Partecipiamo dà manforte a Legambiente e stigmatizza le mosse del sindaco e dell’assessore ai lavori pubblici

Una posizione netta del movimento. Partecipiamo che, con una nota a firma di Giuseppe Arezzi, a nome del Direttivo del Movimento, esprime il suo totale dissenso per il tentativo di derubricare da obbligo a consiglio la norma che imponeva precise indicazioni nel regolamento edilizio, al fine di contenere i consumi idrici.
Come abbiamo già sottolineato nel nostro articolo che riportava la nota del prof. Conti, sullo stesso argomento, nella sua qualità di vicepresidente del Circolo ‘Il Carrubo’ di Legambiente Ragusa, ci troviamo davanti, in maniera imbarazzante, ad un’amministrazione dalle mille facce.
Rigida per i programmi costruttivi in quello che avrebbe dovuto essere il Parco Urbano, rigida per vietare l’aumento delle unità immobiliari, a parità di cubatura e di superficie, per una cooperativa edilizia, tenera nei confronti degli imprenditori edili che hanno sempre mal sopportato queste modifiche al regolamento edilizio per il contenimento della risorsa idrica, dissenso manifestato sia per le nuove costruzioni che per le riqualificazioni di vecchi immobili.
Questa nota di Partecipiamo, che fa parte della maggioranza che appoggia l’amministrazione Cassì, è destinata, di certo ad avere degli strascichi e conferma l’ambiguità di alcuni settori della giunta, spregiudicati e solo apparentemente sensibili alle tematiche ambientali, vedi il caso del vicesindaco che sostiene l’ipotesi dei campi da golf. Quali potrebbero essere gli interessi che condizionano queste posizioni?

Questa la nota di Partecipiamo:

IL CONTRASTO ALLE VARIAZIONI CLIMATICHE, L’ECONOMIA CIRCOLARE, LA GREEN ECONOMY, SI FANNO CON I FATTI, LE PAROLE SERVONO POCO !
Il Consiglio Comunale di Ragusa con deliberazione n. 77 del 12.11.2015 approvò l’iniziativa consiliare dell’allora Presidente del Consiglio Comunale Giovanni Iacono, concernente la modifica del regolamento edilizio con l’introduzione di 5 nuovi articoli (dal 121 al 125) relativi alla ‘razionalizzazione dell’uso delle risorse idriche’.
Le modifiche introducevano per le nuove costruzioni e ristrutturazioni, la contabilizzazione individuale del consumo acqua, l’uso dei riduttori di flusso, il riuso delle acque grigie per gli scarichi, la raccolta delle acque piovane, gli impianti di fitodepurazione naturale delle acque reflue in zone non servite dalla fognatura.
La Regione Siciliana Assessorato regionale al territorio ed urbanistica diede parere favorevole ed accolse integralmente le modifiche al regolamento edilizio con la relativa pubblicazione nella G.U.R.S. 21/2017.
Adesso, con Deliberazione 223 del 22/4/2022 la Giunta Regionale ha approvato il ‘Regolamento tipo Edilizio
Unico della Regione Siciliana’. Una ottima iniziativa! La definizione dello schema di regolamento unico è la
risultante del tavolo tecnico istituito dalla Regione con gli Ordini professionali e con l’Associazione Nazionale
Comuni (ANCI) ed all’interno troviamo, riportate, integralmente, le stesse norme sul risparmio idrico già contenute nel regolamento edilizio del Comune di Ragusa oggi vigente.
Sulle variazioni climatiche nel giro di mezzo secolo la temperatura è aumentata da 3 a 6 decimi di grado centigrado. Nel corso del XX secolo la popolazione umana è moltiplicata per quattro, il consumo di energia per sedici e quello di acqua per nove. Numeri enormi che danno la misura della grandezza e della gravità delle sfide.
I grandi fiumi italiani quest’anno hanno toccato un livello bassissimo mai registrato nella loro storia. Il futuro non lascia certo tranquilli. Nel 2050, continuando la progressione attuale, la popolazione mondiale sarà di 10 miliardi e i consumi di acqua aumentano, proporzionalmente, ad un tasso doppio rispetto all’incremento della popolazione.
Sui 130 litri di consumo di acqua che ogni persona mediamente consuma al giorno, il 65 % è acqua potabile
(per scarichi water, lavatrici, ecc ) che può essere riusata e non più acqua potabile PERSA, SPRECATA !
Il regolamento edilizio vigente e il regolamento tipo della Regione prevedono debba essere riutilizzata con grande vantaggio per i Cittadini perché è tutta acqua potabile che non viene prelevata dall’acquedotto comunale con risparmio economico giornaliero e salvaguardia per il pianeta e l’umanità.
Stupisce molto che l’ufficio tecnico del Comune di Ragusa e l’Assessorato al ramo abbiano deciso di rimettere
indietro l’orologio della storia, in barba a tutto ciò che sta accadendo nel mondo e in città con i disagi e la penuria di acqua!
Leggiamo che il regolamento attuale e il regolamento tipo della Regione vengono ‘decapitati’ rendendo solo
‘consigliabile’ il riuso delle acque grigie.
Un modo per non realizzare mai, neanche con incentivi, gli impianti di riuso delle acque grigie.
Questa scelta, qualora approvata, riteniamo che debba essere impugnata!
È invece necessario che per le nuove costruzioni si continui ad applicare la razionalizzazione dell’uso delle risorse idriche e il Comune è giusto che dia un contributo economico attraverso la riduzione degli oneri di urbanizzazione e di agevolazioni della tariffa idrica al fine di ridurre il costo per l’impianto e poi il solo risparmio idrico ripagherà costruttori e proprietari per tutta l’esistenza. Il regolamento può prevedere che nel caso di ristrutturazioni, es. centro storico, dove non è possibile installare impianti di riuso vi sia una esenzione per ragioni strettamente tecniche ma devono essere le eccezioni tecniche, non la regola!
In altre parti d’Italia queste sono diventate opportunità di lavoro e si sono formate aggregazioni di installatori
e tecnici specializzati, questa è la rivoluzione verde e ci auguriamo che il Comune di Ragusa, che in questi anni ha invertito la rotta su diversi settori, continui nell’azione riformatrice e lungimirante!
Per il Direttivo
Arezzi Giuseppe

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