Parlare è facile, rinunciare un po’ meno

di Cesare Pluchino
Frutto di attenta strategia la grande confusione su gettoni di presenza, indennità ed emolumenti vari
Scendendo sul piano volgare del conteggio spicciolo di compensi e gettoni di presenza, la politica locale sta raggiungendo un ennesimo punto più basso.
A ciò si aggiunge che ogni posizione è ormai superata dalla norma approvata al consiglio comunale di Vittoria, dove è stato azzerato il gettone di presenza per i componenti il civico consesso.
Ancorché vincolata all’approvazione di tutto il regolamento del consiglio comunale, e molti giurano che detta approvazione avrà tempi lunghi, così da spostare l’applicazione alla prossima consiliatura, resta l’emanazione di una norma che rende privo di contenuto lo sfoggio di ridimensionamenti vari, del 15, del 30, del 50 e anche del 70% con cui continuano a riempirsi la bocca consiglieri di tutte le forze politiche.
L’elemento dominante di questa strategia politica del momento è stato quello di riferirsi solo agli altri, senza nemmeno ricordare le promesse e i proclami della campagna elettorale.
Avevano iniziato i grillini a Palermo e a Roma, sicuramente hanno praticato un taglio ai loro emolumenti, ma è difficile, anche per loro stessi, districarsi fra stipendio, indennità, rimborsi spese, rimborsi vari, commissioni e altre voci di un busta paga che mai puntualmente viene messa a disposizione della stampa.
Poi c’erano stati i grillini ragusani, fra i primi amministratori comunali a cinque stelle d’Italia, oltre 20 fra sindaco, assessori e consiglieri comunali: si è capito sempre ben poco, perché dicevano che si riducevano il compenso del 30 % ma aspettavano che fosse ricostituito il compenso normale che era stato decurtato per l’uscita dal patto di stabilità.  Una pantomima, aspettando che aumentassero i gettoni per poi restituirli.
Se uno rinuncia a qualcosa, lo fa su quello che prende, ma la gente ci è cascata.
Ora i grillini, di certo in perfetta buona fede, hanno rimescolato le carte, mentre prima le decurtazioni andavano in un fondo determinato con delibera pubblica, ora, pare, intendano costituire un fondo privato più facilmente gestibile, si presume sempre alla luce del sole.
Chi scrive è totalmente fuori da queste logiche perché ritiene che o si fa politica senza alcun compenso, naturalmente tutti, oppure l’impegno in politica deve essere profumatamente ricompensato già al livello di consigliere comunale, per andare a emolumenti commisurati agli impegni e alle capacità per i livelli più alti dell’amministrazione.
Paradossale che politici, scelti dalla gente, che hanno in mano le sorti di una città, debbano percepire emolumenti molto più bassi della classe dirigente degli enti, quasi sempre normali dipendenti, spesso asserviti al potere di turno.
Questa tendenza alla politica a costo zero è cavalcata da alcun forze di opposizione che, pur godendo di adeguamenti ISTAT previsti dalla legge per i compensi ai consiglieri comunali, attaccano la giunta quando il dirigente, riparando ad un errore del passato, adegua anche i compensi degli assessori e prevede il ristoro di quanto non erogato, per errore, nel recente passato.
I contestatori del provvedimento, due del partito Democratico, sostenuti nella loro azione dal parlamentare regionale di riferimento, hanno paventato irregolarità nella gestione del provvedimento, ci saranno interrogazioni parlamentari, ma, per mettersi al riparo in caso di malafiura, asseriscono che, in ogni caso, il momento era poco opportuno per incassare degli arretrati. Forse era meglio fare beneficenza alle casse comunali, ma sempre riferito agli altri !
Ma c’è anche l’opposizione cosiddetta di centro destra, con i consiglieri Tumino e Lo Destro che propongono di azzerare tutti i compensi con un ordine del giorno che si è perso come quello dei fondi mancanti della legge su Ibla.
Ma qualcuno che abbia ritirato i documenti per l’accredito in conto corrente, lasciando i soldi al Comune o che li ritiri consegnandoli al Vescovo ancora lo dobbiamo trovare.
Sullo sfondo, la canzone di Mina e Alberto Lupo: ‘’Parole, parole’’
Nelle prossime sedute di Consiglio Comunale l’occasione per tramutare proclami in fatti concreti: una proposta dl consigliere Mirabella chiede di ridurre le commissioni da sei a quattro e di eliminare il gettone per il prolungamento delle sedute di consiglio comunale dopo mezzanotte.
Con qualche emendamento, ben studiato, si potrebbe fare anche di più ! Vedremo !

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