Partenariato Speciale Pubblico Privato: tutto a posto, può andare!

Quando l’argomento è “duro”, il sindaco Cassì ricorre ai rimedi, quando fu il caso della piscina convocò nella sua stanza il consigliere ribelle, per ogni accesso agli atti, per Iblea Acque o la SRR, sono subito convocati gli organi di vertice per fare il punto della situazione.
In questo caso, si ricorre alla comunicazione, una bella nota in risposta a quella del consigliere Firrincieli che, evidentemente, ha dato fastidio, come è stato per il primo articolo di stampa sulla vicenda del Partenariato Speciale Pubblico Privato per la gestione del Castello di Donnafugata e del Museo cittadino.

Ma la cosa ci fa sorridere, perché, fatte le scelte, almeno noi, non pensiamo che ci sia modo di cogliere in castagna il sindaco, procedure ineccepibili, documentazione a posto, peraltro, come sottolineato di recente da qualcuno in aula consiliare, nessun riscontro alle denunce, agli esposti, alle segnalazioni per le quali nessuna autorità preposta si è mossa.
Si tratta solo, in molti casi, come per questo, di motivi di opportunità politica, che il nostro sindaco sconosce, anche per censo, di valutazione minima degli avversari politici, per cui si marcia nella strada prescelta senza tema di poter essere bloccati.
Tutt’al più un a fermata all’alt, controllo dei documenti, tutto a posto, può andare.
Peraltro, dopo il passaggio dal controllo, si è naturalmente portati a trasgredire, per esempio al limite di velocità, perché è impensabile che ti fermi un’altra pattuglia.
Dopo i casi del PRG, dei concorsi di Iblea Acque, cosa vole te possa impressionare il nostro sindaco?

E veniamo alla replica del sindaco Peppe Cassì alle affermazioni del consigliere comunale Sergio Firrincieli:

“Al consigliere Firrincieli, il quale afferma che “la proposta progettuale di partenariato speciale pubblico privato per il castello di Donnafugata non può essere liquidata con una semplice delibera e un bando che limita la possibilità di presentare le proprie adesioni nel giro di un mese” replicano le norme, le quali prevedono esattamente ciò che Firrincieli contesta.
Lo stesso vale quando il consigliere sostiene che “anche il Consiglio Comunale debba essere investito della problematica per esprimersi sulle eventuali modalità di intervento”: un ruolo già definito dalla stessa normativa, la quale prevede che al termine dell’iter il Consiglio abbia l’ultima parola sulla stipula del partenariato.
Visto che il Comune sta – e ci mancherebbe altro – applicando scrupolosamente la normativa, ciò che il consigliere non ha evidentemente capito è proprio il principio alla base del Partenariato Speciale Pubblico Privato.
Non è una procedura avviata dal Comune ma da un soggetto terzo, competente in materia, che avanza all’Ente una propria proposta di gestione. Chiunque può o avrebbe potuto fare altrettanto non solo negli scorsi mesi ma negli scorsi anni, prendendosi tutto il tempo per formulare il progetto più vantaggioso in termini di tutela e valorizzazione del Castello.
Il successivo bando, infatti, serve a dare anche a quei privati che non ci hanno pensato prima la possibilità, comunque, di formulare una propria proposta migliorativa per il Castello.
Una proposta che può arrivare anche ad agosto, tutt’altro che un periodo di ferie per le società che lavorano nell’ambito dei beni culturali.
Se il consigliere Firrincieli ha avuto tempo e modo per leggere tutte le pagine della proposta, che è pubblica e trasparente, certamente possono farlo anche team specializzati ed esperti del settore.
Donnafugata, che in questi ultimi anni ha conosciuto una stagione di restauri come non viveva da (troppi) decenni, deve poter finalmente esprimere tutto il suo potenziale già dal prossimo anno.
Maggiori aperture al pubblico, anche serali; maggiore disponibilità di personale altamente qualificato; sinergia strategica con il nuovo Museo della Città di Palazzo Zacco; eventi selezionati e di alto livello; promozione del bene.
Solo alcuni esempi che si possono riassumere in una parola: fruizione. Il patrimonio deve poter essere conosciuto e vissuto.
Al centro ci sarà un tavolo tecnico paritario pubblico-privato; una cabina di regia dove conoscenza del territorio e competenza nella gestione di beni culturali si incontrano per individuare le migliori scelte strategiche e operative.
Il Comune di Ragusa rimane e rimarrà proprietario e protagonista delle strategie di utilizzo di Donnafugata”.

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