Peppe Calabrese potrebbe abbandonare il PD ?

Poche volte abbiamo indovinato la foto, perché nella complicata vicenda del Partito Democratico di Ragusa l’unico che se la ride è il segretario del II Circolo, l’avv. Mimmo Barone.
E’ stato l’unico a considerare impossibile il commissariamento dell’Unione Comunale di Ragusa, o meglio dei vertici dei tre circoli, per vari motivi, legati ai regolamenti e a circostanze che rendevano quanto mai difficoltoso il colpo di mano tentato dalla commissione regionale di garanzia che aveva dato parere favorevole al commissariamento di 4 comuni in Sicilia, Monreale, termini Imerese, Piazza Armerina e Ragusa.
Ma oltre la commissione di garanzia, è stato difficile andare.
Il senatore Battaglia, segretario dell’unione cittadina, era pur sempre dubbioso sulla veridicità della notizia, che qualcuno, ancora troppo giovane e imberbe per la politica seria, ha voluto anticipare con troppa fretta rivelatasi, forse, anche dannosa.
Le profonde spaccature, comunque, nel partito ci sono ed emergono nella loro tagliente pericolosità, ormai è uno scontro feroce, fortunatamente solo verbale, che sta provocando danno enorme al partito.
Intervistato dalla stampa, il responsabile organizzativo regionale, Rubino ha escluso ogni tipo di commissariamento, ma in televisione Peppe Calabrese sbandiera il documento della commissione regionale di garanzia che avrebbe dato parere favorevole al commissariamento.
Ha ragione il senatore Battaglia quando dice che non c’è stato nessun pronunciamento ufficiale della segreteria regionale, ma qualcuno si era mosso, a Palermo, in tal senso.
Da vecchio ed esperto politico, il senatore si appella al chiarimento interno, necessario per dirimere ogni contrasto, ma sa benissimo che ogni possibilità di dialogo è ridotta.
Occorrerà verificare chi ha sollecitato, in ogni caso molto dopo i tempi previsti dal regolamento, l’organo deputato a decidere, anche se pressioni diverse hanno poi bloccato la decisione finale del segretario regionale.
Qualcuno, appassionato di dietrologia, vede nel presunto commissariamento una manovra studiata per escludere qualcuno, una strategia di alto profilo politico studiata da personaggi prima di tutto vissuti in politica, ma è una delle stesse possibili vittime ad escludere disegni di questo tipo che, comunque, concorrono a delineare un quadro quanto mai complesso e, soprattutto, dagli sviluppi quanto mai imprevedibili.
In una intervista televisiva, rilasciata al Direttore di TeleIblea, Mario Papa, Peppe Calabrese ha espresso tutto il suo disappunto per il mancato provvedimento che era stato, comunque, deciso, dalla commissione di Palermo.
Si è appreso, tra l’altro, che si sarebbero dimessi il responsabile organizzativo provinciale, dott. Gaglio e il Presidente della Commissione provinciale di Garanzia, l’avv. Gaetano Barone, per la situazione insostenibile che sarebbe emersa nel corso dell’ultima seduta dell’organo di garanzia. 
Il dato più eclatante, scaturito dall’intervento di Calabrese, è stata la sua considerazione finale sulla possibilità che lui stesso e il suo gruppo possano valutare l’opportunità di continuare a fare politica senza le insegne del Partito Democratico, una eventualità che sconvolgerebbe la politica a Ragusa e potrebbe avere effetti imprevedibili sulle prossime consultazioni elettorali.
Come è facile evincere, una storia, quella del PD di Ragusa tutta ancora da scoprire.

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