di Cesare Pluchino
Quella di Namur solo una illusione come la vittoria su Broni, San Martino di Lupari conferma i limiti della squadra iblea
Anche la prima vittoriosa partita di Eurocup aveva infiammato i cuori, come fu con Broni anche per il successo con il Namur nessuno ha voluto soppesare il vero valore delle avversarie.
La terza sconfitta consecutiva in campionato, ad opera delle venete di San martino di Lupari ci restituisce la realtà di una formazione biancoverde che, per la prima volta da quando le Aquile militano in serie A1, non è quella giusta, non solo per vincere lo scudetto ma, forse, nemmeno per fare bella figura nella massima competizione nazionale.
Se mercoledì sera si parlava di dolce sapore della vittoria, stasera si può dire dell’amaro sapore della sconfitta, una sconfitta contro una squadra che, in verità, non è da primo posto in classifica, se non altro per gli errori e le palle perse visti nella partita.
Non si possono addossare, al momento, responsabilità precise, di certo, la composizione della squadra non è esaltante, poche anche le individualità che potrebbero sopperire nei momenti topici e che, in ogni caso, non corrispondono alle aspettative. Forse la scelta che pesa di più è quella di fare a meno di atlete americane.
Dopo 8 incontri diretti, dopo 8 sconfitte, finalmente San Martino riesce ad avere la meglio su Ragusa, segno evidente che quest’anno c’è qualcosa di sbagliato.
I quintetti base sono stati, per San Martino, Mahoney, Bailey, Sulciute, Gianolla e Sbrisse, per Ragusa Nicholls, Gorini, Spreafico, Vanloo, Ndour.
Solo nella prima frazione Ragusa è stata sempre in vantaggio, con una difesa attenta e molto movimento che risaltava di fronte ad una squadra contratta.
A differenza di altre partite, Ndour, che porta a casa il considerevole bottino di 21 punti, è stata determinante nel tentativo di sconfiggere le avversarie ma ha commesso pure molti errori.
Suoi i primi tre centri che hanno portato Ragusa sullo 0-2, sullo 0 – 4 e sul 2 – 6, le biancoverdi dominano la fase iniziale, caratterizzata da errori a ripetizione da ambo le parti. Errori a raffica, dalla linea dei tre punti di Consolini, di Gorini e di Nicholls.
Una tripla di Bagnara porta Ragusa sul + 5, il primo quarto si chiude sul 9 – 15, sembra che il vento sia cambiato per le iblee che controllano la partita, mentre le avversarie non sembrano in grado di impensierire.
Anche la seconda frazione mostra errori da parte di entrambe le formazioni, nonostante questo a metà del tempo San Martino agguanta le ragusane sul 19 pari e la Bayles, nonostante la bassa percentuale dalla lunetta, firma il vantaggio sul 21 a 19, le venete passano poi sul 22 a 19, e sul 25 a 19 con una tripla della Filippi. In questa fase San Martino impone la sua difesa e Ragusa non trova il modo di perforare le linee nemiche.
Si arriva al 27 a 19, a due minuti dalla fine del tempo che si chiude con un vantaggio di 10 punti per San Martino, sul 35 a 25.
Cominciano ad emergere i limiti della squadra ragusana che vede sfuggire di mano l’incontro, senza una reazione efficace.
Dopo il riposo lungo, San Martino impone un ritmo di partita elevato, ma non dimostra di essere padrone dell’incontro, da metà tempo il vantaggio diventa consistente, prima di 11 punti, poi di dodici, a meno 3’59, per arrivare ai meno 15 punti a 3’20 dalla fine della terza frazione che si chiude sul 56 a 40, con Ragusa decisamente in panne.
Nella quarta frazione il vantaggio di San Martino arriva a 19 punti, per l’ennesima tripla della Filippi, quattro alla fine i suoi centri da tre punti.
L’unico merito della squadra ragusana è quello di non aver mai deposto le armi, ha cercato di lottare, al meglio delle scarse possibilità e con un pressing asfissiante non ha fatto ragionare le avversarie.
Troppo tardi per determinare una svolta che pure si era intravista, con il vantaggio sceso prima a 9 punti, a meno 2’56 dalla fine, poi a 7 punti e ancora a 5 punti sul 63 a 58.
Una tripla della Consolini illude portando la Passalacqua a soli 4 punti, sul 65 a 61, sarebbe il momento di affondare la lama, ma alla squadra mancano il carattere e le individualità autorevoli per giocare momenti simili.
Ragusa si trova a sei punti dalla vetta, non si intravedono i presupposti per un pronto riscatto, ci sarà solo da vedere se il presidente vorrà accontentarsi di un tranquillo campionato di mezza classifica oppure cercherà di correre ai ripari per rinverdire i fasti degli ultimi anni.
Il tabellino: San Martino di Lupari – Passalacqua Ragusa
risultato finale: 67– 61 (parziali 9 – 15 / 35 – 25 / 56 – 40 /)
San Martino di Lupari: Mahoney 15, Filippi 18, Tonello 2, Fassina, Bailey 21, Keys ne, Sulciute 3, Gianolla 4, Sbrisse 2, Fabbri 2, – allenatore Gianluca Abignente
Passalacqua Ragusa: Nicholls 10, Consolini 1 Gorini, Valerio 2, Spreafico 3, Formica, Bagnara 5, Brunetti ne, Vanloo 9, Ndour 21 – allenatore Gianni Lambruschi
ARBITRI: Gianluca Capotorto, Marco Rudellat, Silvia Marzali
NOTE:
San Martino di Lupari: tiri da due 19/34 (55,9 %), tiri da tre 5/14 (35,7%), tiri liberi 14/21 (66,7%), rimbalzi dif. 24, off 6, palle perse 22, rec. 24.
Passalacqua Ragusa tiri da due 19/37 (51,4 %), tiri da tre 4/17 (23,5 %), tiri liberi 11/13 (84,6 %), rimbalzi dif. 25, off 8, palle perse 24, rec. 22.
