Niente di meglio che un bell’albero di Natale per non pensare al COVID, ai decreti di Conte, alle ordinanze che verranno di Musumeci e a quelle di Cassì.
Per le cose positive e veloci di questa amministrazione dobbiamo sempre ringraziare Ciccio Barone che è stato incaricato di occuparsi della faccenda (per ora le patate bollenti le scaricano tutte a lui, visto il fermo biologico di molti componenti della giunta, centri storici, parcheggi, vallata Santa Domenica, illuminazioni, personale, protocolli di sicurezza covid negli uffici comunali, e ora anche gli alberi di Natale).
La faccenda, in effetti, è stata sbrigata dall’ufficio sviluppo economico, come si legge nella determina, ed essendo ormai arcinoto che gli assessori non interferiscono nel lavoro dei dirigenti, in effetti Barone ci entra assai poco.
Il dirigente, poi, ha poi deciso di optare per un dejavu, perché queste strutture coniche illuminate si erano già viste nel Natale 2014 quando un ‘albero’ di questo tipo fece la sua apparizione in piazza del Popolo e un altro, più elegantemente ornato, fu installato in piazza Duomo a Ragusa Ibla.
Al tempo, l’ ‘albero’ risultò assai gradito, bello di notte, svuotato di sentimento e spento di giorno, una idea innovativa della grande Stefania Campo (ve la immaginate una giunta con Stefania Campo e Ciccio Barone ? NdR). Nessuno ebbe da ridire, oggi i leoni da tastiera iblei hanno sfondato i tasti per scagliarsi contro questi ‘coni’, questi ‘birilli’, pur sostanzialmente uguali a quelli del 2014.
Per chi scrive, accettabili, tenuto conto anche che a Ragusa per luminarie e addobbi natalizi non si è visto mai nulla di elegante, di innovativo nello stile, né esteticamente e per la prospettiva gradevoli.
Qualcuno eccepisce per la spesa, ma abbiamo avuto modo di vedere la documentazione che ha tenuto conto di altre offerte e di altri preventivi, pare che le polemiche siano fomentate da qualcuno che a Ibla era di casa per le luminarie e dai mestieranti della polemica, piuttosto nessuno esprime il plauso per il fatto che c’è lo zampino di Barone e al 1° dicembre abbiamo avuto gli alberi accesi.
Ci siamo rimasti male a non vedere la casa comunale illuminata dal riflesso di un altro albero in piazza Poste, forse non lo hanno installato temendo per la tenuta della copertura del parcheggio sotterraneo, come per l’imminente inizio dei lavori (stiamo scherzando, naturalmente, NdR) non hanno pensato per piazza del Popolo e per la rotatoria di contrada Mugno.
Quanto ai costi, se si legge la determina, si tratta di un noleggio delle strutture, certo se fossero state acquistate si poteva risparmiare, un ‘albero’ costa, sicuramente, molto meno della somma occorrente per un mese di noleggio, è un po’ come per quelle illuminazioni artistiche del Natale 2018 che costarono una barca di soldi, quando già il noleggio del solo proiettore con relativi filtri si trovava a prezzi notevolmente inferiori, senza dire che conveniva acquistarli e montarli per ogni Natale, con quello che si spese allora, si potevano illuminare artisticamente anche i bagni pubblici.
Ma è la filosofia del noleggio, non si deve pensare a nulla, al trasporto, all’installazione, alla luce, alla manutenzione straordinaria, allo smontaggio, al personale occorrente.
E poi, guarda caso, il noleggio degli alberi è stato offerto dalla stessa associazione culturale che nel 2018 illuminò artisticamente i ponti e la Cattedrale, vai a vedere le combinazioni, anche se non si spiega perché il Comune per delle luminarie si deve rivolgere ad una associazione culturale.
Si dovrebbe presumere che, per l’indagine di mercato finalizzata all’acquisizione di preventivi, ci si rivolga a ditte del settore oppure, forse, anche i luminaristi sono andati a finire come gli anestesisti rianimatori, che scarseggiano, ma, finora, per arruolare rianimatori nessuno si è rivolto ad una associazione culturale.
La gente ha imbastito sterili e inutili polemiche sull’estetica degli ‘alberi’ e sul costo, pochi intravedono che dietro molti ‘eventi’ del Comune c’è sempre una stessa persona, che sa organizzare un fuoco d’artificio di srl e associazioni culturali di cui sarebbero presidenti congiunti vari, una persona che dà spettacolo, in maniera del tutto regolare e legittima, e lo fa anche bene, organizzando infopoint, stampa di materiale turistico, feste di addio all’estate, illuminazione artistica di chiese e, ora, anche luminarie e addobbi natalizi.
Dimenticavo, nel 2018 fatturò e incassà le sponsorizzazioni presenti sulle locandine del Natale, tanto che di questi sponsor non c’era traccia, e non c’è a tutt’oggi, nella contabilità del Comune di Ragusa. Chissà quali erano, al tempo gli accordi, nessuno riuscì a venirne a capo.
Forse, le polemiche di qualcuno tiravano a mettere fuori questa materia, ma, come sempre è accaduto, non tutti sono bravi nel tiro a segno, per colpire la lattina o il palloncino giusto, ma si può stare tranquilli, gli uffici lavorano nella massima regolarità e trasparenza, sono solo i reflui di un sistema vecchio, che va registrato, della ‘fidelizzazione del fornitore’ che, a Ragusa, resta sempre uguale, immutato e immutabile, vedi per le tipografie, per gli allestimenti fieristici e per molti servizi, soprattutto questo accade, da sempre, negli uffici che si occupano di turismo, di eventi e di cultura, non sappiamo negli altri uffici del comune.
Il Sindaco ha detto in consiglio che il nuovo regolamento per i contributi serve alla massima trasparenza e per evitare criteri discrezionali, gli stessi criteri dovrebbero essere allargati agli acquisti di servizi e forniture.
Non si comprende perché è una associazione culturale a fornire degli alberi di Natale, ecologici o altro che siano, perché non si scegli l’affidamento diretto presso chi si occupa di luminarie e di addobbi, invece di accogliere proposte varie, di vario genere e di vari mittenti?
Superato il gossip, resta il fatto che con 4 alberi dovrebbe essere chiusa la questione addobbi natalizi, il Sindaco dice che è stata fatta una scelta ecologica, di sobrietà e di solidarietà, per avere, comunque, una atmosfera natalizia e un risparmio che non resterà fine a se stesso, finalizzato alla distribuzione di ‘buoni commerciali’ tramite un apposito fondo comunale che, appunto da questi risparmi sarà impinguato.
Tutto sta nella valutazione che si dà a 22.000 euro, soldi che, nell’attuale situazione non sarebbero stati mai troppi per aiuti e solidarietà.
La scelta è stata comunque quella per mantenere un minimo di atmosfera natalizia, speriamo che per i commercianti sia almeno sufficiente, altrimenti risulterà una spesa inutile.
