Parcheggi di interscambio: servono o ci dotiamo di altre incompiute?

Nel contesto di una politica dal volto rinnovato, che si vuole presentare come propositiva e costruttiva, il consigliere comunale Mario D’Asta ha intrapreso una strategia di proposte per l’amministrazione.
Una di queste è la sollecitazione per usufruire di finanziamenti regionali, ministeriali e soprattutto europei, finalizzati, in particolare alle questioni ambientali, all’innovazione e alle infrastrutture.
Nel corso della seduta della civica assise, ha evidenziato l’opportunità di usufruire di somme messe a disposizione dal Governo regionale finalizzate alla creazione di parcheggi di interscambio.
Naturalmente, aspettando un riscontro alla sua proposta, D’Asta evidenzia come le politiche ambientali della Regione devono trovare pronti gli enti periferici, non solo dal punto di vista organizzativo progettuale, ma devono avere riscontri in termini di piani del traffico urbano e di piani urbani per la mobilità sostenibile, entrambi strumenti collegati al Piano regolatore generale.
“E’ fin troppo evidente – evidenzia D’Asta – che tutto ciò presuppone il fatto che l’amministrazione comunale sia pronta, o abbia a disposizione gli elementi per una progettazione sostenibile che possa essere successivamente finanziata. “
È vero che sulla mobilità sostenibile e su una Ragusa green si gioca una delle scommesse fondamentali per la crescita della nostra città, ma è anche opportuno verificare tutti gli aspetti legati a questo tipo di progettazione.
Indiscutibile il fatto che, spesso, dei finanziamenti sono vincolati per una determinata destinazione, altrimenti vanno altrove, ma occorre anche verificare se l’opera serve e quali svantaggi può apportare.
Quando si trattò di usufruire del finanziamento per il parcheggio di piazza del Popolo, oggi incompleto per metà e vuoto per l’altra metà, si disse che, la mancata realizzazione avrebbe buttato al vento il finanziamento.
Ma i lavori causarono il coma, sia pure temporaneo della zona, coma dal quale il quartiere si è solo parzialmente ripreso.
Non si comprende ancora quale potrà essere la sorte della zona quando sarà trasferito l’ospedale civile, soprattutto se nell’immobile saranno trasferiti uffici che chiuderanno nel pomeriggio.
In ogni caso un parcheggio utilizzato parzialmente, come quello di piazza Poste, dove lo svuotamento della piazza ne ha determinato la morte, acuita dalla chiusura della filiale della Banca d’Italia.
Un’altra zona della città che, per i lavori, si avvio verso una fase di lento declino, suggellata dalla chiusura dell’antico caffè della zona.
Anche questa doveva essere una soluzione per la sostenibilità ambientale, ma i parcheggi sono vuoti, le strade sempre piene di auto posteggiate, anche irregolarmente.
Dietro la questura e, più in alto, sottostante a via Di Vittorio, altri due parcheggi, il Tabuna e il Colombardo, quest’ultimo perennemente vuoto, se non per sporadiche occasioni, per eventi che si svolgono a Ibla, quando il capolinea delle navette consiglia di usufruire di queste infrastrutture, ma è storia di una o due sere e poi restano zone morte, peraltro abbandonate, buone per fare scuola guida ai giovanissimi.
Il parcheggio di interscambio, elettivamente destinato alle aree metropolitane, o a quelle periferiche di grandi centri, serve per snellire il traffico nella città, ma quanti saranno disponibili a lasciare l’auto dalle parti dell’Ipercoop o dalle parti della zona industriale per farsi portare in città?
C’è un flusso tale da giustificare le spese, se non per vantaggi temporanei di tipo occupazionale?
Da non mettere in discussione l’inderogabile necessità che sfruttare l’area di interscambio significa avere pronto e funzionante un sistema di trasporto urbano organizzato ed efficace, con orari funzionali alle diverse esigenze, anche notturni.
Ormai la città è definitivamente assopita, di pomeriggio sono vuoti anche i parcheggi a pagamento, ogni minima iniziativa sbagliata rischia di soffocare anche quel poco che resta, senza dire che gli inevitabili cali di traffico e di flussi di persone costituirebbero ulteriore occasione di crisi per i commercianti.
Le trovate strabilianti come quella di chiudere via Roma hanno avuto risultati che sono sotto gli occhi di tutti.
La parte politica è sempre la stessa, politiche ambientali, energetiche, e via dicendo, quando poi non ci sono i risultati nessuno sa dare soluzioni.
La stessa parte politica che non ha saputo dare risposte, nonostante le reiterate promesse e le costanti assicurazioni, per la Ragusa Catania, per l’autostrada, per l’aeroporto.
C’è stato un ennesimo cambiamento, a Ragusa, lasciamo che questa nuova classe politica lavori per verificarne le capacità, non abbiamo bisogno di esponenti della vecchia politica perché non hanno nulla da insegnare ai ‘nuovi’, il ruolo di consigliere comunale può essere già abbastanza impegnativo in termini di controllo e ispezione dell’attività ammnistrativa, se fatto bene e coscienziosamente, non come, per esempio, per i fondi residui mancanti della Legge su Ibla, dove non si vollero infilare le mani perché si andava a ispezionare la storia degli esponenti passati del proprio stesso partito.
E’ un invito a maturare politiche di più alto livello, rivolto anche all’attuale amministrazione per non lasciarsi trascinare in collaborazioni che potrebbero non essere gradite dagli elettori.
Perché, se ho votato una parte politica o un candidato per eliminarne altri, mi devo trovare questi ultimi di nuovo protagonisti ?

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