi della normativa e degli standard che la Legge ha disposto !
Diventa, quindi, arduo fermare un ‘treno’ in corsa e in corsa dissennata !
Allora non c’è speranza ?
Mai perdere la speranza e non c’è motivo di perderla, bisogna lottare e con determinazione, la Città di Ragusa non può essere umiliata, derisa, mutilata del luogo fisico di prossimità per i bisogni di salute dei Cittadini che deve essere aperto h24 e 7 giorni su 7 (altro che Poliambulatorio).
Deve essere di facile individuazione composto da equipe multidisciplinari, dai Medici di famiglia, agli infermieri di comunità, agli specialisti medici, ai professionisti assistenti sociali, psicologi ecc.
Il 28 giugno 2023 con il Sindaco abbiamo incontrato il Commissario ASP Russo (che ha ‘ereditato’ il piano) e il Direttore sanitario ed abbiamo esposto loro la contrarietà della Città per l’assenza della Casa della Comunità. Il 5 luglio ho partecipato da relatore, insieme al Commissario Russo, a Roma nell’ambito di ‘Missione Italia’ sui fondi PNRR ad un tavolo di co-working su :’La casa della Comunità per le politiche di integrazione e la continuità assistenziale’ evidenziando il grave vulnus su Ragusa ed ho avuto interlocuzioni con Direttori generali del Ministero della salute che si occupano di programmazione e dei fondi PNRR. Ho anche parlato con esponenti di primo piano di AGENAS e con componenti il tavolo tecnico istituito con Decreto del Ministero della salute dell’8 giugno 2023 per ‘la revisione degli standard di ospedali e territorio di cui ai DM 70 e 77. Ogni interlocutore con il quale ho parlato è rimasto ‘meravigliato’ della situazione di Ragusa.
Il 18 luglio 2023, in sede di conferenza dei Sindaci convocata a Ragusa, alla presenza del Commissario ASP e Direttore Sanitario, ho evidenziato la mancanza, nel nuovo assetto organizzativo, della Casa della Comunità a Ragusa.
Nei primi giorni di agosto ho investito Federsanità Nazionale della problematica ed è uscito l’articolo su Quotidiano Sanità sul ‘caso Ragusa’ e il 10 agosto 2023, come Presidente regionale Federsanità-Anci ho sottoposto la questione al Direttore Generale del Dipartimento per la pianificazione dell’Assessorato regionale della salute, dott. Salvatore Iacolino, e sarà svolta, a breve, una conferenza di servizio.
Tutte le azioni svolte, fin dall’incontro con il Commissario Russo, sono state condotte in sintonia con il Sindaco di Ragusa che ha anche inviato formale richiesta all’Assessore regionale alla salute per incontro urgente.
Si è fatto una idea di cosa e chi abbia potuto ‘partorire’ un piano del genere ?
L’idea me la sono fatta e me la tengo per me perché non ho contezza dei fatti che hanno portato a questa, insensata, scelta. Mi limito a giudicare ciò che ho letto: i 3 COT a Ragusa e la mancanza di Casa della Comunità a Ragusa, Comiso e Scicli, dove hanno previsto ‘ospedali di comunità’ che sono strutture intermedie tra domicilio e ricovero, post acuzie, di stabilizzazione clinica e non sono, in alcun modo, equiparabili e in alternativa alle Case della Comunità, mi hanno convinto che le scelte non sono state fatte “per competenza” ma ‘per campanile’.
