Partecipiamo protesta per i troppi randagi ma è verosimile che lo scontro con i 5 Stelle si allarghi

Da quando Partecipiamo ha rotto l’alleanza con i 5 Stelle al governo della città, dopo la mancata rielezione di Giovanni Iacono alla Presidenza del Consiglio, dopo le dimissioni di protesta contro l’operazione “royalties spalmate in provincia” che aveva tentato l’on.le Dipasquale, i rapporti fra gruppo consiliare e amministrazione si sono fatti molto tesi.
In particolare il consigliere Iacono ha assunto atteggiamenti particolarmente critici per molti provvedimenti della giunta e ha condotto una forte azione di contrasto in consiglio comunale, arenatasi nelle sabbie mobili di opposizioni disunite e inconsistenti, particolarmente in alcune espressioni di scarsissimo livello politico.
Molte delle azioni di contrasto, attuate tramite la presentazione di pregiudiziali sugli atti in esame, non hanno avuto esito per le bocciature delle stesse pregiudiziali, come in occasione dell’approvazione del consuntivo 2016 e, ancor prima, in occasione delle variazioni di bilancio, atti che hanno visto, peraltro, l’approvazione con la desistenza, strategica o inconsapevole, del gruppo misto di Maurizio Tumino, particolare che ha infiammato l’opposizione tutta.
La premessa serve per inquadrare la nota del gruppo consiliare di Partecipiamo sui randagi che popolano le zone residenziali di periferia, particolarmente sarcastica e che anticipa la possibilità di proteste eclatanti.

Il comunicato di Partecipiamo parla, già nel titolo, di “città ideale, modello nazionale”, con riferimento all’uso strumentale che ne fanno i 5 stelle a livello nazionale, vantando il sindaco e l’amministrazione pentastellati come modello a livello nazionale.
Partecipiamo chiede scusa se si disturbano i manovratori della città dove si approvano variazioni di bilancio per oltre 20 milioni di euro, si approvano bilanci in ritardo ed incompleti, si sopprimono servizi, ultra-decennali: non si comprendono i toni sarcastici, dal momento che, per le singole voci citate, esistono ricorsi al TAR, esposti alla Procura della Corte dei Conti e la presenza attuale di un commissario della Regione Siciliana appositamente inviato per il consuntivo 2016.
Non si comprende perché prendersela ancora quando, si spera a breve, dovrebbe essere fatta fatta giustizia su tutti i ‘misfatti’ dei grillini ragusani e dei loro alleati fantasma, almeno secondo le tesi sostenute, finora, dalle opposizioni, fra cui anche Partecipiamo.
Quanto al problema dei randagi, l’associazione ha ragione da vendere per questa piaga che non assilla solo la nostra città e che, invero, l’attuale amministrazione, nonostante le somme impegnate, come indica la legge, non riesce a dominare con la dovuta concretezza, anche per una dissennata gestione iniziale.
Ma non ci sentiamo di addossare colpe agli amministratori per una problematica allucinante che vede spesso gli animalisti preoccuparsi più dei cani che della salute pubblica e della sanità in generale.
Troppo spesso abbiamo assistito a polemiche infinite sull’argomento ‘cani’, mentre, per esempio, sui fatti recenti e scandalosi che hanno riguardato il nuovo ospedale nessuno si è preoccupato più di tanto.

Partecipiamo lamenta la persistente presenza di randagi, in gran numero, in contrada Bruscè, e protesta per le diverse sollecitazioni inoltrate all’assessore competente, che si è sempre limitata a ‘prendere appunti’, come pure alla polizia municipale e ai responsabili comunali.
Si è verificato anche un incidente per una ragazza in motorino, inseguita dai randagi, si è avuto anche il piacere della nascita di 14 cuccioli, evidentemente da madre non sterilizzata, fino al mese di luglio 2017 sono state inoltrate segnalazioni, tutte disattese dall’assessore.
Secondo Partecipiamo, in questo mese di agosto, la situazione si è aggravata, interi quartieri sono in balia di questi animali randagi.

Il comunicato di Partecipiamo, le cui proteste sono sacrosante, conclude con l’avviso-minaccia che, nelle prossime settimane, un non meglio precisato ‘comitato di cittadini’ attuerà una protesta eclatante, portando tanti cani davanti a palazzo dell’Aquila.
Abbiamo scritto di ‘avviso-minaccia’ perché, nella nota, si specifica che si intendono portare “cani più o meno domestici”, non comprendendo se saranno cani randagi o animali da combattimento o altre specie, il che ci fa ritenere opportuno che gli organi preposti e le forze dell’ordine adottino le necessarie misure di sicurezza a tutela, di chi, come chi scrive, non ha particolare simpatia nemmeno per i domestici da salotto.

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