Parte bene il rugby ragusano

Si dice che chi ben comincia è a metà dell’opera. Ha cominciato bene il Ragusa Rugby che oggi ha battuto tra le mura amiche il Palermo al termine di una partita equilibrata, a tratti sofferta, ma che alla fine è stata vinta meritatamente dai bianconerazzurri iblei (oggi però in maglia tutta nera).
Aver messo sotto la squadra di coach La Torre, una possibile diretta concorrente per la conquista di uno dei due posti che danno diritto all’accesso ai play off promozione, è certamente un risultato importante.
Partita equilibrata, si diceva. Un equilibrio che è durato per quasi tutto il primo tempo, un tempo giocato, specialmente i primi venti minuti, quasi in apnea con entrambe le squadre che hanno provato a superarsi impostando il loro gioco sul ritmo e, sulla forza del pacchetto di mischia gli ospiti, sulla velocità dei trequarti e sulla difesa la squadra di casa.
L’equilibrio si è rotto, quasi per caso, al 37°. Il Palermo sta giocando una mischia, vinta come quasi tutte quelle giocate oggi, nella metà campo iblea, il pallone viene fuori dalla parte rosanero ma il mediano di mischia palermintano pasticcia con il pallone, i giocatori ragusani sono lesti ad approfittarne e, con una serie di calci rasoterra, come in un dribbling degno del miglior Ronaldo, riescono ad arrivare fin dentro l’area di meta. A quel punto a Peppe Iacono non resta che schiacciare l’ovale. Lo stesso trasforma. E sul 7 a 0 si va negli spogliatoi.
Alla ripresa, tra le fila ragusane, Andrea Gulino e Giuseppe Garozzo lasciano il posto a Ruben La Rocca e Davide Sammito, mentre in quelle rosanero Ruggero Tarro fa posto a Mauro Pucci.
Il tempo di partire e i ragusani allungano con una punizione del solito Iacono ma poco dopo Guido Cozzo riporta a meno sette lo svantaggio per la propria squadra.
Al 53° l’episodio che nei fatti determina le sorti dell’incontro: Francesco Cinà placca un avversario in modo pericoloso e il signor Carmelo Censabella, come sempre buona la sua direzione, lo manda a riflettere dietro la lavagna dei cattivi per dieci minuti.
La conseguente punizione viene trasformata in tre punti da Peppe Iacono e sei minuti dopo Ivan Dinatale bagna il suo debutto, era entrato al 51° al posto di Alessandro Cappa, il suo debutto in prima squadra con una meta propiziata, nemmeno a dirlo, da un’azione di Iacono che prima si beve mezza difesa ospite e poi passa al figlio del presidente il più facile dei palloni. L’apertura iblea trasforma e il risultato si fissa sul 20 a 3.
Nell’ultimo quarto di gara accade poco o nulla, se non una serie di sostituzioni e l’infortunio a Roberto Milio.
Migliore in campo “Giron Viaggi”, eletto dagli oltre 100 sportivi oggi presenti al campo, è stato nominato Daniele Gulino.
Domenica prossima i ragazzi di coach Greco saranno impegnati sul campo dell’Amatori Catania 1963, vittoriosa in casa delle Aquile di Enna.

Buone notizie anche dall’Under 16 del Ragusa Rugby che batte i pari età dell’Avezzano e conquista il diritto a giocare nel campionato Elite di categoria.
Al cospetto di una nutrita rappresentanza di tifosi abruzzesi, in una assolata domenica di ottobre, la partita si mette subito sul giusto binario per i ragazzi di Fumarola, anche se, per tutto il primo tempo regna un sostanziale equilibrio.
A fine primo tempo si ha come l’impressione di vedere due squadre che praticano lo stesso rugby: ma la nostra Under16 sembra però non riuscire a sviluppare il suo solito gioco, con gli opportuni correttivi che Maurizio Fumarola e Massimo Lucenti hanno preparato durante la settimana. Anzi, la squadra pare essersi appiattita su posizioni di difesa, affidandosi non tanto al gioco veloce alla mano, largo e fluido, quanto a dei calci prevedibili e affannosi, quasi a voler spezzare lo stato di assedio avversario.
La ripresa inizia comunque sulla falsariga del primo tempo: ma adesso i giovanotti iblei ci provano, alzano la pressione offensiva e battagliano alla conquista della palla in ogni zona del campo, mostrando un’ottima lucidità, a dispetto di un lieve calo fisico degli avversari. E così, da una azione nata da un calcio in avanti, Ragusa trova lo spunto decisivo del capitano per la meta del 12-0, non trasformata.
Gli avversari danno fondo a tutte le proprie energie, provano a spingere ancora: nel frattempo coach Fumarola ha effettuato i primi cambi per mantenere alta la pressione, e da un errore abruzzese sulla linea dei 22 metri i ragazzi ragusani trovano lo spunto fulmineo per andare in meta in mezzo ai pali. 17-0.
Meta non trasformata e nuovi cambi.
Avezzano però accusa il colpo e per di più ha esaurito le forze, a dispetto dei nostri che continuano a premere ancora sull’acceleratore e adesso riescono a trovare varchi con buona continuità.
Dopo l’ultimo tentativo dei neri abruzzesi di andare in meta (il terzo in tutta la gara), i nostri ripartono velocissimi, e da una azione insistita sull’angolo di destra trovano l’ultima e definitiva meta, quella che spalanca finalmente le porte del paradiso: 22-0.
A fine partita le parole del coach Maurizio Fumarola: “Il primo tempo non abbiamo praticamente giocato. Nel secondo tempo abbiamo iniziato a fare correre la palla come provato in settimana. Sapevamo che loro sono una squadra forte fisicamente, e che il loro punto debole sono i trequarti. Quindi abbiamo alzato la difesa, e però avremmo dovuto far girare la palla: ma non lo abbiamo fatto per tutto il primo tempo.
La cosa positiva è che abbiamo corso con la medesima intensità per tutti i 60 minuti, senza cedimenti: ed alla fine questo ha fatto la differenza.
Direi che la preparazione del presidente Erman Di Natale ha dato i suoi frutti, anche se i margini di miglioramento sono e devono essere alti”.
Intanto godiamoci questo trionfo. L’unione ha fatto la forza: e che siano stati i ragazzi a renderlo storico è stato il più bel regalo del destino.
(a cura dell’Ufficio Stampa del RagusaRugby)

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