Comunicato dell’ufficio Stampa del Comune per confermare, da parte del sindaco, l’insediamento della giunta
“con gli assessori della vecchia amministrazione, Giuffrida e Iacono, intenti a proseguire le attività in corso e i nuovi a prendere contezza dei rispettivi settori”, come specifica, nella nota, il primo cittadino.
A margine, della informazione, si apprende anche che sono state presentate le dimissioni da consigliere comunale da parte del dott. Mario D’Asta, che resta solo assessore della giunta Cassì.
Gli subentra in Consiglio, primo dei non eletti della Lista Partecipiamo, Giovanni Sortino, vecchia conoscenza di Palazzo dell’Aquila, uno dei tanti ‘peripatetici’ delle varie formazioni politiche che caratterizzano questa nuova stagione, già collaboratore del sindaco Piccitto, nel quinquennio grillino 2013-2018, per le questioni riguardanti Ibla, al tempo un fedelissimo del vicesindaco Massimo Iannucci.
E dei ‘peripatetici’ di questo quinquennio ci occuperemo presto, in quanto i cambi di casacca, e di ideologia, sono stati tanti e notevoli.
Nel comunicato stampa, il sindaco aggiunge che, in continuità con il vecchio mandato ha mantenuto, nelle funzioni di capo di gabinetto, Nunzio Basile, assieme a Simone Digrandi la migliore scelta, in assoluto, di sempre, di Cassì, rinnovando l’incarico, così come ha fatto con il suo portavoce.
Nell’occasione, Cassì ha anche comunicato di aver allargato lo staff di supporto coinvolgendo, come ampiamente si vociferava, l’ex assessore alla Cultura Clorinda Arezzo, per continuare a seguire i numerosi progetti in ambito culturale.
Si sapeva già che la Arezzo non avrebbe accettato il ruolo di consigliere comunale, in quanto terza dei non eletti, una diminutio che non è comunque assai distante dall’accettare, pur con le sue indiscutibili qualifiche e competenze, il ruolo di addetto allo staff, ancorché retribuito.
Queste scelte fanno comprendere come il plebiscitario consenso ottenuto da Cassì lo mette nelle condizioni di assumere, senza ritegno o perplessità, decisioni quantomeno discutibili dal punto di vista politico,
Se Clorinda Arezzo vale, come vale, come assessore alla cultura, andava scelta come assessore, per competenze e professionalità nel ruolo, prima di procedere a scelte per obbligazioni politiche di coalizione, peraltro per gente senza requisiti particolari se non quelli di appartenenza a liste e formazioni politiche.
Le ottime condizioni finanziarie del Comune permettono, quindi, non solo di allargare a 9 il numero degli assessori, ma di trovare anche spazio per altre retribuzioni.
Ricordiamo che, nel quinquennio precedente, ci sono stati incarichi per il manager culturale, per il coordinatore del comitato tecnico scientifico dell’ecomuseo, per il responsabile del Museo del Costume, per l’esperto che ha redatto il Piano Strategico del Turismo, per restare nel settore, tutti incarichi che potrebbero essere riconfermati, a vario titolo, anche per il nuovo quinquennio.
Nella nota si informa anche che è stato completato il restauro del plastico in gesso del Palazzo del Governo che l’arch. Ugo Tarchi realizzò prima di avviare i cantieri: un reperto di un secolo fa di grande interesse storico, per decenni abbandonato ed oggetto di un complesso lavoro di restauro, che rappresenta la memoria di quando Ragusa Superiore e Ibla si riunificarono e la nostra città divenne capoluogo di provincia, dotandosi di questo immobile che è ancora oggi il fulcro della vita pubblica.
Il reperto è stato già allocato nei locali dell’immobile comunale di via San Vito che dovrebbe ospitare il nuovo Museo della Città.
