Situazione, ormai, del tutto fuori controllo al Comune di Ragusa, sotto l’aspetto politico.
L’amministrazione si regge sulle leggi e sulle regole che consentono ad un sindaco eletto e alla sua squadra nominata, di mantenere, fino a dove è possibile, una maggioranza che consente di blindare le scelte. E, in ogni caso, vediamo come, mancando la possibilità numerica della sfiducia, una amministrazione può riuscire ad andare avanti, spesso anche con il sostegno di qualche minoranza, in nome del bene comune.
Un suk a tutti gli effetti, lo si è visto in occasione dell’approvazione del Piano Regolatore, un mercato a tutti gli effetti, dove si è cercato di vendere, riuscendo nell’intento, un programma elettorale che, come nel quinquennio precedente, almeno fino ad ora, è del tutto ignorato, con la colpevole connivenza dei nuovi alleati che non si permettono di disturbare il manovratore per mantenere la poltrona.
Oggi la situazione, dal punto di vista della consistenza della maggioranza, è al limite. La tiene in vita il consigliere Buscemi che, come pare, vuole restare in maggioranza, mantenendo un margine di 14 consiglieri.
Se si dovesse scendere a 13, si presume potrebbero esserci altri smottamenti, di consiglieri agitati, irrequieti, fibrillanti, che dietro le quinte parlano apertamente di scelte non condivisibili del cerchio magico del sindaco, dal quale, evidentemente si sentono e sono esclusi.
Ma non è una situazione normale, in ogni caso, al netto delle scelte e delle posizioni del consigliere Buscemi che, fortunatamente per il primo cittadino, non deve vivere con gli oltre 5.000 euro della poltrona assessoriale.
Al netto delle scelte di Buscemi, se pretendere un posto in giunta, per sé o per persona da identificare, resta il fatto della presenza anomala in giunta, quella di un assessore indicato da un partito non più rappresentato in consiglio comunale, meglio sarebbe dire da un assessore che era stato indicato dal consigliere Buscemi per una precisa strategia a danno del primo dei non eletti della lista De Luca.
Sta qui il suk della politica a Palazzo dell’Aquila, un mercato dove si vive, per ora, per questo genere di trattative, fino a poche settimane prima si viveva per la ricerca di buone alleanze e di consenso per le elezioni provinciali.
Quali potranno essere le reazioni degli esclusi dalla torta di fronte alla presenza di un ‘estraneo’ in giunta? di quegli elementi che si sono sentiti poco considerati nonostante i risultati elettorali?
Quali saranno gli esiti del mercanteggiamento non ci interessa, possiamo solo rilevare come la presenza fra le minoranze del consigliere Buscemi lo avrebbe ridotto all’oblio, come i tanti colleghi di opposizione.
In maggioranza sarà una spina nel fianco del sindaco e anche dell’assessore del suo ex partito che, in verità, come assessore, e come partito, non si distingue per una attività appena apprezzabile e svincolata dalle imposizioni del sindaco, anzi tutt’altro.
Sullo sfondo, l’uscita dalla maggioranza dei tre consiglieri Bennardo, eletto nella lista del sindaco, Zagami, eletto come ospite nella lista di Ragusa Prossima, che faceva da taxi alle elezioni, come faceva da taxi la lista di Partecipiamo che accoglieva la consigliera Caruso, poi rivelatasi, durante il cammino, alla pubblica opinione ma non ai suoi compagni di merenda, come chiara espressione dell’on.le Abbate e quindi, al momento, della Democrazia Cristiana di Totò Cuffaro.
I tre, forse ancora storditi dalla mossa di uscita dalla maggioranza, non si sono rivelati vere espressioni di opposizione: in verità, facevano molto di più prima, quando galleggiavano nella loro posizione di finta maggioranza.
