di redazione
Fare Verde Vittoria e Comitato Randello Libera instancabili nel difendere l’unica grande area verde rimasta sulla costa provinciale assieme a quella del Club Mediterranée e della Foce dell’ Irminio
Le foto aeree e le riprese di Google Earth ci lasciano immagini della costa ragusana invase da nuclei abitativi, anche a ridosso del mare, o tappeti di serre. Uniche aree verdi, di considerevoli dimensioni, il Club Mediterranée e l’area forestale di Randello.
Legittimi, quindi, i timori per quanto avviene in quest’ultima zona, soprattutto a ridosso e sulla spiaggia, interessata da insediamenti che non avrebbero tutte le necessarie autorizzazioni, secondo l’associazione ambientalista Fare Verde di Vittoria e il comitato Randello Libera che, senza sosta, effettuano un monitoraggio di quanto avviene in zona.
Riportiamo appresso un comunicato di Fare Verde Vittoria e quanto riportato sulla pagina facebook del Comitato Randello Libera
Affare Randello anno secondo, La Svendita? (a cura di Fare Verde Vittoria)
Il primo ricordo che abbiamo della scorsa estate riguarda il posizionamento abusivo di una pedana in legno sull’arenile, poi oggetto di sequestro e sgombero, il successivo premio dopo l’abuso con posizionamento di ombrelloni e tutto il necessario per il lido balneare, con annesso auto bar in zona retrodunale ad operare. Ricordiamo gli illeciti denunciati, gli abusi segnalati; con la protesta pacifica, il popolo di Randello ha bloccato la costruzione di uno chalet e stimolato il conseguente intervento della Procura.
Ma siamo in Sicilia, terra di nessuno, dove nonostante l’unanimità espressa dal Consiglio Comunale e dalla Giunta di Ragusa, indirizzata nel tutelare Randello come bene comune, nonostante siano pendenti, per i due soggetti privati, relativi ricorsi al tribunale amministrativo, nonostante i tre avvisi di garanzia ed indagini ancora in corso da giugno scorso, l’affare rischia di concretizzarsi in tutti i suoi aspetti.
Nella zona ovest del litorale è in corso di realizzazione una probabile struttura balneare in attesa di autorizzazioni, al centro troviamo anche quest’anno il lido resort e nella zona est ai Canalotti un cartello indica il divieto di accesso in strada privata.
Randello è diventato Il Regno dell’abusivismo e del degrado, dove rimane la velenosa presenza di TUBOLDIA, (discarica segnalata, di rifiuti speciali in zona protetta, determinata da ente gestore), dove è evidente una gestione approssimata ed approssimativa del bene da tutelare, con molti soldi pubblici spesi, mediocri risultati e l’evidente volontà, da parte di questi “dipendenti pubblici”, nel favorire i privati perché portano “lavoro e denaro” (non si sa bene a chi?) e di conseguenza escludere la popolazione che porta degrado e munnizza!!
Rimane la nostra determinazione nel difendere il bene comune dall’ appetito vorace di speculatori con pochi scrupoli e da chi, avendone facoltà, non ne è capace.
Nonostante la CENSURA MEDIATICA rimangono molti cittadini ancora più determinati nel difendere la legalità e l’essenza di questo luogo unico che è Randello.
RANDELLO E IL RICHIAMO DELL’ABUSIVISMO. NUOVO STABILIMENTO RIGOROSAMENTE ABUSIVO E’ IN ARRIVO NELLO SPIAGGIONE. (dalla pagina facebook del Comitato Randello Libera
Preso atto della extra territorialità che l’area di Randello ha assunto anche quest’anno grazie alla protezione che Forestale, Comune di Ragusa e Demanio Marittimo offrono allo stabilimento balenare abusivo del Donnafugata Golf Resort, garantendone l’impunità e l’opportunità di operare tra le pregevoli dune dell’area tutelata, ecco che un altro imprenditore, ha deciso di muoversi, per cogliere la ghiotta opportunità di sfruttamento del territorio oramai chiaramente in svendita.
Quindi senza attendere permessi dovuti ed utilizzando qualche autorizzazione parziale, si è dato il via alla trasformazione di quello che è un terreno agricolo, all’interno dell’area SIC che sovrasta le dune e la spiaggia di Randello, per utilizzarlo con finalità turistico -balneari.
In men che non si dica, il brullo ed arido terreno, (area in cui troneggia un ecomostro dichiarato ormai insanabile per legge), si è trasformato in prato verdeggiante con alberelli ornamentali, spazio per parcheggi e stradella sulle dune per raggiungere la spiaggia.
Sono stati effettuati lavori di movimento terra, riporto di materiale di risulta sulle dune, impianto idraulico ed elettrico sotto il cordone dunale, mentre ombrelloni e sdraio sono stoccati nell’area, pronti ad essere schierati sullo spiaggione.
Ed ecco apparire l’immancabile furgone bar, rappresentativo di un abusivismo commerciale, che ormai è di casa a Randello.
D’altra parte se funziona così, se Randello da Area Forestale SIC e spiaggia protetta è diventato giungla di arbitrio e d’illegalità perché non approfittarne!!!!
Anche questa volta, abbiamo presentato regolare esposto-denuncia con la richiesta di verifica ed eventualmente di intervento alle autorità preposte.
Il muro di gomma messo in piedi da Forestale, Comune e Demanio Marittimo si alzerà probabilmente ancora una volta, colmo di indifferenza all’esterno e ribollente, nei commenti riservati, e pieno di sdegno verso quei “fastidiosi rompiscatole” che si impicciano nei fatti altrui.
Proseguiamo comunque con determinazione nella nostra azione di difesa del bene comune che è Randello e del bene comune che rappresenta la legalità, rilanciando la nostra spessa indignazione verso gli Enti preposti e denunciando pubblicamente il degrado morale e territoriale che si sta provocando nella nostra Comunità.
