Peppe Calabrese, una risorsa della politica ragusana da non perdere

Le dimissioni di Peppe Calabrese da segretario politico del Partito Democratico erano nell’aria, non erano attese ma si capiva che lo stesso, da sempre più attento al partito che alla sua posizione personale, voleva imprimere una svolta positiva, nel momento in cui, peraltro, nonostante la crisi generalizzata del partito nel paese, vede una notevole vivacità grazie al leader Nello Dipasquale.
E significativo è stato il commento dell’onorevole sui social, per il passo indietro di Peppe Calabrese:
“Ho avuto modo di apprezzare in questi anni il lavoro di Peppe Calabrese nei diversi ruoli che ha ricoperto sempre con impegno e serietà.
La sua scelta di dimettersi da Segretario cittadino del Partito Democratico di Ragusa, sicuramente sofferta, credo sia maturata nel tempo, concretizzandosi alla fine, ma Peppe rimane nel Pd e, sono certo, continuerà a fornire il suo importantissimo contributo”.
Efficacemente, come sempre si esprime il parlamentare, ha delineato, con estrema sintesi, il valore di Calabrese, come persona e come politico, interpretando come la decisione sia stata sofferta, dicendosi certo della sua permanenza nel partito, utile per futuri importanti contributi.
In pratica, la sintesi di quanto Peppe Calabrese rappresenti una risorsa del partito e della politica ragusana che non può andare dispersa né tantomeno annacquata nell’anonimato di formazioni dal futuro incerto

Di certo una scelta dolorosa e sofferta per un politico che si è identificato reciprocamente con il Partito, senza soluzioni di continuità, in un rapporto simbiotico che lo ha fatto apprezzare anche dagli avversari politici.
Una storia politica che lo ha visto spesso come consigliere più votato, espressione, nel tempo, di un consenso indiscusso arenatasi sulla spiaggia delle ultime consultazioni comunali, per le quali becere ambizioni personali hanno determinato lo smembramento di un partito, senza strategie politiche precise.
Circostanze e condizioni che tutti conoscono e che Calabrese non ha potuto fare a meno di citare, limitandosi, però, con la consueta eleganza, a parlare di avversari interni “non definibili propriamente “leali” “.
Qualificante un passaggio, nella sua lettera di saluto : “Da Segretario ritengo di avere rispettato e portato avanti pienamente i valori del Centro-Sinistra che non considero solo un’ideologia, ma un modo di vivere e di agire nella vita per i valori di uguaglianza, libertà, solidarietà e pari diritti per tutti”
Si può vantare di lasciare un partito in salute con oltre 600 iscritti (ultime elezioni europee dato straordinario con il 26 % che ci collocava dietro solo ai 5 stelle e primo tra tutte le città siciliane capoluogo di provincia) con dirigenti capaci, onesti, motivati e con la certezza che chi andrà a ricoprire il ruolo di segretario sarà sicuramente in grado di farlo meglio di me.

Evita di soffermarsi sulle sue vicende all’interno del partito, ma non può evitare di soffermarsi su quelle nazionali, per le quali lo abbiamo visto enormemente sofferente ma sempre rispettoso della linea del partito e della segreteria.
Non ha visto bene, e lo aveva anche esternato, la scelta di governare a fianco o, peggio, dietro a un movimento populista, condizioni che hanno reso più facile la sua decisione di dimettersi, pur nella consapevolezza che la scelta costituiva l’argine contro la destra antidemocratica.
Parla di una alleanza che non è fluida e che lo porta dire di essere fiducioso nella nascita del partito riformista di Renzi che sono certo rafforzerà le diverse anime della sinistra che potranno trovare i propri spazi, compresa tutta la componente centrista che cerca collocazione all’interno di un partito moderato.
Affermazione che ha suscitato allarme anche in chi scrive, perché farebbe intravedere le condizioni ideali per un passaggio, ma che è stata subito ridimensionata dall’auspicio che le sinistre italiane riescano a fare sintesi e a convivere pacificamente in nome della democrazia.
Rassicurante, oltre che per il partito, per la politica, non solo locale, la disponibilità per mettere a disposizione dei prossimi vertici del PD cittadino esperienza e consigli, se e quando richiesti, nella consapevolezza di aver ricevuto molto dal partito, in termini di insegnamenti e di opportunità, anche se come ha sottolineato, avrebbe meritato maggiori attenzioni che, ne siamo certi, non potranno mancare in futuro.

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