Ottocento anteprima: la mostra (IV parte – dal salotto del Barone alla sala degli Stemmi)

di redazione
15 stanze, 8 vetrine, 24 abiti d’epoca fatti rivivere assieme al Castello

Nel Salotto del Barone, adiacente alla Sala degli Specchi e comunicante con il salottino dei fumatori, un abito, della seconda metà del XIX sec, confezionato per il padrone di casa, Corrado Arezzo de Spucches (Ragusa Ibla 7/11/1824 – 27/12/1895) barone di Donnafugata, senatore del Regno d’Italia, uomo politico.L’abito è composto da una giacca da frac con calzoni in cotone e gilet in seta color avorio, operata a riquadri picchettati e chiuso da sei bottoni in argento brunito con volti maschili in rilievo. La finanziera è in cotone satinato.

Altro abito di eccellenza della collezione, dopo quello del Barone Arezzo, quello confezionato per la contessa Concepción de Miramón (8/11/1835 – 18/3/1921) moglie del generale Miguel Miramón Presidente del Messico dal 1859 al 1860.
L’abito, del periodo 1866, di manifattura francese, in taffetas di seta e velluto, è composto da due capi, un corpetto e una gonna. Il corpetto in seta armatura taffetas (rigatino) color blu è arricchito da applicazioni di velluto color blu notte.
I paramani sono decorati in seta e taffetas (gros de Tours) color carta da zucchero disposti in teoria di coccarda, sul corpino sono invece presenti delle nappine in filo di seta color blu.
La gonna, anch’essa in seta armatura taffetas (rigatino), raggiunge una circonferenza al fondo di 515 cm.
L’abito è collocato nell’ala di nord -ovest del castello, quella della torre rotonda che accoglie la stanza da letto circolare, azzurra della contessa, nella cui anticamera è posto l’abito della contessa Concepción de Miramón, che è impreziosito, nell’esposizione, da un elegante ventaglio brisè con n.16 stecche in avorio, incise e traforate con intervalli di pagina in raso color celeste ornata da paillettes, appartenuto alla stessa contessa.

Nel salottino di questa ala del Castello, conosciuta come l’appartamento della Contessa, un’ala del maniero destinata, forse da sempre, alla residenza dei proprietari, dove, sicuramente, vi abitavano, nel corso del ‘900, i Lestrade Testasecca, ultimi eredi del maniero, esposto un abito da grand soirée di manifattura siciliana, in velluto, con etichetta: M. A. Mutoli-Bevilacqua- Mode e confezioni – Via Vitt. Emanuele 330 (Pa), confezionato nel 1890 per Giovanna Cartia dei Baroni di Musebbi, coniugata con Domenico Arezzo di Trifiletti.
In tre pezzi color blu notte. Il corpetto da ballo, molto attillato, ha un’ampia scollatura arricchita da un bordo di pizzo di seta ricamato in filo d’oro e piccoli mazzetti di gelsomini portoghesi di seta color rosa uniti a fiori di zagara in cera.
Sul davanti scende verticalmente una fascia in tulle color nero rivestita da ricami in corallino e lustrini che determinano motivi floreali. Alla vita è applicata una cintura in raso color vinaccia, velata da un tulle nero che crea un motivo a V lungo il corpetto interamente ricamato con motivi floreali e paillettes. La gonna scende dritta sul davanti e presenta un’ampia fascia verticale con motivi floreali analoghi a quelli del corpetto e termina sul retro in un sontuoso strascico. La gonna raggiunge la circonferenza totale di 335 cm.

Nel salone degli Stemmi, in vetrina, collocati un a divisa da sottotenente, periodo 1875, e gli abiti da di una coppia.

La divisa, di manifattura siciliana, in panno, è in due pezzi da Sottotenente del Regno d’Italia. La giacca è in panno nero con risvolti e pistagna in panno rosso. La chiusura frontale, a doppio petto, è fornita da una doppia fila di bottoni in argento. Gli alamari sulle maniche sono arricchiti da passamanerie in argento. I calzoni in cotone color celeste sono bordati di panno rosso.

L’abito maschile da passeggio, periodo 1885, di manifattura siciliana, in panno, velluto e lana, è composto da una mantella da passeggio in lana color beige bordata e trapuntata da due orli di lana e raso. I bottoni sono in ottone con disegni floreali. Il panciotto è in velluto di seta blu mentre i pantaloni sono intessuti in lana. Provenienza dalla Casa Arezzo di Trifiletti, confezionato per Raffaele De Naro Papa. 

L’abito femminile da ballo, periodo 1864, di manifattura austro ungarica-siciliana, in raso di seta, con etichetta: Geschw Graff – Damen Shneiderin Aenbek, è un abito da ballo confezionato ad Aenbek e fatto rifinire in Sicilia dalla proprietaria.
Il corpetto aderentissimo e dalla forma a “V” è orlato da un sottilissimo bordino in seta nei colori giallo, arancio e nero. La pettorina, innestata frontalmente e posteriormente, è in filo d’argento intessuto a motivi floreali ed arricchita da cordoncini di jais, paillettes e lustrini. Le maniche aderenti presentano fasce di paramani di pizzo floreale e manichette lunghe in filo d’argento. La gonna lunga, con presenza di crinolina, è ricoperta interamente da tulle ricamato in pizzo, gli orli sono in pizzo di Valenciennes.
Realizzato per la Contessa Eleonora Goesmann sposata al Conte Gabriele Amari di Sant’Adriano.

Nell’adiacente Sala da Pranzo il curatore della Mostra ha raccolto in tre teche accessori di moda anche in coordinati, borsette, ventagli, ombrelli marquise (ossia pieghevoli) e ombrelli normali, guanti ecc…
Inoltre sono inseriti dei cataloghi di moda originali del XIX secolo, provenienti dalla biblioteca stessa del castello. Biblioteca che andrebbe quantomeno aperta alla visione dei visitatori, magari protetta da una porta in plexiglas.
Davanti al passaggio che introduce alla biblioteca del Castello, al momento non fruibile dai visitatori, sono esposte su manichini tre mantelle, accessori riccamente elaborati della seconda metà del secolo XIX.

Si ringraziano l’arch. Giuseppe Nuccio Iacono e Stefano Vaccaro per l’autorizzazione all’utilizzo e alla pubblicazione dei testi del catalogo ufficiale della Mostra “Ottocento anteprima – Moda: estetica, vanità e mutamento”.

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