Le politiche turistiche, da tempo, in Sicilia, e particolarmente nel sud-est, non presentano sprazzi di lucidità, si vive sulle rendite del mare, del patrimonio naturalistico ambientale e, di riflesso su Montalbano e sull’aeroporto di Comiso che, pur in una situazione fallimentare, qualche turista lo porta dalle nostre parti.
Quello che potrebbe essere il catalizzatore delle attrattive, il riconoscimento UNESCO, sin dalla data del suo conferimento, è stato sempre oggetto di convegni, dibattiti, tavoli di concertazione ma i risultati, soprattutto in termini di azione corale dei Comuni interessati alla ricostruzione tardo barocca seguita al terremoto del 1693, sono sotto gli occhi di tutti e, per pudore, ci si astine anche dal commentare iniziative e relativi risultati.
Va detto, comunque, che resta sempre rinnovato il tentativo di una azione comune che, sulla carta, propone convenienza e risultati sicuri ma lascia le politiche turistiche in un limbo dal quale sembra nessuno voglia veramente scappare.
Gli unici elementi che si aggiungono sono iniziative del tutto discutibili e dominate dalla confusione, almeno mediatica.
L’ultimo esempio è fornito dall’incontro, avvenuto a Noto, fra gli assessori al Turismo di 11 Comuni che hanno aderito ad un protocollo d’intesa mirato a produrre una promozione unica, forte e decisa di un territorio che si scopre, solo ora, declinabile in tanti modi tra architettura e natura, enogastronomia e tradizioni.
È il tentativo, ennesimo, di rilanciare una governance condivisa fra i Comuni di Noto, capofila del progetto, Avola, Militello Val di Catania, Modica, Palazzolo Acreide, Piazza Armerina, Portopalo, Ragusa, Siracusa, Scicli e Sortino, dopo la prima esperienza di uno stand comune della Sicilia del Sud est alla VakantieBeurs di Utrecht (Paesi Bassi).
L’idea trainante è stata quella di mettere insieme i Comuni per partecipare congiuntamente alle Borse Internazionali del Turismo, puntando su uno spazio comune. Da qui la proposta di realizzare una brochure unica per descrivere monumenti, bellezze, meraviglie e prodotti enogastronomici e tipici del territorio, “Le particolari suggestioni che fra terra e mare solo il Sud-Est di Sicilia è capace offrire».
Da cosa nasce cosa, ed ecco l’intenzione di dare vita di un programma unico di eventi, feste e sagre per evitare controproducenti conflitti tra una città e un’altra.
La programmazione vuole essere il filo conduttore del progetto che ritenta di fare sinergia, dopo fiumi di parole spese sull’argomento.
Una strategia complessa dagli esiti assai improbabili: teoricamente eccellente l’idea di spazi comuni alle più importanti fiere di settore, meno esaltante quella della brochure Comune, è già difficile sintetizzare in un solo depliant le bellezze di una città, di un territorio, figurarsi quelle di 11 Comuni, e poi chi scriverà i testi, chi sceglierà le foto, chi curerà la grafica e l’impaginazione, quale risalto potrà differenziare il capolavoro architettonico da quello di artigianato locale?
Ancora più perplessità desta il tentativo di un calendario comune di eventi, programmati, non sovrapposti e che non interferiscano con le date fisse di ogni comune e di quelle dei dintorni.
Da come se ne discute, si ha l’impressione di essere all’anno zero, con comuni che si apprestano, per la prima volta, a politiche turistiche di questo genere, mentre troviamo Comuni come il nostro, di Ragusa, che, proprio quando si può avvalere di un assessore competente e pratico della materia, per turismo, spettacoli ed eventi comunque afferenti ad attirare visitatori e sponsor in zona, dovrebbe sottostare a un programma comune dagli esiti incerti, senza una apparente guida competente e specificatamente preparata in materia.
E’ un progetto che potrebbe andar avanti solo con un esperto terzo della materia, profumatamente pagato dagli 11 comuni, un manager del turismo che dovrebbe essere ricompensato sulla base dei risultati ottenuti.
In pratica, sarà l’ennesima utopia per il territorio, il turismo come l’autostrada, come l’aeroporto, come tante altri miraggi che madre Regione ci vuole fare intravedere.
Dopo la prima riunione di gennaio, a Noto, per quanto riguarda Ragusa, si aggiunge confusione all’incertezza.
Un comunicato dell’Ufficio stampa del Comune di Ragusa, il n. 53 del 23 gennaio, ci informa che gli assessori al turismo dei comuni di Ragusa, Modica e Scicli lavoreranno insieme per realizzare un programma unico utile a promuovere con diverse iniziative i rispettivi territori.
Un primo incontro è stato organizzato al Comune di Ragusa, dall’assessore al turismo con i colleghi di Modica e Scicli per sviluppare insieme progetti che mirano alla promozione turistica del territorio ibleo. Una serie di iniziative che potranno rivelarsi utili per il rilancio turistico dei tre comuni iblei.
L’assessore del Comune di Ragusa si è soffermato sulla possibilità di partecipare insieme ad eventi fieristici nazionali ed internazionali dedicati al settore del turismo, di acquistare spazi pubblicitari all’interno delle strutture aeroportuali di Catania, Roma e Milano, di realizzare un video spot in cui si metta in evidenza la ricchezza dei territori per la presenza di innumerevoli giacimenti culturali, di predisporre un programma con gli eventi culturali di grande richiamo proposti nelle tre città da pubblicizzare attraverso canali che consentano di far conoscere per tempo a livello nazionale ed internazionale le proposte per favorire in tal modo una più ampia partecipazione agli appuntamenti organizzati.
Un programma di eccellenza, nulla da eccepire, che ha trovato la condivisione degli assessori di Modica e Scicli, per portare avanti una serie di attività utili alla promozione turistica e culturale dei tre enti accomunati dal riconoscimento UNESCO nel contesto urbanistico della Val di Noto.
Si è concordato di incontrarsi a breve e, come consuetudine ragusana, ormai inevitabile, si allargheranno le riunioni ad associazioni ed organismi che potranno dare il loro supporto in termini di idee e proposte per sviluppare in tal modo un programma articolato che possa tener conto di tutte le potenzialità presenti nei rispettivi territori.
A questo punto ci si chiede come si pone il progetto d’intesa fra i tre Comuni iblei in confronto al protocollo d’intesa fra gli 11 Comuni capitanati da Noto, protocollo al quale partecipano i tre Comuni di Ragusa, Modica e Scicli, Ragusa, nella fattispecie, era rappresentata dal vicesindaco Giovanna Licitra.
Occorrerebbe fare chiarezza, per evitare confusione, al riguardo.
