PD, la storia infinita

di Cesare Pluchino
Il senatore Gianni Battaglia eletto ancora segretario dell’Unione Comunale di Ragusa

In una sede inadeguata già per contenere i delegati del II Circolo PD, una folla di iscritti, simpatizzanti e amici ha acclamato il senatore Gianni Battaglia, eletto, per la seconda volta, al vertice del PD cittadino.
Unanimità di consensi, con la presenza di tutti i delegati del secondo circolo e di Giorgio Massari ed Elio Accardi, del terzo circolo ‘Rinascita Democratica’, con una maggioranza superiore a quella assoluta degli aventi diritto, e un numero di voti superiore a quello della prima votazione del 13 luglio.
Dopo l’elezione, il nuovo segretario ha accolto la proposta del segretario del Secondo Circolo, Mimmo Barone, di rinviare l’elezione degli altri organismi per dare seguito ad una richiesta del segretario regionale che, poco prima della riunione, aveva inviato una mail per sospendere le procedure di elezione degli organismi dirigenti dell’Unione cittadina, fissando un incontro per il prossimo 20 novembre, a Palermo, con le parti interessati alla vicenda del PD ragusano.
Presenti l’avv. Gaetano Barone, presidente della Commissione provinciale di garanzia del PD, e il responsabile dell’organizzazione provinciale, dr. Gaetano Gaglio: quest’ultimo ha voluto specificare che, dopo un colloquio telefonico con il segretario regionale Raciti, si è convenuto di poter eleggere il Segretario, rimandando alla fine di novembre, in ogni caso dopo l’incontro palermitano fra i segretari dei circoli cittadini, alla presenza del segretario regionale e di quello provinciale di Ragusa.
Il nuovo segretario ha illustrato per sintesi il documento che aveva redatto ed allegato alla documentazione prevista per l’elezione.
Battaglia ha detto, fra l’altro: “Con l’elezione di oggi si apre un nuovo cantiere ibleo che saprà valorizzare la nostra identità culturale.” …. c’è bisogno di buona politica, e il Pd può essere tutto questo, deve diventare tutto questo.
Il Pd deve essere quello descritto nel proprio Statuto, nel Manifesto dei Valori nel suo Codice Etico, una comunità di iscritti ed elettori. Ed ancora “Un partito aperto, uno spazio concreto di dialogo costruttivo e propositivo; un laboratorio di idee e di progetti, in cui le diverse storie politiche, culturali, di età e di genere diventino fattore di arricchimento e di contaminazione reciproca…. una nuova forma organizzativa, diversa da quella finora sperimentata che abbia un unico convergente comune obiettivo: rafforzare il PD a Ragusa, dare voce e speranza al vero cambiamento, contribuire a costruire una forza politica in grado di accettare e vincere la sfida per il governo della città.”
“continuare, come purtroppo alcuni continuano a fare, a ricercare il nemico o più nemici in casa è un esercizio asfittico che non appassiona me e credo non appassioni nessuno e toglie forza ed autorevolezza a tutti ed in particolare a chi svolge ruoli di primo piano a livello politico nelle istituzioni locali e nelle aule parlamentari.
Dobbiamo recuperare un legame spezzato con una parte della società che rischia di rimanere esclusa dal dibattito politico.  Con l’elezione di oggi abbiamo compiuto il primo passo, lo facciamo, purtroppo, registrando il dissenso di una parte del partito, un dissenso che se fondato su motivazioni di natura politica, vista l’assenza di alcuni non motivata, dobbiamo assumere come stimolo e ulteriore impegno e propensione all’ascolto al confronto leale ed autentico.
Se invece di altro si tratta, deve essere chiaro che non si accettano atti di prepotenza e che il Partito, da noi diretto, non sarà mai il luogo che legittimi il trasformismo, un taxi in cui si sale per convenienza per compiere un tragitto, passando con disinvoltura da destra a sinistra, magari utilizzando l’argomento dell’autonomismo e della vocazione al “TERRITORIO”, jolly per tutte le stagioni in nome del quale consumare i più arditi e spettacolari salti di quaglia”       
“C’è molto da fare! C’è, dunque, da vivere il presente e immaginare il futuro, conoscendo le radici e senza rinunciare a speranze ed ambizioni. Sono sicuro che insieme ce la faremo.”

Al termine della assemblea dell’Unione Comunale, ci siamo spostati presso la sala dove 1° e 3° circolo avevano convocato gli stati generali del Partito Democratico di Ragusa, un incontro, così denominato, fra i dirigenti dei circoli “Pippo Tumino” e “Rinascita Democratica” per discutere ed affrontare le numerose criticità che attanagliano la città di Ragusa, con l’obiettivo di porre le basi per creare un progetto politico che miri ad una città a guida democratica.
La riunione, riservata ai dirigenti, ma aperta ai cittadini non ha riscontrato una presenza commisurata alle componenti dei due circoli, ma è servita per parlare di politica, dei problemi della città, mettendo in campo idee proposte e prospettive per agevolare l’attuale ruolo di opposizione e preparare un futuro di governo della città.
Inevitabile l’argomento dell’avvenuta elezione del segretario dell’Unione Comunale, nonostante l’evidenziata richiesta del segretario regionale su sollecitazione della segreteria nazionale, come ha tenuto a precisare l’on.le Nello Dipasquale
L’assemblea dei due circoli ha deciso di prendere le distanze da quanto accaduto, non riconoscendo la legittimità della scelta derivante dall’elezione e
proponendo un direttorio composto in modo paritetico, con un portavoce dei due circoli individuato nella figura dell’ex segretario del Pd cittadino Peppe Calabrese.
Nessun accenno ad una pax fra i circoli cittadini, anzi il deputato regionale Nello Dipasquale ha esortato e sollecitato a predisporre, in tempi brevi, opportuni ricorsi in sede provinciale, regionale e nazionale.
Difficilissima appare una composizione del contrasto fra le varie componenti dal momento che 1à e 3°circolo, secondo le dichiarazioni, non intendono partecipare alla riunione palermitana di giorno 20 se non ci sarà un preventivo annullamento dell’elezione del segretario, mentre, da parte sua, il segretario eletto ha precisato che non parteciperebbe a riunioni al cui tavolo possano sedere non iscritti al partito, quale sarebbe il caso della presenza del portavoce Calabrese che non risulterebbe iscritto al circolo di appartenenza

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