di Cesare Pluchino
L’intervento del Sindaco Piccitto per la presentazione dei due nuovi assessori provoca una serie di repliche dalle quali escono, forse, verità destinate ad allentare le criticità e a bonificare l’atmosfera che rimane intrisa di forti tensioni
Federico Piccitto ci scherza sopra, le sensazioni che provoca ogni suo intervento in aula, durante il Consiglio Comunale, che sembrano ostentate strumentalmente dalle opposizioni, sono la cartina al tornasole di una sua autorevolezza che, in ogni caso, non gli è contestata.
Non a caso critiche, rilievi ed eccezioni lo lambiscono ma non sono dirette a lui personalmente.
Della sua la grinta, che sfodera nelle occasioni nelle quali decide di fare sintesi sugli avvenimenti, in particolare quelli che riguardano le dinamiche interne della maggioranza e del Movimento 5 Stelle.
E così, alla prima seduta utile dopo la nomina degli assessori e l’assegnazione delle deleghe, Federico Piccitto archivia in dieci minuti anche la pratica della ricostituzione della Giunta.
Un discorso improntato alla responsabilità, che lo porta, prima, a riconoscere e a comprendere la scelta di Partecipiamo di uscire dalla maggioranza: una scelta che il Sindaco riconosce come condizionante, di un alleato importante e fondamentale, non solo per il Movimento 5 Stelle ma, più ancora per la città.
Il primo cittadino non rivendica meriti per soluzioni eterne e sicure negli effetti, un bagno di umiltà che lo vede responsabile di fronte al futuro della città.
Azzarda quando dice che non è stata una vera crisi, in questo sta la sua capacità di non essere eccessivamente criticato anche quando esagera: per lui momenti semplici in un contesto di dinamiche trasparenti, tematiche vissute all’interno del gruppo con dissidi e contrasti, non negati, sempre finalizzati al bene della città.
All’interno di ogni contrasto ognuno ha guardato sempre al bene della città, e di questo se ne è avuta riprova poco più tardi del suo intervento, durante i lavori d’aula.
Responsabilità che il Sindaco vede nell’accettazione del difficile compito, da parte di Nella Disca e di Gianluca Leggio, responsabilità del Movimento 5 Stelle, della Giunta, del gruppo consiliare.
Riconosce l’inesperienza, soprattutto politica, ma ci permettiamo di aggiungere che molti di quelli che hanno cercato e voluto il cambiamento vogliono anche questo, vogliono persone svincolate dalle dinamiche della vecchia politica, dai meccanismi perversi di prima e seconda repubblica, un prezzo che si deve pagare per una disintossicazione efficace.
Piccitto si definisce e definisce i compagni di avventura come operai della cosa pubblica, manovali che debbono assicurare i servizi e garantire il funzionamento della città, un qualcosa che rende straordinario il fatto che tutto funzioni.
In questo, si esprime l’indirizzo politico dei 5 Stelle, la vision di questi visionari che forse visionari non sono.
Oggi amministrare è un compito arduo per qualsiasi amministratore, occorrono credibilità delle azioni, lavoro quotidiano ed esclusione di false promesse.
Un intervento deciso, conciso, efficace che ha provocato le solite repliche dell’opposizione, solo apparentemente pungenti, improntate alla classica retorica d’aula, resa con l’enfasi dovuta alla telecamera che collega al mondo reale.
Degni di nota gli interventi del consigliere La Porta, del gruppo misto e di Giovanni Iacono.
Il consigliere anziano (per il maggior numero di voti riportati) ha tratteggiato una sintesi della situazione politica all’interno del Comune e ha voluto tributare un omaggio di verità al gruppo di Partecipiamo e al suo leader Giovanni Iacono, ’fiero oppositore delle carognate di un deputato regionale’ con una azione che è servita al Sindaco ma per la quale il Sindaco non ha dato il necessario sostegno.
La Porta è andato al momento della elezione del Presidente del Consiglio e ne ha rievocato i momenti di inciucio, ricordando quando le opposizioni furono convocate al tavolo del gruppo pentastellato per favorire l’elezione compatta dell’attuale Presidente, a danno del dimissionario Iacono.
Una denuncia che il consigliere ha voluto esternare per mostrare il marcio che esisterebbe all’interno del gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle.
Un intervento che ha provocato quello duro, incisivo di Giovanni Iacono, assai severo ma contenuto nei toni e tale da non apparire come ricercatore di rottura ma improntato ad un senso di responsabilità troppo spesso inflazionato.
L’incipit di Iacono è senza sconti, nessun ringraziamento al Sindaco per il suo intervento in aula, enfatizzato da qualcuno dell’opposizione, ma solo un adempimento di legge alla prima seduta utile del civico consesso.
Messi i puntini sulle ‘i’, la battuta sull’aula consiliare che sembra una ‘stazione Termini’ per il viavai di assessori, ma subito il sincero ringraziamento per il Sindaco che ha parlato di Partecipiamo come alleato fedele e fondamentale.
La responsabilità, cuore dell’intervento del primo cittadino, secondo Giovanni Iacono, è un termine equivoco, non è prerogativa dei 5 Stelle, anzi il gruppo consiliare, il Movimento 5 Stelle hanno dimostrato, come acclarato dal consigliere La Porta che ha voluto omaggiare la ‘verità’, di essere irresponsabili.
Irresponsabile per gli atti compiuti e dei quali la città paga le conseguenze.
Rimarcando l’atto onesto di La Porta, che ha voluto celebrare la verità, l’ex Presidente del Consiglio ha replicato al primo cittadino, sottolineando che imprevisto non è stato il defilarsi di Partecipiamo ma il comportamento del Movimento 5 Stelle che, addirittura, ha giustificato le mosse dicendo di aver intravisto una grande opportunità nel posto lasciato libero a difesa degli interessi della città.
Una verità che i 5 Stelle dovrebbero riconoscere davanti ai cittadini, altrimenti sarebbero indegni di permanere nell’aula consiliare.
Un discorso improntato alla moderazione ma che non ha fatto sconti ad una maggioranza alla quale ha rivolto gli auguri per un lavoro serio che possa condurre alla fine della sindacatura, un discorso che non ha toccato direttamente il primo cittadino ma che ha voluto segnare nettamente le distanze con il Movimento e con quegli esponenti che, a sproposito e senza alcuna coerenza, hanno sprecato parole contro Partecipiamo.
Un augurio durato poco, se è vero che, più tardi, nel corso dei lavori d’aula, gli stessi, come poi riferiremo in altra parte del giornale, sono stati definiti da Iacono, una farsa.
