Saremmo, naturalmente, portati a considerare con poca attenzione il nascere di una nuova formazione politica che affonda le sue radici nel passato.
Siamo fermamente convinti che cambiare sigla per portare avanti gli stessi ideali vuol dire solo aggirare la supremazia di nuove maggioranze che si determinano in un sistema che dalle stesse persone è stato approvato e subito per decenni, ritenendo la supremazia della maggioranza il sale della democrazia.
Non possiamo essere certi delle nostre vedute, ma siamo rincuorati dalle affermazioni che recitano di “una democrazia migliore, che sia anti populista e liberale, per contrastare la dittatura delle maggioranze e rappresentare e CONCILIARE GLI INTERESSI DI TUTTI.”
Il che ci autorizza a dire la nostra, spinti anche dal fatto che il nuovo non sempre ha dato i risultati sperati, non basta un sindaco eccellente per supplire alla incompetenza e alla incapacità nel ruolo di molti del cerchio magico di ogni primo cittadino, o governante più in generale, e dei nuovi rappresentanti in consiglio comunale.
Quello che si appresta a presentarsi all’opinione pubblica sembra il partito dei sindaci, vede in testa, come firmatari, Roberto Ammatuna, Sebastiano Gurrieri ed Enzo Giannone, i primi due vincitori che hanno affermato la valenza del ‘vecchio’ e dello ‘sperimentato’ in contrapposizione al ‘nuovo’ ad ogni costo, il secondo espressione di un progetto politico avulso dai partiti ma non in contrapposizione.
Ci sono poi espressioni della zona ipparina, come Luciano D’Amico e Pippo Di Giacomo, alla fine troviamo la firma che illumina il documento e gli fornisce credibilità politica: c’è Giorgio Massari e si può ritrovare il filo di un discorso politico serio, che induce a leggere attentamente il documento.
Attendiamo con interesse il 29 novembre, quando a Ragusa si potrà condividere il progetto in un incontro pubblico.
Speriamo solo che non sia un rimescolamento di carte per fare un nuovo PD e speriamo che non si voglia pescare solo nel PD e in altre formazioni politiche di sinistra per estrapolarne i soliti soggetti noti, speriamo vivamente che il progetto non sia solo una agenzia di collocamento per politici in quiescenza e che il vecchio sia solo padre nobile, ispiratore e guida del nuovo.
Ci ha colpito il passaggio: “Per fermare il declino è necessario un progetto culturale e politico di qualità, capace di ridisegnare l’identità del territorio e della comunità ragusana e di intestarsi le battaglie politiche necessarie per la sua rinascita.
Non bastano, nella crisi attuale, nuove facce e neppure nuove idee, serve una identità nuova e un soggetto politico che la incarni.”
Speriamo solo che agli scritti corrispondano le azioni.
Questo il testo integrale della nota diramata:
In movimento per una Democrazia migliore
È stato avviato nella nostra provincia un percorso di riflessione culturale, politica e programmatica che partendo dalle città vuole dar vita ad un movimento politico che intende dare risposte alla crisi della politica e della democrazia del tempo presente e che vuole dire parole nuove per riconnettere passione e ragione, utopia e progetto, nei nostri territori ed in Italia
Assistiamo sempre più avviliti a sterili azioni di scena tra soggetti politici nuovi e semi nuovi che favoriscono il permanere di un sistema politico che, ai tutti i livelli, si mostra inadeguato a contrastare le crescenti disuguaglianze, il grave arretramento di benessere del ceto medio, l’ impoverimento di masse di lavoratori, la riduzione delle opportunità di lavoro per i giovani; un sistema politico che alimenta la paura di perdere le precarie garanzie di un welfare obsoleto ed iniquo, la proletarizzazione culturale, intellettuale ed economica del Sud dell’Italia e dei giovani del Sud, incapace di riconsiderare il problema demografico con l’invecchiamento del nord del mondo e la pressione migratoria del Sud del mondo.
A livello provinciale la domanda di nuova politica è ancora più pressante e drammatica.
Nel deserto di proposte politiche strategiche degli attuali partiti e movimenti e nell’assenza di un soggetto istituzionale sovracomunale, il territorio ragusano vive un inarrestabile declino ed impoverimento, nonostante l’impegno di sindaci e di singoli rappresentanti politici.
Lo scollamento assoluto tra istituzioni, classe politica e ceti produttivi, disperde la ricchezza poliedrica della provincia, non riesce ad intercettare risorse economiche importanti, spreca le opportunità per il marketing del territorio offerte dal fenomeno Montalbano e rischia di perdere infrastrutture strategiche come l’aeroporto e l’autostrada.
Siamo convinti che la politica nuova non può essere localistica, ma siamo altresì convinti che la politica che rinnova le società nasce sempre dai territori.
Vogliamo una Democrazia migliore che sia antipopulista e liberale, per contrastare la dittatura delle maggioranze e rappresentare e conciliare gli interessi di tutti.
Pensiamo ad un movimento politico che si approssima verso l’altro, che lascia ad ogni uomo il suo spazio di libertà, che è partecipe della stessa umanità, che ha cura dell’altro; un movimento che guarda la cultura come nuovo modello di sviluppo; pensiamo ad un progetto politico organico e determinato per il nostro territorio, nella consapevolezza della centralità euro mediterranea della provincia iblea e delle sue risorse: cultura, formazione, paesaggio, arte, architettura, natura, università.
Condivideremo questo progetto in un incontro pubblico che si svolgerà presso l’auditorium della Camera di Commercio di Ragusa, giovedì 29 novembre, ore 18.30
Firmato
Roberto Ammatuna
Enzo Giannone
Sebastiano Gurrieri
Luciano D’Amico
Pippo Di Giacomo
Giorgio Massari
