di Cesare Pluchino
Esilarante momento di comicità, attraverso i social, nella serata di Pasquetta, per la scala della montagnola ai Giardini Iblei
Nel giro di poche ore, un intrecciarsi di post su facebook che danno vita ad uno spaccato esilarante della vita di provincia, di quanti si dedicano alla politica attraverso i commenti sui social, ed essendoci di mezzo la politica è facile che si scivoli nella comicità
Una signora, con un post sulla pagina facebook, censura di netto il rifacimento della scala di accesso alla Montagnola, ai Giardini Iblei di Ragusa Ibla.
Le sembra che il rifacimento non faccia patte del progetto e, in ogni caso, non lo gradisce affatto.
La signora riconosce che opinioni discordanti potrebbero anche avallare l’intervento, che non può definire restauro ma sostituzione totale dei gradini, che avrebbe provocato un azzeramento della memoria storica del sito. In pratica si è dato vita ad una scala del tutto nuova, anonima, che stona con il contesto nel quale è inserita.
Fa cenno ad una certa acquisita sicurezza che, però, non ritiene necessaria ancorché si tratti di luogo aperto al pubblico e frequentato da bambini e anziani.
In ogni caso, avrebbe auspicato una meritata accortezza per il sito nella strategia di intervento, perché ritiene che si sia operato in un luogo di memoria storica come su un normale marciapiede della periferia.
Una stroncatura netta per tecnici e progettisti, nonché per gli amministratori.
Una critica anche all’uso del particolare tipo di calcare che non è lo stesso di quello originario della scala, mancandole il tempo, il colore, la patina di usura.
Un pugno in un occhio tradotto con un linguaggio femminile e anche colto, “una pennellata a tinte piene in un quadro di velature”.
Un altro pezzo della ‘villa’ che se va. In silenzio e dinanzi all’impotenza di tutti.
Legittime le critiche che lasciano anche trapelare una certa competenza nella materia, inevitabile restare colpiti dall’effetto dei lavori, ancorché non completati.
Non abbiamo le competenze per disquisire sulla materia, possiamo farlo da comuni cittadini, come del resto lo sono tutti quelli che, come vedremo appresso, hanno dato vita a questo quadretto che allieta la fine delle festività pasquali.
E da comuni cittadini ci chiediamo, come si sarebbe potuto intervenire restituendo sicurezza al sito (e ci voleva! ndr) mantenendo inalterato il ‘sapore’ del passato?
Pur condividendo, di fondo, le tesi proposte, ci permettiamo evidenziare come da tempo, a Ragusa, si fa a gara per far sparire il ‘sapore’ del passato, anche grazie all’uso di questo calcare bianco, sottile, che appare poco consistente alla vista, diverso dalle basole tipiche della città, di ben altro spessore, metrico e qualitativo.
E’ stato così per Ibla, per la piazza san Giovanni, per la via Roma, per la piazza di Marina e per tanti altri siti dove la nuova tendenza proposta dai progettisti e avallata dagli amministratori, l’ha fatta da padrone.
Solo l’amministrazione grillina, che pare dia seguito a progetti della precedente amministrazione, ci ha dato qualcosa di appena nuovo nella piazza antistante i Giardini Iblei, ma per il resto è pura desolazione che ha contribuito alla desertificazione dei siti che si rivelano particolarmente freddi e, quindi, poco frequentati.
Cogliamo anche la battuta di “un altro pezzo di villa che se ne va” per comprendere in questo scempio generalizzato, che noi volgari profani del popolo non possiamo apprezzare per mancanza della cultura architettonica di base, il completamento dei Giardini Iblei di Ibla che ricalca queste tendenze moderne che, evidentemente, sono all’avanguardia.
Salvo, però, dover sopperire con fari da cantiere, in via Roma, per assicurare una illuminazione decente che le scelte artistiche di faretti per la casa delle bambole non garantivano.
Non ci permettiamo dissentire, ma la scala della montagnola, alla fine, è solo un male minore.
Bastevole, comunque, per scatenare una ‘guerra’ fra i simpatizzanti dell’amministrazione e i soliti oppositori, con uno scambio di commenti sui social che da solo costituisce spettacolo.
Ad accendere la miccia il dr Claudio Castilletti, Presidente del Laboratorio Politico 2.0 che, sul gruppo “Sei di Ragusa se…”, condivide il post in questione, per segnalare lo scempio che si sta perpetrando ad uno dei simboli di Ragusa Ibla.
Legittimo, comprensibile e meritevole di attenzione. Tutto ancora nella normalità.
Accade, però, che una consigliera comunale del Movimento 5 Stelle decide di segnalare il post all’amministratore, chissà con quale motivazione, per eliminarlo: una scorrettezza senza pari, inimmaginabile per un personaggio pubblico, un rappresentante del popolo, ancorché di una esigua e striminzita fetta di elettori.
Il post condiviso dal Presidente del Laboratorio politico 2.0 non conteneva alcunché di offensivo o lesivo, né tantomeno di falso.
Ma non c’è solo questo nell’amena conclusione della Pasquetta: il dr. Castilletti si lamenta, giustamente, con l’amministratore del gruppo, il quale rivela il nome della consigliera che ha fatto la segnalazione, sputtanamento totale, con una pioggia di richieste di spiegazioni, alla stessa, che però non arrivano.
Inevitabile, allora, la stura dei commenti che mettono a nudo l’immaturità politica di quanti che cercano solo di mettersi in vista.
Il passaggio esilarante è quando la consigliera posta il progetto che sarebbe stato firmato dall’ex sindaco Dipasquale, siamo ai panni sporchi stesi sui fili dell’etere, con l’imbarazzo di un consigliere fedelissimo dell’ex sindaco che cerca di chiosare dicendo che ‘a prescindere dall’ex sindaco’ il progetto poteva e doveva essere bloccato.
Immaginate la sofferenza di chi vuole attaccare l’attuale amministrazione per un progetto firmato dalla precedente contro la quale non vuole inoltrare nessun tipo di critica, imponendosi mettendo fine alla discussione con le parole liberatorie: “rimane il fatto che i lavori di completamento del progetto sono stati finiti da questa amministrazione. PUNTO”
Ci si arrampica sugli specchi anche per disconoscere l’appartenenza, di fronte ad una situazione imbarazzante per la quale non si ha il minimo ritegno anche a cancellare i post che, invece di mettere una pezza, aggravano la situazione e, come tali, vengono eliminati con disinvoltura. Vizietto comune quello di eliminare in fretta commenti che si rivelano dannosi.
Come se il responsabile di tutto fosse l’attuale o il precedente sindaco, con disinvoltura si dà sfogo ai propri istinti politici, sentenziando condanne e sollevando polveroni su materie che non si conoscono.
Ma la definizione che più si adatta ce la lascia ancora il dr Castilletti che, in un ultimo commento, dice:” VERGOGNOSO… Ora tutti capiscono quale è il modo di confrontarsi di certi manichini…”
