Nuova stagione per il verde pubblico a Ragusa

Entusiasmo dell’assessore al verde pubblico, Mario D’Asta, per alcune prospettive che si aprirebbero per la gestione di questo settore, da sempre ‘cenerentola’ al Comune di Ragusa.
In effetti, dietro le parole del comunicato si nasconde la realtà di quello che, in pratica, è solo un “piccolo grande tassello” del mosaico del verde pubblico in città.
L’assessore, come altri dell’amministrazione Cassì è allineato, come tale non si sbilancia mai alle richieste di chiarimenti e, se mai rivela qualcosa, si tratta di una minima percentuale di quello che c’è sotto la sabbia.
Le squadre del verde girano come una trottola da 16 mesi, come è sempre stato ma il territorio da coprire è molto vasto, lo sosteneva anche il vecchio assessore che, come l’attuale, doveva arrampicarsi sugli specchi per rendere lo spettacolo in città accettabile.
Ma non si arriva a fare tutto e possiamo dire che questo sarà confermato anche per il prossimo anno: l’assessore D’Asta esulta per l’aumento della somma a disposizione per il nuovo appalto, che passerà da 1,3 mln di euro a 1,7 mln, ma possiamo dire fin da ora, anche sulla base del parere di esperti, che saranno sempre fondi insufficienti.
Addirittura, D’Asta lascia spazio alla vicinanza alle problematiche del verde pubblico dei suoi consiglieri di riferimento, consiglieri di maggioranza che, come molti colleghi, anche quelli più vicini al sindaco, non riescono a impuntarsi per rendere alla città la realtà, le criticità, dei vari settori.
Dovrebbero essere loro a dire che anche con 1,7 milioni non si arriverà ad offrire un servizio completo per la città, invece celebrano il successo virtuale.
L’assessorato ha ritenuto opportuno l’acquisto di un nuovo trattore con adeguata attrezzatura per la scerbatura, mentre per periferie e contrade dovrebbe andare a pieno regime il servizio effettuato dai titolari di aziende agricole che hanno risposto all’apposito bando.
L’iniziativa, forse, più concreta sarà, di certo, la piantumazione di nuovi alberi, nel comunicato stampa il dr D’Asta, in verità da sempre molto sensibile alle tematiche ambientali e alla valenza degli alberi, ci parla della piantumazione di 300 carrubi e del contestuale ‘piano del verde’ che, con una perla comunicativa, definisce “uno strumento di pianificazione di settore integrativo della pianificazione urbanistica complessiva e contenente la “vision” strategica dell’Amministrazione, nel medio-lungo periodo, del verde urbano e periurbano”.
Le buone intenzioni ci sono, anche se dovrebbero essere nettamente separati i due aspetti del verde pubblico: uno deve riguardare la piantumazione e la manutenzione di alberi, piante ed essenza varie, dove Ragusa non è messa tanto male.
L’aspetto della scerbatura e dell’eliminazione del verde spontaneo deve afferire solo alla raccolta dei rifiuti, perché di rifiuti si tratta, ancorché naturali, e, come tale, deve trovare i fondi nel più capiente appalto per la raccolta dei rifiuti, con capitoli di bilancio chiari e somme appostate necessarie e, soprattutto, reali.
Anche perché, affidando il servizio alla ditta che si occupa della raccolta dei rifiuti, si esce dall’equivoco, fin troppo sfruttato, del personale incaricato, solo due i giardinieri del Comune, quelli della ditta incaricata con un bando pubblico, dove non è specificato quello che si deve fare ma viene lasciato alle disposizioni degli uffici, dei quali non si sono mai potuti conoscere anticipatamente le disposizioni di servizio.
C’è solo da sperare che il nuovo bando chiarisca questi aspetti e che i controlli siano affidati a funzionari e DEC in grado di garantire un lavoro minimamente serio.

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