Passaggio a livello di via Paestum: finalmente, anche il sindaco pronuncia la parola CHIUSURA

L’unico appunto che si può muovere all’amministrazione, sulla questione passaggio a livello di via Paestum, è quello del mancato rispetto di una mozione approvata dal Consiglio comunale.
Ma siamo ormai troppo consapevoli che l’amministrazione fa quello che vuole e che al civico consesso manca l’autorevolezza per farsi rispettare
E dire che gli accorgimenti proposti non neppure tanto complicati, né costosi, un cordolo che impedisca manovre pericolose per quanti, provenienti da via Licitra, vogliono attraversare il passaggio a livello, una maggiore presenza della Polizia locale, uso di telecamere.
Solo gli ultimi due suggerimenti possono essere utili per scongiurare imprudenti attraversamenti del passaggio a livello, mentre si stanno abbassando le sbarre.
Ma l’amministrazione non fa nulla.

Per il resto, l’argomento passaggio a livello è l’ideale per un a classe politica di scarsa caratura per distrarre da quello che sta accadendo dietro le quinte in funzione dei prossimi appuntamenti elettorali.
Si stanno scontrando, innanzitutto all’interno della stessa compagine che sostiene o dovrebbe sostenere il sindaco Cassì, poi all’interno della cosiddetta coalizione di centro destra, sullo sfondo di inciuci latenti fra destra e sinistra e tentativi di emarginati di tornare a galla sulla scia di ipotesi deliranti.
Basti pensare che ieri, in Consiglio comunale, uno dei dodici consiglieri rimasti a sostenere l’amministrazione Cassì ha tentato di convincere un collega della pseudo opposizione a far mancare il numero legale.
Considerato il soggetto non ci meraviglia più di tanto la spregiudicatezza e la cecità politica di un gesto inutile, ma tutto è indice del ‘Bronx’ che si vive, attualmente, a Palazzo dell’Aquila, ‘Bronx’ che, peraltro, Cassì dimostra di non riuscire più a tenere sotto controllo.
Forse, ieri sera stessa, come è solito fare sin dal primo mandato, avrà riportato il consigliere nella sua stanza, come si fa con i bovini quando si fanno entrare nel recinto, e lo avrà ricondotto a più miti consigli, ma questo è il clima che si respira, ormai, a palazzo dell’Aquila.
Ieri, nel corso della seduta, il sindaco ha finalmente tirato fuori gli artigli e ha replicato in maniera veemente, al consigliere Firrincieli, arrivando a dire che, forse, la soluzione ideale sarebbe la chiusura del passaggio a livello, scelta che dimostrerebbe autorevolezza e sarebbe indice di buona amministrazione, perché i soldi per il cavalcavia di via Epicarmo si sono spesi per chiudere in via Paestum.
Purtroppo, questa uscita di artigli, è stata solo temporanea, se è vero che, come riferisce il consigliere Firrincieli, dopo l’acceso scambio in aula, si è avuto un confronto con il sindaco a microfoni spenti, dove si sarebbe convenuto per soluzioni più immediate e ragionevoli.
Ma Firrincilei fa volutamente confusione, in una sua nota odierna, il problema del cordolo per evitare la svolta a sinistra per quanti provengono da via Licitra, non ha nulla che fare con le imprese di sconsiderati e dementi che tentano di passare sotto le sbarre all’ultimo momento.
I problemi di fluidità del traffico in zona si risolvono con un bel senso unico in via Paestum e in via Licitra, per regolamentare i flussi e mettere ordine, concorrendo a evitare la sosta selvaggia delle vetture, in seconda fila, cosa di ordinaria amministrazione nella via.
Poi è lo stesso Firrincieli che si contraddice quando ci parla del sistema di sicurezza del passaggio a livello, il PAI, la Protezione automatica integrata, che blocca automaticamente il treno anche in presenza di un ostacolo minimo sui binari: se così è, quali preoccupazioni ci sono per chi, imprudentemente, cerca di passare mentre si stanno abbassando le sbarre?
Da buon politico, per tutta una serie di motivazioni, Firrincieli vorrebbe tenere aperta l’infrastruttura strategica del- passaggio a livello, per non ignorare “le esigenze di residenti e aziende che da quarant’anni vivono grazie a quel collegamento”.
Ma quarant’anni fa le condizioni di traffico e di densità abitativa erano assai diverse.

E per concludere, Firrincieli pensa davvero che un semplice cordolo possa fermare l’intraprendenza dei vivaci automobilisti ragusani?

E altra questione per distrarre le masse dai veri problemi della città è l’incrocio fra vis Di Vittorio e via Ducezio: è di tutta evidenza che l’automobilista ragusano mal sopporta di dover dare precedenza, pensa che una strada più larga è prevalente e più importante di una arteria trasversale, quindi non ci può essere precedenza per quanti provenienti dall’arteria più piccola, poi basta osservare i cambi di corsia, le inversioni a U, la circolazione sulle rotatorie, la sosta selvaggia, il comportamento degli automobilisti quando vanno a prendere i figli a scuola per rendersi conto di quanto danno hanno fatto, negli anni, le politiche permissive del Comando dei Vigili Urbani per i quali, anche volendo, è impossibile determinare, di colpo, una inversione di tendenza.
Per l’incrocio in questione, deciso il nuovo sistema di stop e di precedenze, l’unica soluzione per evitare incidenti, oltre a quella di una segnaletica assai più evidente è quella di un sistema semaforico, unico vero deterrente per attraversamenti selvaggi.
Ma se un Consiglio comunale non riesce a imporre nemmeno quattro semafori, veramente devono andare tutti a casa. A parlare poi di chiedere la sostituzione dell’assessore, rivelatosi del tutto inadeguato alle cariche rivestite per le tante criticità che persistono attorno alle sue deleghe, è tempo perso per queste opposizioni al borotalco.

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