In tutto questo bailamme di posizioni partitiche, restano, comunque, nel gruppo misto, con un 1 X 2, la Caruso dichiaratamente vicina alla DC di Abbate e di Cuffaro, Zagami che non vuole ancora comunicare ufficialmente il suo fidanzamento con gli stessi, pur andando a casa delle promessa e avendo rapporti ottimali con i genitori, mentre Bennardo mostra una unità di intenti più dedicata a far opposizione a Cassì che ad abbracciare in toto la causa democristiana.
Nel suk si registra anche la mossa, dichiarata in un’intervista e ammessa al quotidiano locale, ma non resa nota in maniera ufficiale, dell’assessore D’Asta che ha deciso di strutturare la sua espressione civica, confederata alle elezioni con Partecipiamo, Ragusa Futura, in ogni caso formazione politica, con i suoi due consiglieri Sortino e Mezzasalma, fedele a Cassì.
In pratica, il crollo del castello finto di Partecipiamo, costruito con la piena connivenza di Cassi, dove c’era un piano di Partecipiamo, con 8 candidati, uno di Ragusa Futura, altri 8 candidati, e uno di prescelti di Cassì..
Dalle macerie di questa strategia politica, ordita con la regia dell’on.le Abbate, resta Partecipiamo con un solo consigliere, la Caruso va al gruppo misto, Sortino, subentrato a D’Asta, come consigliere, e la Mezzasalma sono giocoforza appartenenti al gruppo consiliare Partecipiamo Ragusa Futura ma ufficializzano, tramite D’Asta, la loro appartenenza ad un preciso ramo, sempre rivolto a fare da ventaglio al sindaco.
“Voglia di futuro e ideali, concretezza e competenze, esperienza ed entusiasmo” i claim di lancio della componente politica, che vuole guardare lontano, forte del consenso ottenuto alle elezioni, con tre consiglieri, seconda lista più forte della nostra città e non solo della coalizione.
L’intenzione di costituire una associazione per condividere ed elaborare un percorso che sia concreto e attivo oltre che operativo e propositivo.
Dalle dichiarazioni dei tre esponenti di Ragusa Futura, D’Asta, Sortino e Mezzasalama, si evince “un progetto, a sostegno dell’operato del sindaco, Peppe Cassì, che si pone, come strumento di partecipazione dei cittadini, ascoltando ma anche coinvolgendo, nel proprio percorso, le sensibilità di associazioni, gruppi e cittadini che vogliono impegnarsi direttamente per progettare, insieme, il futuro della nostra comunità. I nostri valori di riferimento sono, ovviamente, incarnati dalla Costituzione, cui si aggiungono la necessità di favorire un processo di modernizzazione che possa mettere insieme tradizioni ed innovazione, sviluppo economico, sociale e culturale, tenendo conto delle fasce più deboli o in difficoltà, e che ponga le proprie basi anche, più che sul solito “ricambio generazionale”, su un dialogo intergenerazionale che tenga conto delle esigenze di tutti.
Un percorso senza ideologie o ideologismi, ma carico di ideali e valori incarnati dalla Costituzione che decliniamo in un amore davvero straordinario per la nostra città, e in questo sta l’unità di intenti con il sindaco, in quanto non si intravedono rapporti definiti con i partiti politici.”
Da decifrare l’affermazione secondo la quale Ragusa Futura sarebbe il contenitore giusto, un luogo in cui, tutti, possano essere liberi di esprimersi e di collaborare, fattivamente, per la nostra comunità, come non è avvenuto, finora, nella coalizione di Cassì.
Siamo ancora ai primi quindici mesi di secondo mandato del sindaco Cassì, siamo convinti che il suk vedrà tante altre trattative e passaggi di merci, per intanto questa vivacità di intenti, dei consiglieri Bennardo, Caruso, Zagami e Buscemi, con il supporto dei filogovernativi Sortino e Mezzasalma, può fare ben sperare per il futuro della città, a cominciare dalle emergenze più impellenti, piano regolatore, gestione dei siti culturali, rapporti con Iblea Acque e SRR, appalto dei rifiuti, barriere architettoniche, soluzioni, utilizzo e sfruttamento pratico delle tante opere pubbliche in itinere.
