Per Mario Chiavola, capogruppo PD, solo progetti e sogni per Ragusa Ibla

Critico il capogruppo del Partito democratico in Consiglio comunale, Mario Chiavola, per gli ennesimi progetti inerenti la viabilità a Ragusa Ibla, annunciati dal Sindaco Cassì.
Chiavola dice molte cose condivisibili, prima fra tutte l’enorme ritardo per affrontare e risolvere i problemi di Ibla.
E’ un problematica che stenta ad essere risolta, lo dice chiaramente, ma non suggerisce nulla e non ha una ricetta; inoltre, da protagonista della vita consiliare del Comune, non solo sarebbe legittimato a proporre le sue soluzioni ma dovrebbe stigmatizzare l’azione fallimentare di assessori e consiglieri comunali che si sono cimentati in progetti che, alla fine, non sono piaciuti a nessuno.
A Ibla occorre afferrare il toro per le corna, fare le scelte che vanno incontro agli interessi generali e non perseguire interessi di bottega.
O si tutelano gli imprenditori, quelli veri, che fanno grossi investimenti per alberghi e ristoranti, veri collettori di turismo che porta soldi, oppure lasciamo Ibla ai residenti che devono parcheggiare l’auto davanti alla porta e ai piccoli imprenditori, con il negozietto o la stanzetta dove alloggiare 6 persone.
L’esperimento è fallito, se ne sta tentando un altro che allungherà la vita ma presenterà, poi gli stessi limiti,
Il problema è che tutti tutelano interessi particolari: chi viene a Ragusa da San Giacomo, dalle contrade limitrofe e da Giarratana deve percorrere la statale, se ha da fare a Ibla entra da Ragusa superiore, non pensiamo che viene a Ragusa da San Giacomo deve ammirare San Giorgio o San Giuseppe.
Ibla, come i grandi centri turistici, deve essere interdetta al traffico veicolare e ai bus turistici, almeno fino a quando non ci sarà un parcheggio in grado di assorbire questi flussi.
Per il resto il ritornello dei primi due anni e mezzo passati senza realizzazioni concrete è una musica già intonata che sentiremo sempre più spesso al giro di boa di fine dicembre, anche la storia del confronto serrato è storia da politica delle parole, considerato che è sotto gli occhi il confronto che c’è stato, senza nessun risultato fra due diversi comitati di residenti, fra un paio di associazioni del quartiere, associazioni di categoria, e, come dicevamo, assessori e consiglieri.

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