Per il turismo, che necessita di una programmazione a medio e lungo termine, non è più tempo di tavoli di concertazione e di confronto con le realtà locali,
Serve volare alto, programmare senza badare ai piccoli interessi di bottega, soprattutto non serve cercare conforto e sostegno in quelle realtà del territorio che per il turismo hanno fatto e ottenuto molto meno di noi, non riuscendo a sfruttare un altrettanto prestigioso patrimonio artistico-architettonico e naturalistico-ambientale.
Dalla lettura di alcuni giornali regionali si evince che la regione siciliana si muove per il turismo: non è questa la sede per valutare come si muove, ma è innegabile che la Sicilia è presente.
Molto meno Ragusa che, di recente, ha vantato accordi con altri comuni del territorio, per la partecipazione comune a fiere internazionali. Si è accennato ai primi eventi, ma non si sono avuti esiti della partecipazione, nessun resoconto di commento, né testimonianze fotografiche della partecipazione e dello spazio avuto dalla nostra città.
Le nostre potrebbero essere sensazioni, ma sono confermate appunto dalla lettura dei giornali regionali.
Un articolo parla della partecipazione della Regione Siciliana alla edizione numero 61 del Salon des Vacances di Bruxelles. Un evento fieristico partito giovedì 7 febbraio e che si concluderà il prossimo 10 febbraio e rappresenta uno degli appuntamenti fieristici europei più prestigiosi dedicati al turismo.
La Sicilia, presente con altre Regioni italiane sotto la guida dell’Enit, è una delle mete preferite dai turisti belgi e francesi.
L’edizione 2019 della manifestazione fieristica è dedicata allo Slow Tourism e pone, quindi, l’accento sulle specialità gastronomiche e sul patrimonio materiale e immateriale tutelato in ambito internazionale dall’Unesco.
“Siamo presenti a Bruxelles – ha spiegato l’assessore al Turismo della Regione Siciliana Sandro Pappalardo – consci delle nostre potenzialità che man mano ci stanno dando grandi risultati.
Il nostro patrimonio enogastronomico è unico al mondo e abbiamo la fortuna di avere un numero elevatissimo di siti Unesco. Questo binomio attira moltissimo, dati alla mano, i turisti francofoni che sono rimasti ammaliati anche dai nostri borghi, dalle riserve naturali, dai tanti eventi della tradizione e del folklore”.
Un evento dove enogastronomia e siti UNESCO erano i protagonisti, Ragusa del tutto assente.
Di altrettanto elevato livello l’appuntamento, dal 10 al 12 febbraio, a Milano, con la Borsa Internazionale del Turismo, la BIT che non sarà quella di una volta ma costituisce sempre una vetrina importante per le politiche turistiche, tanto che la regione Siciliana ha riservato uno spazio più grande di quello della Lombardia, circa 850 metri quadri, lo stand più grande in assoluto che vedrà recitare un ruolo da protagonista grazie al coinvolgimento di numerosi rami dell’amministrazione regionale: Turismo, Agricoltura, Territorio e ambiente, Attività produttive, Beni culturali oltre all’Istituto per l’incremento ippico.
‘Piazza Sicilia’, delimitata da una serie di ledwall sui quali scorreranno le immagini di un immenso patrimonio di storia, cultura, tradizioni e paesaggi, sarà pronta a d accogliere un enorme numero di visitatori.
Ci dovrebbero essere piccole e medie imprese presenti per proporre prodotti e servizi mentre, per quanto riguarda le eccellenze enogastronomiche dell’Isola, saranno diversi consorzi a promuovere vini e formaggi, arance rosse e altre produzioni uniche come il cioccolato di Modica.
Di Ragusa non c’è cenno nemmeno fra gli appuntamenti in programma, quali la presentazione del nuovo cartellone dei principali teatri siciliani e, per la prima volta, quella del calendario regionale delle manifestazioni e degli eventi di grande richiamo turistico: dalle sfilate carnevalesche di Acireale, Sciacca e Termini Imerese alla festa del Mandorlo in fiore in programma nella Valle dei Templi, dall’Infiorata di Noto ai Nastri D’Argento di Taormina, dalla Targa Florio di Palermo alla Fiera Mediterranea del Cavallo che, a maggio, si svolgerà nella Tenuta Ambelia a Militello Val di Catania.
In primo piano, naturalmente, la promozione degli itinerari di viaggio più suggestivi, a cominciare dai cinque Parchi naturali regionali – Etna, Madonie, Nebrodi, Fluviale dell’Alcantara e Monti Sicani – che la Regione progetta di inserire in un’unica offerta di slow tourism all’interno del brand “Sicilia, Paradiso in terra”, e dai borghi siciliani vincitori, negli ultimi anni, di ben quattro edizioni del premio “Il Borgo dei Borghi”: Petralia Soprana, Sambuca di Sicilia, Montalbano Elicona e Ganci.
A rendere ancora più piacevole la visita nello stand siciliano, momenti di musica da camera proposti dall’Orchestra Sinfonica del Bellini di Catania, esibizioni dei maestri pupari catanesi della Famiglia Napoli, degustazioni ed esperienze di show cooking legate alle pietanze tipiche dell’Isola.
Ragusa e il suo territorio provinciale non esistono, ci hanno messo da parte gli amministratori regionali o quelli locali, che dovrebbero sovraintendere a sviluppo economico e turismo, sono troppo indaffarati con tavoli locali dal dubbio esito?
