Partecipiamo critica i 5 Stelle

di redazione
Emergono, a poco a poco, le insofferenze avvertite durante l’alleanza, che non ricevevano risposta dall’amministrazione

Trapelava che all’interno di Partecipiamo c’era una certa insofferenza per una conduzione dell’attività amministrativa che non rispondeva alle aspettative fissate in sede di accordi.
C’erano state anche segnalazioni scritte dell’esigenza di fare chiarezza su taluni aspetti dell’alleanza che facevano emergere riserve, in sostanza quella richiesta di verifica che ebbe forse un inizio ma non fu mai portata a termine.
Frenato anche dai rapporti idilliaci che l’assessore di Partecipiamo intratteneva con Piccitto e con i colleghi, Giovanni Iacono, spesso, tratteneva a stento rimostranze diverse e rilievi che considerava importanti, in nome della salvaguardia di un’alleanza che, però, diventava, andando avanti, sempre più tollerata.
Naturale che, l’associazione, il direttivo e i suoi esponenti in consiglio comunale, liberarti dai vincoli e dagli accordi, peraltro disattesi, facciano emergere i limiti di un’azione politica non condivisa, già da prima.
L’occasione è data dall’esito dell’ultima seduta di consiglio comunale, nel corso della quale, per la prima volta, le opposizioni, compatte, hanno votato un ordine del giorno finalizzato alla riduzione della pressione fiscale, senza resistenze da parte della maggiorana che sostiene l’amministrazione, assente, per buona parte, nella seduta.Successive alla seduta le polemiche fra il gruppo consiliare pentastellato, che mette in rilievo strategie delle opposizioni tendenti a duplicare le sedute per raddoppiare gettoni e permessi di lavoro, e le opposizioni che, con sdegno, rifiutano l’etichetta di sfruttatori della cosa pubblica.
Dopo i comunicati di varie componenti delle opposizioni, il gruppetto di Tumino e Città del gruppo misto, Migliore e Nicita del gruppo UDC, D’Asta e Chiavola del PD, che, con messaggi diversi hanno vanificato l’unità della serata precedente, arriva anche quello del direttivo di Partecipiamo e del gruppo consiliare.
La nota incentra l’attenzione sui contenuti di molti atti di indirizzo ed ordini del giorno che ricalcherebbero atti già esitati e approvati dal Consiglio comunale, molti dei quali addirittura presentati dagli stessi consiglieri pentastellati.

Questo il testo integrale della nota:

‘ 5 stelle’ costosi e dannosi mentre il Consiglio Comunale ribadisce la RIDUZIONE delle TASSE
Il Consiglio Comunale di Ragusa è diventato una sorta di sistema autopoietico che crea (molto poco) e distrugge (più di ciò che produce) al contempo.
Si assiste, in maniera incredula, a ‘pulsioni’ da coazione a ripetere di atti che scopiazzano e ripetono atti che il Consiglio comunale stesso ha esitato ed approvato.
Ciò che colpisce maggiormente è che i maggiori ‘scopiazzatori’ sono rappresentati dal gruppo dei 5 stelle, gli stessi che, secondo la ‘propaganda’ grillina, stanno ‘governando’ Ragusa.
Uno dei casi più emblematici riguarda l’utilizzo delle royalties, un atto che ricalcava un atto di indirizzo che era già parte integrante della deliberaz. 7/2015 relativa al Paes. Un atto che ‘impegnava’ ad inserire nel bilancio di previsione la destinazione di scopo delle royalties.
Ci si chiede: ” primo, perché l’Amministrazione a 5 stelle non ha, ancora una volta, ottemperato ad una deliberazione del Consiglio e, secondo, perché gli stessi firmatari dell’atto di indirizzo non hanno provveduto ad inserire nel bilancio che hanno approvato qualche settimana fa ciò che scrivono nell’atto di indirizzo ? “.
Gli esempi sono a iosa, come quello dei tanti ordini del giorno ed atti di indirizzo sulle imposte locali malgrado vi fosse già una deliberazione, votata ed approvata del Consiglio Comunale, la n. 51 del 7.11.2013, presentata dall’allora presidente del Consiglio Giovanni Iacono, che impegnava l’amministrazione alla riduzione delle imposte già dal 2014 al verificarsi di alcune condizioni che si sono tutte positivamente verificate.
Il ‘capolavoro’ si è avuto nella seduta di consiglio comunale del 20 settembre 2016, con all’odg la votazione dell’atto di indirizzo dei ‘5 stelle’ sulle royalties.
Bastavano 12 consiglieri e, sulla carta, compreso i ‘consiglieri-assessori ‘, le varie correnti, i dissidenti, l ‘espulsa’ sui giornali per fede ‘fascista’, i ‘5 stelle’ sono 16.
Ebbene, per votare il loro stesso atto di indirizzo, erano in 4.  Non si sono presentati nemmeno per sostenere l’atto per il quale si era convocato il consiglio comunale. Dileguati!
Al successivo punto all’ordine del giorno, riduzione delle tasse, si erano ulteriormente ‘assottigliati’, se ne contava solo una: l’’espulsa’ sui giornali ….
I 5 stelle appaiono sempre più come ‘uno’, ‘nessuno’ e ‘centomila’, non si comprende più chi ‘governa’, chi è parte e chi è controparte. Convocare il consiglio comunale ripetendo atti già esitati dallo stesso organismo per ‘IMPEGNARE’ praticamente se stessi a fare ciò che poi non fanno, oltre a lasciare increduli, è un vero e proprio SPRECO di risorse che pagano i Cittadini e che è causato interamente dal gruppo consiliare dei 5 stelle che ha ottenuto, per una legge iniqua, 18 consiglieri su 30 malgrado avesse ottenuto solo il 9% dei consensi.
L’unico dato positivo in Consiglio è stato scritto da tutti i gruppi di ‘minoranza’ che hanno invece fatto sintesi su un argomento estremamente delicato qual è quello delle imposte locali ed il Consiglio Comunale, dopo la precedente deliberazione 51/2013 ha, ancora una volta, deliberato ed ‘impegnato’ l’Amministrazione Comunale a ‘5 stelle’ a ‘ridurre sensibilmente e progressivamente la pressione fiscale”.
Adesso i ‘5 stelle’ mettano da parte la propaganda, evitino, scopiazzando cattive pratiche, di convocare consigli comunali su atti già esitati e si impegnino, responsabilmente, a rispettare e mettere in atto quanto deliberato dal Consiglio Comunale.

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