Anche il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, Luca Poidomani, acclara il flop epocale della nostra città nella divisione della torta dei Fondi FSC e critica apertamente il sindaco Cassì per il suo discutibile tentativo di girare la frittata, attraverso una comunicazione che, invero, chi scrive, attendeva da un momento all’altro, come fulgido esempio di comunicazione farlocca che da tempo connota le note di palazzo.
Poidomani si scaglia contro il falso civismo che colpisce come un boomerang i ragusani, ma sarebbe ora di finirla con questo bon ton istituzionale: si tratta appunto di falso civismo, in cui ha voluto credere anche Fratelli d’Italia, pur consapevole che i rapporti con i partiti erano prioritari.
Anche Fratelli d’Italia, tramite suoi parlamentari, ha inserito suoi uomini in lista, che sono tutt’ora in attesa diligente, come primi dei non eletti.
La Lista De Luca non si poteva non considerare come riferibile ad un partito, Sud chiama Nord, come anche rivendicato dal rappresentante in Consiglio comunale.
Dentro la lista di Ragusa Prossima c’erano esponenti di Azione, addirittura, al momento della presentazione della lista, in sala commissioni, a Palazzo dell’Aquila, c’era il responsabile provinciale di Azione a presentare la lista di Ragusa Prossima.
Tutte le strategie tendenti ad accasare aspiranti consiglieri vicini all’on.le Ignazio Abbate, al netto della sua appartenenza, in quella fase, all’UDC o alla DC di Totò Cuffaro, erano note a tutti, uno sotto le insegne di una lista civica, altri rifugiati nella lista di Partecipiamo.
Ascrivibile al civismo solo il sostegno del gruppo di Raffaele Lombardo ma, certo, considerare lista civica l’MPA, un movimento autonomista regionale, è difficile da far digerire.
Tutto questo Fratelli d’Italia lo sapeva e non lo ha denunciato, in campagna elettorale, nonostante avesse da sostenere il suo candidato sindaco.
Il partito della Meloni e i suoi deputati locali hanno voluto subire l’onta del rifiuto del sostegno, perpetrato per i capriccetti di piccoli personaggi che non volevano la destra in coalizione, gli stessi che ora gridano allo scandalo per la presenza di cuffariani in maggioranza.
È chiaro che resta ineludibile una presa di posizione forte e chiara di Fratelli d’Italia in questo particolare momento politico, anche al Comune di Ragusa, dove va imposta una posizione chiara del consigliere comunale, finora troppo morbida nei confronti dell’amministrazione, presa di posizione che potrà partire solo da confortanti risultati elettorali prossimi nella città capoluogo.
Luca Poidomani stronca il tentativo del sindaco di raccontare a modo suo, “con precarie difese d’ufficio e tentativi di arrampicamento sugli specchi” la vicenda dei fondi FSC perla città di Ragusa.
Pe raggiungere il suo fine di imbonimento della città, Cassì mette insieme, come fa notare il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, anche i contributi per opere comprensoriali come Tmb di Cava dei modicani, i fondi già da tempo per il teatro e per il polo fieristico, solo certificazione di precedenti percorsi contributivi avviati.
Fra l’altro, a chiarimento della questione, rispetto alle liste delle elargizioni dei fondi, diffuse, rispettivamente, dagli onorevoli Assenza e Abbate, autorevoli figure della maggioranza e del governo regionale, il sindaco Cassì parla, nel suo comunicato di “20 milioni per il revamping ( chiediamo scusa per l’inglesismo, si tratta solo di ‘ammodernamento’, sono reminiscenze dello stile introdotto dal vecchio assessore allo sviluppo economico, che ogni tre parole ne metteva una in inglese – NdR) dell’impianto di trattamento meccanico biologico dei rifiuti, 3 milioni per l’impianto di depurazione acque di contrada Lusia”, misure che non si leggono negli elenchi degli onorevoli.
Poidomani acclara il flop denunciato da più parti e si associa al parere di 5 Stelle, democratici e degli stessi esponenti della maggioranza Cassì:
“In una parola, senza girarci troppo attorno, è stato un vero e proprio fallimento. Ragusa, il capoluogo, ha ottenuto solo l’1,35% delle somme disponibili che ammontano a circa 200 milioni di euro.
Le altre somme di cui parla Cassì arrivano da enti sovraordinati, che nulla c’entrano con tutto quello che di importante avrebbe potuto realizzare il nostro Comune.
Ad esempio, le periferie (penso, ad esempio, a contrada Puntarazzi, ma anche altri quartieri) soffrono di una carenza atavica legata all’assenza del sistema fognario. Perché non si è pensato di procedere in questo senso, soprattutto dopo i fallimenti che già erano stati registrati in proposito su altri versanti?
Ci sono intere zone della città dove la pubblica illuminazione fa registrare defaillance notevoli. Non si sarebbe potuto progettare qualcosa a tal riguardo?
Inoltre, la viabilità cittadina si trova ancora al palo, nonostante gli annunciati interventi che, solo in parte, sono stati realizzati. Non si poteva sfruttare questa occasione per rifare completamente la rete viaria?
E, poi, da secoli attendiamo i lavori per il parcheggio multipiano della discesa Peschiera a Ibla. Non poteva essere questa l’occasione giusta?
Inoltre, gli amici di San Giacomo lamentano da tempo immemorabile disagi e criticità legati alla pubblica illuminazione e alla viabilità. Anche in questo caso, attraverso un’apposita progettazione, non si sarebbe potuto fare qualcosa con queste risorse economiche?
Non siamo stati capaci di progettare, siamo stati distratti, non ci abbiamo creduto, o cos’altro? Ma non eravamo i più bravi? Qualcosa, dunque, non quadra”.
Diverso, poi, il discorso politico, come aggiunge ancora Poidomani, che, in qualche modo, aggrava il quadro complessivo.
“L’estremizzazione del civismo, se ne renda conto il sindaco Cassì – continua il coordinatore meloniano – non sta affatto dando buoni frutti. Anzi, abbiamo a che fare con una maggioranza spaccata e con una situazione politica che, in tutta sincerità, è assolutamente frastagliata.
Proprio il primo cittadino dà l’impressione che da quando è iniziato il giro di boa a tutto sembra interessato tranne che a realizzare opere che abbiano una certa ricaduta effettiva per i ragusani.
È mancato un autorevole raccordo politico, è fin troppo evidente, che avrebbe evitato alla nostra città questa magra figura.
Prendere addirittura molto meno rispetto a Comuni di gran lunga meno popolosi come Ispica, ad esempio, la dice lunga su come l’attenzione da parte della giunta Cassì sia venuta a meno, checché ne dica il sindaco.
Vogliamo continuare ancora a sbattere contro questa formula esasperata di civismo (falsp NdR )?
Prego, si accomodi il primo cittadino. Però evitiamo che tutto ciò vada a penalizzare i ragusani che, certo, non meritano queste disattenzioni.
Il capitolo Fsc, lo ribadiamo, è stato un fallimento. E di ciò occorre molto semplicemente e umilmente prendere atto”.
Luca Poidomani
Coordinatore cittadino
Fratelli d’Italia Ragusa
30 maggio 2024
