Teatrini in politica non ne mancano, ma quello che hanno offerto a tutta la Sicilia Gianfranco Miccichè e Nino Minardo ha del surreale.
I due annunciano il ticket palermitano per il nuovo sindaco del capoluogo dell’isola e dopo poco vengono smentiti dal leghista che avrebbe dovuto fare il vicesindaco.
Chi ne esce peggio, in questa storia è il segretario regionale della Lega, perché non si può annunciare il ticket Cascio- Scoma senza aver avuto la condivisione dell’interessato.
E la pezza che Minardo, in serata, ha voluto mettere peggiora di molto la situazione, perché in serata ha cercato di rettificare che il ticket era fra i partiti, mentre nel comunicato del pomeriggio si parlava chiaramente di Francesco Scoma come vicesindaco.
A questo punto è lecito preoccuparsi per una giovane promessa della politica che forse è trascinato nel baratro dal leader Salvini che già ha portato il partito dal 33% al 15%, ma, soprattutto mostra mancanza di lucidità e di strategie a livello nazionale.
Minardo ha fatto un lavoro indefesso per costituire le basi della Lega in Sicilia, ma il partito non ha più lo stesso appeal dei mesi e degli anni passati, addirittura, in contemporanea c’è la frittata a Messina.
Ma andiamo per ordine: oggi pomeriggio, una nota congiunta Miccichè-Minardo annuncia il ticket a Palermo, fra Forza Italia e Prima l’Italia (la nuova targa della Lega, come reimmatricolare una vecchia vettura NdR).
“Ticket a Palermo Forza Italia e Prima l’Italia, auspichiamo centrodestra unito.
Francesco Cascio sindaco e Francesco Scoma vicesindaco. Un ticket che vincerà a Palermo risollevando la città dal disastro finanziario e sociale in cui è precipitata negli ultimi 5 anni.
Una scelta condivisa dalla Lega Prima l’Italia e da Forza Italia che sancisce la fine di settimane di sterili polemiche e che consente di avviare in tempo una campagna elettorale convincente e di alto livello.
Una scelta che, ne siamo convinti, unirà ancora di più il centrodestra evitando frammentazioni autolesionistiche e incomprensibili per i cittadini.
Ai palermitani servono forma e sostanza per rigenerarsi assieme alla loro città con amministratori validi, esperti, preparati.
Il futuro vicesindaco Francesco Scoma, che ringraziamo in particolare per il grande senso di responsabilità, e il futuro sindaco Francesco Cascio sono le figure che garantiranno la rinascita di Palermo nel segno del buon governo.
Facciamo un appello a tutti i nostri alleati affinché convergano su un progetto del centrodestra unitario e vincente perché questo è ciò che ci chiedono i palermitani.
Nino Minardo – Gianfranco Micciche’
Mentre ancora i lettori leggevano la nota sulla stampa, il colpo di scena, il candidato della Lega, Francesco Scoma, si ritira dalla corsa a vicesindaco.
La smentita arriva chiara quanto il comunicato dei due responsabili regionali:
“Ringrazio la Lega e il segretario regionale Minardo per la fiducia ma non intendo accettare il ticket proposto con l’amico Francesco Cascio”.
“Intendo proseguire il mio impegno come parlamentare nazionale e lasciare spazio ad altre figure della Lega a Palermo che – continua nella nota Scoma – potranno essere indicate nel ruolo propostomi. Assicurerò il mio pieno e convinto sostegno a tutta la coalizione per la campagna elettorale che mi vedrà comunque in prima linea per dare un nuovo volta alla città”.
Come accennato, il segretario regionale della Lega, rilascia una dichiarazione alla stampa, senza inviare un comunicato di rettifica, precisando che “Il ticket è tra partiti, era giusto passare la preferenza al candidato che avevamo indicato come Lega: Francesco Scoma. Se lui rinuncia sarà il partito a scegliere un altro nome, nulla cambia sul piano politico.”
Ma, all’interno della Lega le acque sono agitate, Nino Germanà parlamentare leghista di Messina, aveva annunciato un accordo con Cateno De Luca, ex sindaco di Messina e candidato alla Presidenza della Regione Siciliana.
A sostegno dell’annuncio di Germanà, il commissario del partito a Messina, Daniela Bruno, aveva diffuso una nota per avallare la scelta, specificando anche che Germanà non avrebbe trattato a titolo personale ma come portavoce di un progetto politico condiviso per convergere sulla figura di Federico Basile quale candidato sindaco.
In pratica, a Messina una Lega che va per i fatti suoi, tanto che Nino Minardo, ha revocato, con decorrenza immediata, l’incarico di commissario del partito a Daniela Bruno.
Come mai Nino Minardo non ha pensato anche di espellere dal partito il deputato Germanà non è dato sapere.
