Nel contesto della critica situazione che sta attraversando la Passalacqua Ragusa, situazione dovuta al caos covid e ad una serie impressionate di infortuni, la notizia della partenza da Ragusa di Marzia Tagliamento, ha provocato una condizione di stupore e di smarrimento fra i tifosi e i simpatizzanti della squadra.
Stupore perché la Tagliamento aveva disputato, quest’anno, una delle sue migliori stagioni, peraltro reduce da un pesante infortunio, e aveva dato un apporto notevole alla situazione di classifica che, a ben guardare, non dovrebbe provocare critiche. Smarrimento perché Tagliamento lascia una squadra decimata e perché la società non sembra avere fatto molto per trattenere l’atleta.
Inevitabile per il Presidente Davide Passalacqua intervenire con una nota alla stampa per arginare il chiacchiericcio, confermare l’impegno della famiglia per il progetto intrapreso e auspicare la vicinanza dei tifosi e della città per superare il momento difficile e affrontare dignitosamente la parte finale del campionato.
Un intervento breve, del tutto da condividere, che, in sostanza, non aveva nulla da aggiungere ad una realtà obiettiva che nessuno può disconoscere: una concatenazione di avvenimenti e di infortuni, impossibili da prevedere e da gestire, non hanno evitato, comunque, di essere al quarto posto, subito dietro a squadre di valore, Schio e Venezia indiscutibilmente un gradino sopra di noi, per qualità tecniche e staff, Bologna che ha intrapreso il campionato con ambizioni sicuramente più grandi delle nostre.
Tutto è sintetizzato in una frase che potrebbe sembrare eccessiva ma rappresenta la realtà: “Noi come famiglia Passalacqua abbiamo dato tanto senza chiedere mai niente” e noi aggiungiamo: “Senza che la città abbia dato nulla, soprattutto in termini di presenza al PalaMinardi, con le istituzioni assenti e solo uno sparuto gruppetto di veri tifosi che ha sostituito, degnamente quello che doveva essere una tribuna B assordante e inarrestabile”
Inconcepibile trasformarsi, in questa condizione, in esperti di pallacanestro e di gestione societaria, non è detto che non ci possono essere stati degli errori, non è detto che qualche pedina vada sostituita, ma dopo tutto quello che abbiamo avuto negli ultimi anni, dalla stessa società, possiamo dire che il periodo di crisi ci sta, salvo a sbagliare dove mettere la mascherina e tenerla davanti agli occhi.
Ci siamo divertiti molto negli anni passati, non sono mancate le belle giornate in questa stagione pur travagliata, aspettiamo tempi migliori, anche di quelli degli anni passati.
Questa la nota della Società:
L’impegno della proprietà per la città, la professionalità di tutte le figure societarie, passando per lo staff medico e lo staff tecnico, gli obiettivi di quest’anno, che ancora sono assolutamente perseguibili. In quello che sicuramente non è un momento facile, parla il presidente della Virtus Eirene Ragusa, Davide Passalacqua.
Il momento non è dei migliori, ma c’è voglia di rialzarsi
“Quando ci sono momenti brutti – dice – si fa quadrato, ci si unisce ancora maggiormente, e si superano.
Noi sappiamo che possiamo superarli, anche con l’apporto dei nostri tifosi, a cui vogliamo bene e che ringraziamo sempre per il loro apporto.
Noi come famiglia Passalacqua abbiamo dato tanto senza chiedere mai niente. Sono convinto che unendoci ne usciremo e ne potremo uscire anche bene.
Il momento più importante della stagione, d’altra parte, deve ancora arrivare e siamo ancora in gara per raggiungere i nostri obiettivi. Qui c’è gente che ha raggiunto risultati importanti. Non veniamo fuori oggi e il gruppo è quello di sempre.
Abbiamo tutta l’esperienza. Quindi ho massima fiducia nel nostro tecnico, ed in tutte le figure che ci sono in società, che hanno grande professionalità. La problematica maggiore è stata data dagli infortuni, che hanno visto anche cinque assenze contemporanee, qualunque squadra ne avrebbe sofferto, specie se poi si è costretti, come siamo stati costretti, a giocare numerose partite ravvicinate causa Covid. Perdere con Broni in casa è ovvio che faccia male, ma nonostante questo la squadra ha lottato sempre fino all’ultimo”.
La rescissione con Tagliamento, come era prevedibile, ha fatto discutere
“Ci siamo privati di una giocatrice molto importante, ma abbiamo dovuto fare questo perché ci sono stati dei dissidi all’interno dello spogliatoio e ci siamo trovati a fare questa scelta che ci è sembrata la via migliore”.
Quanto è difficile la gestione di atlete che, per motivi personali, chiedono un periodo di stop?
“Prima delle giocatrici vengono sempre le persone. Se ci sono motivi personali importanti che spingono le nostre atlete a chiederci qualcosa, non possiamo che valutare alcune richieste in modo positivo”.
Il progetto e il programma sono ancora vivi.
“Questo era un anno di continuità dopo l’anno scorso e spero che il progetto possa continuare anche il prossimo anno. Pensiamo a giocatrici come Kuier, Santucci, o Spinelli, che è considerata uno dei prospetti più importanti in Italia. Abbiamo preso una giocatrice come Hebard che è stata il fiore all’occhiello della nostra campagna acquisti che non siamo riusciti ancora a vedere, ma faceva 18 di media nel campionato turco. Quindi il progetto ha ancora ragione di esistere. Adesso ci sono dei rientri importanti, speriamo di terminare bene questa stagione. Io ho fiducia”.
