Partecipiamo esulta per le modifiche allo Statuto

di redazione
Ampia convergenza, di vera innovazione e rivoluzione, a vantaggio della democrazia

Riportiamo integralmente il comunicato dell’associazione Partecipiamo sull’approvazione delle modifiche allo Statuto comunale:
“Continua l’azione riformatrice dell’Associazione ‘Partecipiamo’ che è stata determinante per il raggiungimento del risultato straordinario di modificare lo statuto del Comune di Ragusa in un’unica votazione e andando oltre i 2/3 di voti previsti. Una grande prova di compattezza della maggioranza in tutto l’iter di votazione e come avviene nei casi di azioni riformiste vi è stata una larga convergenza in Consiglio con il Movimento ‘Città’ e il Partito Democratico. Un risultato ottenuto grazie al confronto tra la maggioranza e quella parte della minoranza che ha colto, costruttivamente, l’interesse generale ad innovare ciò che necessitava essere cambiato. 
Le modifiche allo statuto consentono di eliminare una situazione ‘unica’ nel panorama nazionale che era quella di avere 17 componenti per commissione. Per capire qual era la situazione fino ad oggi si pensi che a Roma i componenti sono 11, Bologna 8, Palermo 7. La capitale d’Italia e le città Metropolitane tutte con un numero di componenti inferiori a Ragusa.  Tutti grossissimi Comuni, tra l’altro,  con Consigli Comunali ben più ampi di 30 eppure con Commissioni più snelle. 
Con le modifiche votate in ogni commissione non si potrà superare il tetto massimo di 1/3 dei componenti del Consiglio.
Quindi rispetto della democrazia e dei Cittadini  altro che barzelletta di “morte della democrazia”
Si è voluta togliere la contraddizione che per statuto non erano previsti i monogruppi ma i monogruppi esistevano ugualmente. Il numero minimo sarà, nello statuto e nella realtà,  composto da 2 Consiglieri. Di conseguenza, si riduce anche la conferenza dei capigruppo e si riducono le nomine di stretta ‘osservanza’ dei gruppi consiliari.
Un plauso quindi a tutti i gruppi consiliari che hanno voluto produrre questa rivoluzione. Il rammarico, invece,  per i consiglieri che hanno fatto prevalere l’istinto a distruggere e non hanno voluto riscrivere insieme le regole avvitandosi in un vorticoso corto circuito, un loop di  palese, auto-distruttiva, contraddizione e confusione.” 

Ultimi Articoli