Opposizioni a brandelli

Il balletto dei comunicati e delle comunicazioni in aula si sforza di consegnare alla città una condizione unitaria contro l’amministrazione a cinque stelle, in realtà sarà impossibile fare sintesi sulle diverse posizioni.
Un inizio di anno che peggiore non poteva essere per la politica in città. Il disastro dappertutto, questioni aperte in ogni angolo del territorio, sanità e rete ospedaliera, consorzio di bonifica, aeroporto, tribunale, licenziamenti nella formazione, bancarotta, non si sa se fraudolenta, nel settore principe dell’economia locale, anche i ‘ritardi’ degli aerei da New York hanno contribuito a rendere quanto mai incerto il prosieguo del 2017.
Per la politica comunale c’è un momento di massima confusione, provocato dalle strategie, disunite e incerte, di opposizioni che hanno fatto il loro tempo, hanno stancato, hanno incentivato la disaffezione alla politica, ma continuano, anche con interventi in aula, ad alimentare polemiche, con la ricerca dello scontro personale, addirittura auspicato in commissione risorse da un autorevole personaggio politico che si è detto contento se lo scontro politico fosse portato, come apparirebbe da un comunicato dei 5 Stelle, sul piano dello scontro diretto.
È il caos totale, come anche emerso dalla seduta ispettiva del Consiglio Comunale, dal quale sarà difficile emergere se le opposizioni non vorranno rientrare nel loro compito essenziale di controllo e, ove necessario, di denuncia, ma reale non solo minacciata.
Le opposizioni mostrano, in ogni caso, i ben noti limiti dovuti ad anime ed educazioni politiche diverse, si discute sul nulla, si discetta di ricorsi al TAR, di sfiducia al primo cittadino, di sfiducia al Presidente del Consiglio, ma sembrano una comitiva di bambini che giocano a guardie e ladri o, nella migliore delle ipotesi, al dottore e alla malata, perché siamo al tredicesimo giorno dopo la famosa seduta di consiglio comunale dedicata alle variazioni di bilancio ma si discute ancora sul da farsi.
Siamo costretti ad analizzare separatamente episodi e battibecchi che, inevitabilmente concorrono a soddisfare la sete di visibilità che anima le opposizioni, le quali, in forza delle certezze e dei pareri di illustri esperti di diritto amministrativo dovrebbero solo accelerare e concretizzare denunce e ricorsi, come anche sollecitato dagli esponenti del Movimento 5 Stelle.
Una delle divergenze esplose in seno alle varie componenti delle opposizioni è sulla diversa valutazione per la scelta di ricorrere al TAR o sfiduciare il primo cittadino.
Sono i consiglieri renziani del Partito Democratico, D’Asta e Chiavola a criticare la collega Migliore per quelle che sarebbero elucubrazioni della rappresentante dell’UDC in aula e del laboratorio 2.0 all’esterno.
I due non comprendono le accuse sconclusionate lanciate ai rappresentanti del PD che, “fino a prova contraria, rappresentano il primo partito in Italia e che hanno deciso di attivarsi in maniera concreta per fornire un segnale specifico, quello della mozione di sfiducia nei confronti del sindaco, a sua volta espressione del Movimento Cinque Stelle, secondo partito in Italia, sindaco che, secondo loro, parere si è rivelato inetto e inconcludente”
Mario D’Asta e Mario Chiavola che, a ben ragione, sottolineano di non far parte di una piccola formazione politica locale, non accettano la posizione della collega che derubrica la mozione di sfiducia da loro proposta come mezzo utile solo a sollevare un polverone: sanno i numeri occorrenti per la presentazione della mozione e per la sua approvazione, ma vorrebbero avere la possibilità di distinguere, in aula, chi è pronto a sostenerla, anche fra i banchi dei pentastellati, e chi invece vuole continuare a rimanere attaccato alla poltrona di consigliere comunale.
Un discorso che non fa una grinza ma che vede, ancora, gli stessi renziani solo proponenti della sfiducia al sindaco. Della serie, messi sui piatti della bilancia…
Pronta è la replica di Sonia Migliore che rifiuta il rilievo di lanciare accuse sconclusionate e, tantomeno, di rivolgere attacchi personali.
Sonia Migliore cerca di chiarire il suo pensiero, si dice convinta che la mozione di sfiducia non avrebbe successo per mancanza dei voti necessari, ancora di più è convinta che, al voto, nemmeno i grillini contestatori andrebbero contro il loro sindaco.
Una opzione, quindi, poco efficace, ma senza voler andare contro i renziani del PD: una constatazione quella della consigliera ma che non va oltre, non parla del ricorso al TAR, se non di sfuggita, auspica la bocciatura di ogni atto consiliare per boicottare l’attività dell’amministrazione, a scatola chiusa, senza verificare se ci vanno di mezzo interessi della città e della comunità, in barba alla tanto declamata attenzione per il bene comune.
Per questa opposizione l’importante è mandare a casa i grillini, per il dopo nessun accordo, nessun programma, nessun progetto alternativo, nemmeno nessun partito di riferimento.
Solo la furia cieca di vedere le poltrone vuote per lanciarvisi come quando a mare si entra di corsa in acqua.

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