Peppe Calabrese: paroloni e bla bla dai quartieri borghesi

Nostra intervista al Segretario cittadino di Ragusa del Partito Democratico, Peppe Calabrese

“Si avvicina il termine del 30 aprile, entro il quale potranno essere segnalate osservazioni al Piano Urbano della Mobilità Sostenibile. Se ne fa un gran parlare, anche perché, al momento, di concreto c’è molto poco, un libro dei sogni, è proprio il caso di dirlo, perché, a breve termine, non c’è nulla che stravolge l’attuale assetto della mobilità urbana”.
Né è convinto il segretario cittadino del Partito Democratico, Peppe Calabrese, fra quelli che, in verità, parlano, da tempo, di mobilità sostenibile, il che lo rende autorevole quantomeno per un giudizio sui progetti dell’amministrazione Cassì.
Calabrese, in un post sulla sua pagina facebook, ritiene che non si possano adattare teorie consone a grandi centri urbani in un centro storico sempre più abbandonato, manca un PRG aggiornato, manca un piano spiagge aggiornato, un PPRU riveduto, per le contrade, manca soprattutto un Piano Particolareggiato del centro storico.
Non c’era bisogno di pagare una società specializzata per farci dire che la prima e più grande criticità è quella del trasporto pubblico urbano, inutile sfoggiare termini inglesi, car sharing, car pooling, bike sharing, e sperimentare servizi navetta che di nuovo hanno solo i minibus.
Aspetti che, secondo Calabrese, mettono in luce la scarsa concretezza di questa amministrazione che non riesce a imporre una netta inversione di tendenza con il passato.

A Peppe Calabrese abbiamo voluto chiedere quali potrebbero essere le ricette da proporre entro il 30 aprile.

Il segretario cittadino del Partito Democratico ha mostrato molta delusione per la mancanza di importanti misure, a quasi un anno dall’insediamento della nuova giunta: “Le ricette le conoscono tutti, occorrono meno parcheggi a pagamento, strumenti urbanistici aggiornati, parcheggi a Ibla, un trasporto pubblico minimamente efficace, veri incentivi per le attività commerciali in centro storico, possibilità di abitare in case del centro storico adeguatamente ristrutturate.
Tutto questo non è da proporre entro il 30 aprile, in ogni caso un tempo esiguo per suggerimenti che, difficilmente, potranno essere adottati senza stravolgere il piino presentato, è stato sottolineato sin dalla campagna elettorale

A quanto pare, dal suo giudizio, un piano non particolarmente strabiliante?

La sensazione che ho avuto è quella di un piano che si vuole imporre alla collettività, nonostante l’abuso della parola concertazione, è stato detto, a quanto pare, che si userà la leva dei parcheggi a pagamento e dell’aumento delle relative tariffe per scoraggiare all’uso del mezzo privato.
Ma in una città che vede gli automobilisti mettersi a discussione con gli ausiliari del traffico per poche decine di centesimi e che lascia vuoti i parcheggi pluripiano, è impensabile imporre un ennesimo balzello dopo i tanti imposti dai 5 Stelle.
Servirebbe eliminare i parcheggi a pagamento in centro storico, o quanto meno dirottare il parcheggio nel pluripiano, alle stesse condizioni.
Servirebbe estendere la ZTL che dovrebbe diventare isola pedonale a tutti gli effetti, la piazza San Giovanni, Ibla, sono tornate a vivere nonostante le isole pedonali, ancorché ridottissime, la desertificazione di via Roma non è dovuta alla mancanza del traffico, ma alla grave crisi del commercio, che non dipende, nemmeno tutta, dai centri commerciali.
Mancano politiche adeguate e questo Piano Urbano della Mobilità Sostenibile mette in risalto questa criticità.

Quali carenze vede nel piano?

È un piano strettamente teorico, che mal si adatterà alla nostra realtà, lo stesso fatto che si ritiene condizionato all’ammodernamento del sistema di trasporto pubblico, rileva che si tratta di pura utopia.
Troppo grande Ragusa, con le sue tre frazioni, per pensare di risolvere i problemi del traffico con un colpo di bacchetta magica, a meno che le frazioni, le periferie, le contrade, si vogliano emarginare ancora di più, assestando un altro duo colpo a gente che aspetta da anni condizioni di vita adeguate a quelle del centro abitato.
Non si può andare a parlare di car sharing o di car pooling a gente che non ha la luce pubblica o la conduttura idrica, ti rideranno in faccia, come già qualcuno ha fatto ascoltando queste fantasie.

Non pensa che le richieste modifiche al piano vadano in questa direzione? L’assessore Licitra ha parlato di Marina, di collegamenti migliori con Cisternazzi e Puntarazzi, con il nuovo ospedale, di misure per una modalità sostenibile del trasporto

Acquistare una vettura elettrica o uno scuolabus a metano non significa convertire tutta la città alle nuove tendenze, quando anche solo un bus di quelli vecchi e cadenti annulla i benefici di dieci mezzi elettrici.
E poi diciamocela tutta, le vetture elettriche e i mezzi elettrici più pesanti sono ancora poco affidabili: nelle autorimesse dei comuni italiani ci sono decine di moto elettriche, di auto elettriche, di bus con batterie inutilizzabili, è inutile fare poesia quando ancora si hanno difficoltà con l’alfabeto e i primi dieci numeri.

A suo parere, quindi, c’è poco salvare in questo PUMS?

Solo soluzioni a medio e lungo termine che non risolvono i problemi del presente, serve rendere il servizio pubblico efficiente su tutto il territorio comunale, comprese le frazioni, in attesa di capire come andrà a finire con la metropolitana di superficie che obbligherà ad un servizio di trasporto pubblico adeguato alle nuove esigenze, senza il quale la ferrovia cittadina resterà un trenino per far divertire i bambini.
Si vocifera che, per nuove norme di sicurezza, sarebbero difficili da autorizzare i passaggi nelle gallerie, un problema che vanificherebbe ogni sforzo e alimenterebbe i tentativi di boicottare l’opera, già messi in atto dai 5 Stelle.
Pensare che il noleggio dei mezzi, auto e bici, possa risolvere la mobilità sul territorio è pura propaganda.

Lei cosa suggerirebbe?

Direi di tenere i piedi per terra e pensare alle cose concrete: non è come per la cultura, dove si possono pensare progetti utopistici come quelli dell’ecomuseo, perché alla fine, questo, resta lo spasso elitario di alcuni intellettuali per dilettare i salotti buoni e ci può uscire anche qualcosa di buono in termini di ritorni turistici, oltre che lo sviluppo di un progetto culturale dell’amministrazione.
Per dare un futuro alla città serve dare priorità all’urbanistica, occorrono la variante al PRG e il Piano Particolareggiato, occorre interessarsi, con convinzione, delle periferie e delle contrade: non è possibile deludere le attese di tanti cittadini che non vivranno meglio con l’ecomuseo o per i bambini che ritorneranno da scuola sul bus a metano.
Ci sono troppe cose in sospeso, e da troppo tempo, tanti bei progetti, la piazza stazione, l’ex cinema Marino, la variante del parco, la piazza Libertà, l’area dello scalo merci, la vallata Santa Domenica, le Latomie di cava Gonfalone, invece si pensa a implementare le piste ciclabili. Capricci da salotti borghesi.

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