Oggi nessuna fesseria incide sulla campagna elettorale dei 5 Stelle, spazio per le esternazioni di Cancelleri

Per un giorno nessun problema sul cammino della campagna elettorale deel Movimento 5 Stelle per la Presidenza della Regione Siciliana, smaltita la naturale delusine per la candidatura della Guarascio con Forza Italia, in quota Siciliani Indignati, non ci sono state beghe interne, la questione Giulivi pare dormire, in attesa di altri pronunciamenti del tribunale, da Rimini i pentastellati sono tornati alle loro case e non c’è stato tempo per la minchiata quotidiana di qualcuno, con dichiarazioni e contrasti interni.

Spazio, quindi, alle esternazioni degli ultimi giorni, di Cancelleri, che aveva ricordato, nei giorni scorsi coem sarebbe opportuno per Musumeci rinunciare ai voti della famiglia Genovese di Messina.
Giusto che le colpe dei padri non ricadano sui figli, ma non si può dimenticare che chi lo ha accolto nella coalizione ha predicato ai quattro venti di essere disposto “a rinunciare anche a 10 mila voti piuttosto che perdere la dignità”.
Lo afferma il candidato governatore della Sicilia per il Movimento 5 stelle, Giancarlo Cancelleri, commentando la candidatura del giovane figlio dei Genovese che insieme, marito e moglie, senza considerare i cognati, sono detentori, sia pure per il primo grado di giudizio di un bel pacchetto di anni di condanna, oltre al nutrito pacchetto di voti noto a tutti per i fatti legati alla formazione nell’isola.
“Musumeci – afferma Cancelleri – sia coerente con le sue affermazioni, faccia a meno dei voti del giovane Genovese, visto che è lapalissiano che le preferenze che raccoglierà gli arriveranno dalle relazioni e dalla campagna elettorale del padre. La cosa è ancora più inopportuna se si considera il ruolo di presidente della commissione Antimafia che ha svolto fino a qualche mese fa all’Ars il candidato governatore del centro-destra”.
“La verità – conclude Cancelleri – è che i voti per alcuni sono come i soldi: non puzzano. L’importante è che arrivino, senza stare a guardare da che parte provengano.
A destra e a sinistra stanno imbarcando di tutto pur di sbarrarci la strada. Noi, però. non ci preoccupiamo: l’unica alleanza che dovevamo fare l’abbiamo già fatta, quella con i cittadini liberi, che è sicuramente la più potente tra tutte quelle possibili”.
Sulle liste intanto Cancelleri ha rinnovato, l’appello lanciato qualche giorno fa alla presidente della commissione nazionale Antimafia, Rosy Bindi. “Vigili affinché siano pulite”.

Sui fatti di Bagheria, il candidato 5 Stelle ha dichiarato: “Mai parlato di inchiesta costruita ad arte. Falso quanto scritto da ‘La Stampa’. Adiremo le vie legali”
“Mai detto ‘inchiesta costruita ad arte’, né ho mai attaccato la magistratura. Né relativamente alla vicenda di Bagheria, né per altre situazioni.
Il Movimento 5 stelle ha sempre avuto e continua ad avere la massima fiducia nell’operato dei magistrati, cui va tutta la nostra incondizionata approvazione”.
E’ quanto affermato dal candidato governatore della Sicilia per il Movimento 5 stelle, Giancarlo Cancelleri, per smentire quanto riportato da “La Stampa” in un articolo dal titolo «Cancelleri evoca il complotto. “Inchiesta costruita ad arte”».
“Quanto riportato dal quotidiano torinese – ha detto Cancelleri – è totalmente falso. Non ho mai pronunciato quelle parole, nemmeno lontano dal pubblico, come scrive il giornale.
Sono totalmente destituiti da ogni fondamento i virgolettati a me attribuiti, come quello contenuto nella frase pubblicata nell’articolo: «Adesso, invece, le parole escono direttamente dalla bocca del candidato governatore. Questa è un’inchiesta “fatta ad arte”, recrimina Cancelleri stringendo i denti. “È costruita. Molto costruita”, prosegue».
Pertanto, a tutela del mio nome e, soprattutto, del Movimento che rappresento, adiremo le vie legali presentando una querela.

Il candidato governatore per il Movimento 5 stelle torna sull’argomento dopo un articolo dell’Agi che passa in rassegna diversi personaggi “scomodi” in corsa per sala d’Ercole. “La gente – dice – stia in guardia”. E richiama in causa l’Antimafia nazionale. “Avevamo fatto un appello a mezzo stampa alla Bindi, ora le abbiamo scritto: “Vigili sulla competizione elettorale”.

Cancelleri ritorna ancora sulla questione delle liste pulite, questione che ritiene priritaria e si chiede se Musumeci fa l’indiano, auspicando che almeno i cittadini aprano gli occhi

“Troppi i nomi ‘scomodi’ in corsa per sala d’Ercole, Musumeci, fino a qualche mese fa, era il presidente della commissione Antimafia dell’Ars e non può far finta di nulla. Siano quantomeno i cittadini ad aprire gli occhi”.
Il candidato governatore della Regione per il Movimento 5 Stelle torna sulla spinosa composizione delle liste che “si gonfia man mano che si definisce il parterre dei candidati in corsa per sala d’Ercole”.
Per questo ha scritto alla presidente della commissione Antimafia, dopo l’appello rivoltole a mezzo stampa nei giorni scorsi.
“Alla corte di Musumeci – dice Cancelleri – c’è di tutto. Un articolo di oggi dell’Agi, a firma di Paolo Borrometi, passa in rassegna diversi nomi scomodi sotto lo sconfinato ombrellone del centro destra”.
L’articolo parla di una persona con indagini archiviate per voto di scambio e con un fratello con grane giudiziarie e di un sindaco “accusato di una sfilza di reati”, che dovrebbe trovare spazio nelle liste di Forza Italia.
“Per non parlare – continua Cancelleri – dei ‘figli d’arte’ come Luigi Genovese, rampollo dell’ex segretario regionale del Pd condannato ad 11 anni per lo scandalo della formazione professionale e Ida Cuffaro, nipote del condannato ex presidente della Regione per favoreggiamento a Cosa nostra che dovrebbe correre per Forza Italia.
Dovrebbe essere in lista pure Giuseppe Lombardo, nipote di un altro presidente della Regione condannato”.
“Anche a sinistra, per la verità – continua Cancelleri – non si fanno troppi scrupoli.
In quello schieramento, ci ricorda l’articolo, dovrebbe trovare spazio il notaio Coltraro ‘che deve rispondere di falso in atto pubblico’”.
“Con queste premesse – conclude Cancelleri – sarebbe importantissima una seria verifica delle liste da parte della commissione Antimafia.
Per questo siamo passati dall’appello a mezzo stampa alla tastiera. Abbiamo scritto una nota alla Bindi e gliel’abbiamo inviata. Speriamo sortisca qualche effetto.
Intanto diciamo ai cittadini di stare con gli occhi apertissimi e di cercare di capire a chi stanno dando il loro voto, prima di scrivere qualsiasi nome sulla scheda elettorale”.

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