Il Partito Democratico, nonostante gli esiti, insiste con l’ingerenza sulla questione del nuovo ospedale

Tutta la vicenda che ruota attorno all’apertura del nuovo ospedale è ormai chiara nei particolari, un po’ meno per gli aspetti tecnici e per quelli legati alle inchieste della magistratura, di tutta evidenza per gli aspetti legati alla politica e alle beghe interne del Partito Democratico.
Conosciamo l’on.le Digiacomo e abbiamo apprezzato la sua presa di posizione per una apertura quanto mai repentina del nuovo nosocomio. Abbiamo espresso plauso perché l’ostinazione di qualcuno, sembra ormai volato via, sembrava mettere in secondo piano la necessità di utilizzare subito i nuovi locali, quello dell’on.le Digiacomo è stato il primo intervento a sancire che il nuovo ospedale deve essere aperto al più presto.
Non abbiamo potuto fare a meno di rilevare come non abbia dato più notizie della istituzione della sottocommissione, annunciata nel corso dell’audizione della VI Commissione ARS a Palazzo dell’Aquila, come pure rimbombano nelle nostre orecchie le sottolineate riconferme del direttore amministrativo e del direttore sanitario, ancora prima di un serio accertamento sugli eventuali livelli di responsabilità nel disastro che ha portato al blocco del trasferimento dei reparti.
Come pure, pur apprezzando l’azione del Presidente Digiacomo, è impossibile non ricordare come la sua azione, legittima e del tutto incontestabile sotto l’aspetto legale, sia stata sempre prevalentemente proiettata alla tutela e alla valorizzazione della sanità ipparina, quella del suo bacino elettorale.
Per noi ragusani apprezzabile e incontestabile anche l’azione dell’on.le Nello Dipasquale che, dell’ospedale, può essere annoverato come uno dei più recenti numi tutelari, senza ombra di dubbio uno che ha seguito le vicende del Giovanni Paolo II con particolare attenzione, passione e attività politica.
Ancorché ricambiati con abbonante indifferenza, abbiamo sempre avuto riguardo e considerazione per l’azione politica di Nello Dipasquale, conoscendone anche le originarie nobili influenze di eccelsi notabili DC del passato che conoscevamo personalmente, chi scrive, addirittura, tracciò, sul retro di una guida turistica, la storia della città come segnata da tre momenti epocali, il terremoto, l’elevazione a Provincia e la sindacatura Dipasquale che, in tempi diversi e per aspetti diversi hanno connotato il futuro della città.
Impossibile, quindi, per chi scrive, non considerare l’apporto positivo di Nello Dipasquale alla questione nuovo ospedale.
Ma, purtroppo, anche se i protagonisti non saranno d’accordo, dietro a questi personaggi politici che, senza piaggeria si possono definire eccellenza della politica regionale, c’è il Partito Democratico con tutti i suoi grandi limiti ed errori, di esponenti e di apparato.
Un Partito Democratico che ha seminato disastri, ormai da tempo, in tutta Italia, da Milano a Roma, e qua e là in tanti altri comuni della penisola.
L’agone politico ha coinvolto Digiacomo e Dipasquale, il Partito Democratico rischia adesso di travolgere anche altri elementi migliori: alcuni sono fuggiti, altri sono scappati, qualcuno è stato estromesso, qualcuno è in attesa, ma nel Partito nessuno si rende conto della situazione, anzi gioisce perché gli sembra che ha più campo libero per divertirsi.
Non abbiamo resistito a commentare il comunicato odierno del neo segretario dell’Unione Comunale, Peppe Calabrese, con un intento del tutto costruttivo, nel timore che anche lui possa essere travolto dall’insana follia che pervade il PD.
Era stato oltre un mese in silenzio, senza occuparsi del nuovo ospedale? Poteva continuare, approfittando del concomitante periodo di ferie. Perché, se possiamo capire le contrapposizioni personali di Digiacomo e Dipasquale, fortemente condizionate dalla prossima competizione alle regionali, farneticanti ci sembrano alcuni passaggi della nota di Calabrese alla luce di fatti e realtà che sono sotto gli occhi di tutti.

Nonostante il disastro avvenuto, Calabrese vanta che il Partito Democratico “continuerà ad intestarsi, ancora con maggiore vigore rispetto al recente passato, e stavolta interessando tutti i fronti, la questione del nuovo ospedale”
“Errare humanvm est, perseverare autem diabolicvm”
Nonostante sia acclarato il danno che la politica ha generato sulla questione, sarà il partito a cercare, ancora, gli adeguati canali politici.
Si perde tempo a convocare direzioni, mentre si dovrebbe andare dall’assessore e, alla luce anche della ormai perduta fiducia nel Presidente della Regione, esigere solo il coinvolgimento di gente competente, svincolata del tutto da condizionamenti politici, per accelerare i tempi di una regolare apertura del nosocomio.
Ci piace pensare cosa sarebbe accaduto e che cosa sarebbe stato scritto dagli esponenti del Partito Democratico se causa di questo disastro fosse stato uno vicino o nominato dal Movimento 5 Stelle o da Forza Italia.
Nel nostro caso il soggetto responsabile è stato, forse, addirittura, premiato, promosso, e, sicuramente, tutte le responsabilità saranno ammantate con una coltre di oblio, alimentata dalle storielle sulla nuova apertura, come coperte dalla coltre di oblio sono state le consegne di un ospedale incompleto.
Calabrese, per opportunità politica arriva a dire che occorrerebbe un minimo di rispetto su una vicenda che riguarda un settore così delicato, dopo che gli esponenti di spicco del partito hanno fatto volare stracci sulla stessa vicenda: ma si rende conto Calabrese che la dignità politica personale vale molto di più di un posto al sole nel partito?
Anche il finale del comunicato dove viene fuori un malcelato attacco all’oin.le Digiacomo, quando si parla di polemiche strumentali, di fughe in avanti, di annunci di alti incontri istituzionali, di appropriazione di primogeniture, ci stupisce come espressione del pensiero di Calabrese che consideravamo politico di più fine strategia.
Peppe Calabrese soffre, naturalmente, della acclarata inconsistenza del vertice provinciale del partito, peraltro appartenente a correnti ormai inesistenti, come pure è vittima dell’inadeguatezza dei vertici regionali della sanità che hanno manifestato, in questa occasione, assoluta incapacità di gestione degli uomini e delle vicende.
Peppe Calabrese parla di rimozione delle macerie ma, considerata l’azione ancora mancante del governo nazionale per quelle del terremoto, ci sembra un eufemismo auspicare che si pensi di eliminare, in breve le scorie accumulate lungo il tragitto piazza Ospedale Civile – contrada Cisternazzi.
La follia è gridare che non si farà un passo indietro: e conoscendo come si muove il Partito Democratico di questi tempi, c’è da temere, allora, che le minchiate non sono finite.

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