Enfatizzata, come al solito, l’importanza della seduta dedicata al bilancio di previsione, tanto importante che si è potuta aprire solo grazie alla presenza degli unici quattro esponenti delle minoranze.
Il solito cliché, spettacolo assicurato per la relazione dell’assessore Giovanni Iacono, attenta e disinvolta conduzione della vicepresidente del Consiglio, Cettina Raniolo, per la prima volta alle prese, e per tutto l’arco della seduta, con gli atti del bilancio.
Unitamente ai due interventi seri, e sotto certi aspetti profondi, dei consiglieri di maggioranza Andrea Tumino, il capogruppo, e Sergio Schininà, hanno costituito gli unici motivi per seguire lo streaming della seduta ed essere ripagati del tempo dedicato.
Per il resto tutto il dibattito, successivo alla relazione dell’assessore Iacono, si è mostrato ovvio e ha riguardato, in maniera esagerata quanto realizzato dall’amministrazione nei primi 42 mesi di amministrazione sui 60 a disposizione.
Vediamo il bilancio preventivo come uno strumento che ci dovrebbe rendere eruditi su quello che l’amministrazione vuole realizzare in questo scorcio di consiliatura, il passato, quanto realizzato, è noto e, soprattutto, non ha bisogno di essere ricordato ad ogni piè sospinto, considerato anche di realizzato, di completato c’è molto poco.
Tanti i progetti in cantiere, tanti i cantieri aperti, ma pochi potranno essere presentati come curriculum dell’amministrazione, in ogni caso non si trattava di un bilancio consuntivo.
Inevitabile scivolare sui mesi e sugli anni precedenti, per il resto soliti annunci di cose da fare, di progetti da presentare, addirittura il sindaco vanta un progetto della SRR, un gestore anaerobico per lo smaltimento dei rifiuti che si spera possa essere approvato per i fondi del PNRR.
E’ stato facile, alle fine, per quattro componenti delle opposizioni tirare fuori argomenti sulle mille attese in città, rilievi che hanno messo in risalto il contrasto fra due visioni o, meglio, percezioni, della realtà, che contrappongono una visione di una città riportata sulla strada di vecchi splendori, con una miriade di progetti di grossa entità, e quella visione che guarda ad una serie di iniziative che non si concretizzano e non assicurano i risultati, da soli, per un risveglio tanto decantato, come necessario, già nel programma elettorale del sindaco.
Una visione che guarda a realizzazioni come per l’area dell’ex scalo merci o per la vallata Santa Domenica che da sole non possono assicurare il ritorno della gente per animare il centro storico della città.
Come ha sottolineato il consigliere Sergio Schininà, c’è in alcuni una percezione diversa, di una serie di iniziative che modificheranno il volto della città, come ha sottolineato il capogruppo Tumino, inevitabile dover ammettere che la sana amministrazione, i conti in ordine, il recupero dell’evasione tributaria, il recupero di progetti abbandonati nei cassetti, il recupero del centro storico sono tutte cose incontestabili.
Si vantano, giustamente, il recupero di percorsi storici, la fruizione delle Latomie, il nuovo centro culturale che, finalmente, ha visto un assessore chiedere di eliminare la dicitura ‘Commerciale’, la sistemazione di piazza stazione, l’avvio concreto dei cantieri per l’ex cinema Marino, la ex biblioteca e quelli prossimi per via Roma, per la piazzetta mons. Tidona, senza tralasciare gli importanti lavori, alcuni dei quali anche avviati, su Marina di Ragusa e al Castello di Donnafugata.
Si potrebbe concludere che è una amministrazione che si muove con lo spirito del “chi va sano, va lontano”.
La dotta relazione dell’assessore Iacono ha messo in risalto anche questi aspetti, nel contesto di una approfondita analisi socioeconomica della città che ha fatto intravedere strategie precise di bilancio improntate alla realtà esistente e non sulla base di sogni o di utopie.
La situazione di cassa mostra che il Comune non ha problemi di liquidità, oltre 29 milioni, un trend costantemente in ascesa, sintomo inequivocabile di buona amministrazione finanziaria, un indicatore che non si può discutere come tanti altri nel bilancio eccellente dell’assessore Iacono e, si deve riconoscere, del dirigente dott. Sulsenti.
Condizioni di autonomia finanziaria di alto livello, l’ente può provvedere facilmente alle esigenze più svariate, senza ricorrere ad anticipazioni di tesoreria o mutui, il tutto in un contesto che vede la costante riduzione dei trasferimenti di Stato e Regione.
Una programmazione seria che vede solo 61 opere nel piano triennale delle opere pubbliche che non è più il libro dei sogni, solo un libro dove 39 opere escono dall’elenco perché realizzate in linea con quanto previsto.
Abbiamo accennato ai due interventi dei consiglieri Schininà e Tumino, Schininà ha messo in risalto quanto realizzato rispetto alle amministrazioni del passato, ha accennato alle varie iniziative per venire a capo di problematiche sul tappeto da anni, oggi, quantomeno sul tavolo, affrontare e, per buona parte, risolte.
Tumino ha messo in evidenza i cardini dell’attività della giunta sostenuta dalla sua maggioranza: opere finalizzate alla rivitalizzazione del centro storico, obiettivo primario dei programmi dell’amministrazione, tante attività per attirare ragusani in centro storico, il piano di dettaglio fra gli strumenti per favorire un processo di rigenerazione.
Altra linea di indirizzo la fornitura dei servizi, la capacità di avere aperto cassetti dove giacevano progetti vecchi di anni, se non di oltre un decennio, problemi idrici, questioni dei rifiuti.
Infine, l’avv. Tumino ha messo in risalto il numero delle presenze turistiche, indicatore importante della realtà della città che continua a ricevere attenzioni particolari appunto sulle mete turistiche, Marina, Ibla, il Castello di Donnafugata.
Interventi che, si deve dire, hanno appena accennato alle peculiarità del previsionale per replicare agli interventi dei consiglieri di opposizione che analizzeremo a parte, in altra parte del giornale.
