Si moltiplicano i comunicati di esponenti di partiti e movimenti politici sul dilagante fenomeno delinquenziale in provincia.
Dalle parti di Ispica, il consigliere comunale Paolo Monaca denuncia i furti e il danneggiamenti di immobili e attrezzature nelle zone rurali del bassopiano ispicese e lungo la fascia costiera di Santa Maria del Focallo e di Marina Marza, episodi criminali sui quali ci sono indagini supportate dalle immagini della videosorveglianza, messe a disposizione dalle stesse vittime de furti.
A Ragusa, dopo gli scippi in centro storico, si rinnovano episodi di vandalismo, con l’esplosione di alcuni petardi sul sagarto della Cattedrale.
Partendo dall’assunto che non ci sono dubbi sull’impegno e sull’operato delle competenti forze dell’ordine, peraltro dubbi mai esternati da alcuno, tanto meno dai politici in cerca di visibilità per dare riscontro alle istanze dei propri simpatizzanti ed elettori, si dovrebbe aderire alla realtà e convincersi che un territorio, peraltro vastissimo, non potrà mai essere posto sotto controllo continuo e costante.
Verrebbe difficile già in situazioni normali, meno che mai in condizioni di carenza di personale e di difficoltà per procedere ad assunzioni massicce.
I compiti d’istituto delle varie forze dell’ordine sono diversi, normale che mentre si è impegnati in un tipo di servizio, possano accadere episodi delinquenziali, soprattutto in zone periferiche o, addirittura fuori dal centro abitato.
Chi scrive comunicati, spesso prendendosela con il sindaco, chi lancia allarmi, chi pretende che le amministrazioni facciano rete con il territorio, dovrebbe guardare la realtà e percorrere strade che possano guardare alla soluzione delle problematiche, ancorché senza la sicurezza che siano del tutto percorribili.
Si deve guardare, primariamente, alla politica nazionale e alle possibili leggi ad hoc: aumento del personale delle forze dell’ordine, adeguati stipendi, inasprimento delle pene per molti reati, leggi adeguate che non permettano che chi delinque resti a piede libero o con pochi giorni di collegio.
Di queste cose non parla nessuno, come a nessuno viene in mente di chiedere di far intervenire l’esercito in quelle zone do ve maggiormente si avverte la presenza di fenomeni delinquenziali.
A livello locale, non si può certo pensare di chiedere l’intervento dell’esercito per tre petardi sul sagrato della cattedrale o per extracomunitari ubriachi che vagano in centro storico. Il problema è a monte per chi ha accolto e continua ad accogliere questi soggetti, peraltro non totalmente tossici per la società.
Anche in questo caso leggi ad hoc, se non ci possono essere assunzioni di personale per la polizia locale, si dovrà pensare a personale adeguamente formato e autorizzato per controlli sul territorio, una sorta di polizia privata itinerante che possa coprire il territorio, non certo come a Siracusa dove hanno fatto un bando in tale senso, ma limitandosi a due assunzioni.
Fuori da queste soluzioni, pensare di debellare il fenomeno con le forze in campo, è del tutto utopistico, come pure è inutile scrivere comunicati di allarme e di esortazione ai sindaci, del tutto impotenti, come, del resto, ampiamente dimostrato.
