Il presidente del Centro Italiano Riqualificazione Fluviale (CIRF) Giuliano Trentini e la Prof. Maria Nicolina Papa dell’Università di Salerno e componente del Direttivo del CIRF sono stati in Sicilia per effettuare specifici sopralluoghi lungo il Fiume Irminio, nell’ambito del 4° Bando del programma europeo “Open Rivers” .
Effettuata recentemente a Ragusa un’ulteriore iniziativa relativa alla connettività fluviale ed all’eliminazione degli sbarramenti lungo i fiumi, promossa dal Centro di Riqualificazione Fluviale (CIRF) e finanziata dal programma europeo Open Rivers (https://openrivers.eu-) rivolta alle associazioni e agli enti locali impegnati a vario titolo nella riqualificazione ambientale.
Infatti, il presidente del CIRF Giuliano Trentini e la Prof. Maria N. Papa dell’Università di Salerno e componente del Direttivo del CIRF sono stati a Ragusa per effettuare alcuni specifici sopralluoghi.
In tal modo i rappresentanti nazionali del CIRF hanno verificato sul campo lo stato e le caratteristiche dei diversi sbarramenti lungo il fiume Irminio, a suo tempo individuati dai Biologi Antonino Duchi e Monica Giampiccolo. Ciò nell’ambito delle iniziative legate al progetto presentato dal Circolo Legambiente Il Carrubo e dalla FIPSAS Ragusa, rientrato tra le 6 proposte nazionali selezionate per avviare un’attività pilota volta al ripristino della connettività fluviale.
“I due tecnici hanno effettuato specifiche misurazioni nei vari sbarramenti riscontrati, sia lungo il fiume che lungo gli affluenti“ ha evidenziato il Biologo Antonino Duchi, che ha guidato i due esperti lungo i bacino del F. Irminio “ciò permetterà, tramite opportune elaborazioni, di valutare in modo più obiettivo possibile su quale, o quali, sbarramenti potrebbe essere più opportuno intervenire.”
Infatti, nel caso in cui si riuscisse ad individuare degli ostacoli potenzialmente eliminabili – in quanto non più in uso o particolarmente dannosi -, verrà pianificata la loro rimozione o mitigazione e la ricerca di fondi per finanziare l’esecuzione dei lavori.
Questo porterebbe la provincia di Ragusa in linea con le più avanzate esperienze europee, dove le attività di abbattimento di barriere e riqualificazione dei corsi d’acqua sono indubbiamente più avanti che in Italia.
