Il PD artefice di tutto per la metropolitana di superficie

Avevamo intuito che nessun elemento di novità avrebbero introdotto i consiglieri comunali del Partito Democratico nel convocare una conferenza stampa in Comune, con la presenza del segretario cittadino Calabrese, per parlare di metropolitana di superficie.
Inutile, quanto intempestivo, l’incontro con i giornalisti che, come si prevedeva è servito solo a insistere, all’infinito, in maniera ossessiva, sul fatto che la metropolutana è una idea dei comunisti dei primi anni ’90 del secolo scorso, che si contendono Paolo Roccuzzo, allora alla provincia regionale, e l’on.le Giorgio Chessari, poi rispolverata dal sindaco di destra Nello Dipasquale, nella cui sindacatura l’opera fu inserita, prima nel PRG e, successivamente, nel Piano Particolareggiato.
La folgorazione dell’onorevole Dipasquale per il Partito Democratico ha semplificato tutto, ha fatto sì che lo stesso potesse assumere la paternità dell’opera, grazie ai suoi stretti contatti con il leader Renzi, oltre che con il suo plenipotenziario in Sicilia, il sottosegretario di Stato, Davide Faraone, Renzi che, in qualità di Presidente del Consiglio promise e mantenne l’impegno di finanziare la metropolitana di superficie, sogno della sinistra storica ragusana.
Tutte cose risapute e delle quali nessuno ha mai dubitato o si è assunto paternità, ma che ossessivamente gli uomini del presente democratico in città non vogliono tralasciare di anteporre a qualunque discussione su quella che giudicano una importante infrastruttura per la città, un’opera che dovrebbe essere sostenibile grazie al dovuto impegno della regione per il trasporto pubblico e che dovrebbe costituire la rivoluzione dello stesso con benefici effetti sull’inquinamento ambientale, sulla riduzione del traffico veicolare e sulla mobilità urbana.
A patto, naturalmente, che i ragusani si convincano a lasciare le auto a casa e utilizzino questo mezzo alternativo per i propri spostamenti, naturalmente quando l’opera sarà a regime, con tutte le sue stazioni, circa 10 almeno, e potrà permettere veloci e puntuali spostamenti all’interno della cinta urbana.
Non è stato puntualizzato, come anche nella precedente conferenza stampa del sindaco, che il progetto base non vedrà la luce prima di 40 mesi teorici, tre anni e mezzo, che verosimilmente, significheranno, in pratica, almeno 5 anni prima di poter percorrere l’intero tratto dalla stazione di Ibla a Cisternazzi.
Va anche specificato che il faraonico finanziamento di 18 milioni di euro serve solo per il progetto base comprendente 5 stazioni, eventuali necessità per altre fermate, che alcuni, senza capire i difficili meccanismi burocratici, vorrebbero inserire nell’attuale progetto, dovrebbero far parte di iniziative del tutto nuove rispetto all’attuale, come progetto, comunque facilmente inseribile in quello originario e come fonte di finanziamento.
Va rilevato inoltre che, dopo la firma della convenzione con la Presidenza del Consiglio e dopo quella che sarà concretizzata con Rfi il prossimo 10 gennaio, passi per i quali il sindaco Piccitto e la sua amministrazione hanno regolarmente predisposto quanto necessario, per la firma, tutto passa nelle mani della Regione, per quanto di competenza del piano regionale dei trasporti, in relazione all’avvenuto finanziamento, e a Trenitalia per quanto concerne il rapporto di servizio con la regione.
Rivendicati i diritti di paternità sull’opera, i democratici presenti alla conferenza stampa, il segretario Calabrese e i consiglieri D’Asta e Chiavola, hanno mostrato di non avere piena contezza dell’iter dell’opera, complice anche aver convocato l’incontro senza attendere i particolari forniti dal primo cittadino in merito agli incontri romani.
Calabrese ha espressamente dichiarato di non aver contezza dell’iter e ha espresso l’auspicio di capire cosa è stato fatto a Roma, manifestando l’intenzione di attivarsi, come Partito Democratico, per lavorare ad altre esigenze collegate all’opera, come quella di acquisire alla città l’area dello scalo merci o di studiare strategie per sfruttare la metro come attrazione turistica.
Per il resto tanto entusiasmo, tanta disponibilità di intenti e volontà di darsi da fare, ma nel contesto di idee confuse sul finanziamento, sulle competenze di progetto fra Comune e Rfi, sulla opportunità di superare il pur valido lavoro dell’Ufficio tecnico comunale per affidarsi totalmente alle professionalità collaudate ed esperienti di Rfi, mostrando di non avere assoluta contezza sulla destinazione formale del finanziamento e sul suo utilizzo specifico per le varie parti dell’opera.

Nel corso della conferenza stampa, è stato evidenziato come l’opera e il relativo finanziamento facciano il paio con l’avanzato iter per il raddoppio della Ragusa Catania, altro impegno del governo nazionale a guida Renzi che viene, giustamente, rivendicato dai democratici, per il quale, a parte i persistenti cronici ritardi nell’avvio dei cantieri, più volte dato come imminente, si registra uno stop come rilevato dal Ministro Del Rio nel corso della sua recente visita a Pozzallo.
Ci sarebbero problemi con il privato che non rispetterebbe i tempi per il progetto esecutivo, situazione che il Ministro si è ripromesso di verificare con attenzione ma che dimostra, ancora una volta, come i facili entusiasmi e le assicurazioni più volte fornite sono solo vuoti e inconsistenti.
Per cui sarebbe oltremodo opportuno, invece di perdere tempo per inutili rivendicazioni di paternità, esortare i politici alla serietà e vigilare più attentamente sull’attività e sulle dichiarazioni degli stessi, invece di inneggiare al loro impegno che, in molti casi, fa solo sorridere la gente.

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