di Cesare Pluchino
Dodici ore consecutive di seduta per dire sì all’atto che la Giunta Comunale aveva approvato in febbraio.
Un solo emendamento, della stessa amministrazione, naturalmente approvato dalla maggioranza che ha bocciato, totalmente, quelli delle opposizioni, alla fine, in parte ritirati
Una seduta fiume, che ha avuto inizio stentatamente con un’ora di ritardo sulla convocazione fissata per le ore 16 di giovedì 24 settembre, che si è conclusa alla ore quattro del mattino seguente.
Un atto importante, presentato al Consiglio, con il grave ritardo, ormai fisiologico, adottato dalla giunta Piccitto, allegato del Bilancio preventivo 2015, fondamentalmente modificato dall’unico emendamento ella stessa amministrazione che, come sottolineato dal consigliere Stevanato, nel corso del suo intervento, ha recepito le istanze della maggioranza che, conseguentemente, in aula, non ha presentato emendamenti.
La vice presidente del Consiglio Comunale, Zaara Federico, ha diretto i lavori, per assenza del Presidente Iacono, dovuta a motivi istituzionali, faticando non poco, soprattutto all’inizio della seduta per le non poche eccezioni sollevate dalle opposizioni, strumentalmente, sul ritardo nell’inizio della seduta, sulle modalità delle comunicazioni, sulla mancanza del parere dei revisori dei conti sull’atto che, però, nonostante i rilievi sollevati, è stato discusso fino a notte fonda.
Quello che, da sempre, è stato giudicato il ‘libro dei sogni’ di ogni amministrazione, era stato presentato, a febbraio, dal Sindaco, dall’assessore Corallo e dal Presidente del Consiglio, Iacono, come un atto che sarebbe stato capace di dare una sferzata all’economia, con consistenti somme dedicate a Marina di Ragusa, al Castello di Donnafugata, quindi dedicato prevalentemente al turismo, con importanti manutenzioni per strade, impianti sotto strada e pubblica illuminazione. Risultavano impegnati 11 milioni delle royalties 2014, per opere pubbliche in coerenza con il Piano strategico comunale.
Nuovi inserimenti nello strumento 2015-2016-2017, per la prima annualità, dovevano essere, considerando i più consistenti, 1,6 milioni di euro per manutenzione straordinaria alla viabilità urbana, 800 mila per la sistemazione di via Ammiraglio Rizza, 350 mila euro per una rotatoria al bivio per Santa Croce camerina, sulla sp 25. C’erano anche 250.000 euro per la pista ciclabile, 1,2 milioni di euro per il Castello di Donnafugata, per la realizzazione del Museo del Costume e l’adeguamento dei locali antistanti l’entrata.
Di rilevante, per il 2016, 7 milioni per il completamento della riqualificazione degli impianti di illuminazione, per il 2017, 900.000 euro per impianti mini eolici nelle strutture comunali.
Opera consistenti, da realizzare con i proventi delle royalties, la riqualificazione del lungomare Andrea Doria, per 2,6 milioni di euro, il completamento della pista di pattinaggio di via Colajanni, per 150 mila euro, la riqualificazione e l’arredo urbano del ponte di via Roma, per 600 mila euro per il primo stralcio, e di piazza del Popolo, per 300mila euro.
Il giudizio delle opposizioni era ben sintetizzato, senza soverchie polemiche e inutili sarcasmi, da Giorgio Massari che ne rilevava i caratteri precipui di piccole manutenzioni, senza progetti per il futuro della città, un piano che dava una immagine dell’amministrazione anche positiva, perché si limitava a fare il possibile.
Dominante, invece, nella valutazione del consigliere Ialacqua del Movimento Città, l’assenza di interventi per il PAES e le politiche energetiche in particolare, motivo unificante degli emendamenti presentati che sono diventati, per gli spietati interventi di opposizione del consigliere, la spina nel fianco dell’amministrazione per buona parte della seduta, perché sottoposta ad un fuoco di fila di rilievi ed eccezioni sulle omissioni relative al programma elettorale del Movimento 5 Stelle.
Inevitabile andare con il pensiero alla recente riconferma del prof. Ialacqua a Presidente della Commissione Cultura, spacciata dai consiglieri del Movimento 5 Stelle come una opposizione costruttiva e leale che, però non ha ricevuto il minimo consenso con l’approvazione anche di un solo emendamento presentato sul piano triennale.
Dalle ore 22,30 la seduta è stata dedicata all’esame degli emendamenti: il primo, della stessa amministrazione, ha modificato non poco il piano, emendandolo per 2.700.000 euro, suscitando qualche protesta delle opposizioni che avevano condotto la discussione generale sulla stesura originaria.
Venivano eliminati dall’elenco 2015 gli interventi sul Ponte Nuovo, su via Rizzo a Marina, il collegamento fra le vie Piccinini e Colleoni, ridotti quelli sul lungomare Andrea Doria, assieme ad altri interventi minori, dedicando le cifre recuperate ad una serie di piccoli interventi di lavori in economia, tutti di importo non superiore a 100.000 euro, circa trenta interventi fra cui spiccavano stadietto via delle Sirene, verde pubblico, segnaletica stradale, manutenzioni per edifici scolastici e impianti sportivi, manutenzione strade e pubblica illuminazione, manutenzione strade rurali e interventi nelle frazioni.
Un piano di modifica di ampio respiro, frutto di un attento lavoro di coordinamento dell’assessore Corallo che, impossibilitato, comunque, a interventi significativi per il futuro della città, ha denotato, in ogni caso, una puntuale conoscenza delle emergenze del territorio, sistemando, con successo e diffusa soddisfazione, un puzzle che permetterà di rinnovare l’immagine della città e dei dintorni, pur nelle acclarate e propagandate critiche situazioni del bilancio comunale.
Unico emendamento approvato, mentre tutti quelli delle opposizioni sono stati prima bocciati, quindi ritirati dai residui delle minoranze, eroicamente rimasti in aula, Migliore e Tumino, con Massari e La Porta, ma convinti, alla fine, di non poter scalfire il muro della maggioranza, chiaramente intenzionato, more solito, a non verificare nemmeno di cosa vogliano preoccuparsi quelli delle opposizioni.
La metà degli emendamenti, a firma unica del consigliere Ialacqua, riguardavano questioni ‘energetiche’ e, come detto, pesanti sono stati i rilievi in ordine alla mancata osservanza del programma elettorale, da parte del Movimento 5 Stelle, come pure in ordine alla mancanza di interventi concreti per il PAES, contestazione in parte ribattuta dal consigliere Brugaletta che ha evidenziato, invece, la consistenza degli interventi già messi in moto per il piano in questione.
Più variegata la materia degli emendamenti presentati dal quartetto Migliore, Tumino, La Porta e Nicita, che spaziavano dalla quarta vasca per la discarica al collegamento ferroviario urbano, ai collegamenti viari con il nuovo ospedale, alla videosorveglianza rurale, a un parcheggio per Ibla, alla copertura del mercato del Selvaggio, a interventi per l’eliminazione del passaggio a livello di via Paestum, a interventi su Passo Marinaro, tutti interventi che, per l’oggetto della materia palesavano un intento chiaramente ‘politico’, strumentale nei confronti dell’amministrazione, ma senza una concreta attenzione dedicata alle emergenze della città, facilmente risolvibili, soprattutto in tempi ragionevoli.
Perché, già parlare di piano triennale è parlare di utopie, in molti casi, ma parlare, alle tre di notte, di collegamento ferroviario urbano, di parcheggio a Ibla, di video sorveglianza rurale, di copertura del mercato o di Passo Marinaro è solo inutile provocazione, ancorché legittima, contro l’amministrazione.
Pesanti le considerazioni finali, a tarda notte, nelle dichiarazioni di voto, dei consiglieri Ialacqua e Massari, encomiabili e degni del massimo rispetto assieme ai colleghi Migliore, Tumino e LaPorta, perché presenti fino alla fine della seduta, come esponenti della minoranza: il rappresentante del Movimento Città ha parlato, senza mezzi termini, di una giunta ‘’finto grillina’’, che, oltre a disattendere , ormai palesemente, il programma elettorale, ha agito, per il piano, ‘’sotto lodo CNA’’, conformandosi ai desiderata dell’associazione in ordine alla serie di piccoli interventi sotto i 150.000 euro, con una manfrina finale, in aula, che ha palesato metodi antidemocratici.
Ancora più esplicito Giorgio Massari, che, con uno dei soliti interventi coinvolgenti, che solo lui sa produrre, con moderazione e ed eleganza, senza eccessi e provocazioni, ha parlato delle proposte di Ialacqua come dell’ultima ciambella di salvataggio, offerta al Movimento 5 Stelle, inteso come amministrazione e maggioranza, retaggio dell’alleanza originaria, che deve essere interpretata come segnale importante che qualcuno deve raccogliere, anche se troppo tardivamente, in quanto i tempi di implementazione degli atti amministrativi, ancorché subito presi in considerazione, potranno sì migliorare l’immagine della guida pentastellata della città ma faranno sentire gli effetti ben oltre la fine del mandato.
Questo naturalmente, (ndr), nella convinta considerazione, già espressa, in altri interventi, dal capogruppo del Partito Democratico, che al Movimento 5 Stelle non sarà rinnovata fiducia alle prossime amministrative, che saranno appannaggio del suo partito.
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