Per ogni minima contestazione, la comunicazione di Cassì insorge

L’Esecutivo di segreteria di Territorio Ragusa aveva solo eccepito motivi di opportunità politica e inadeguatezza delle scelte nel momento della campagna elettorale.
Come riconosciuto da una nota del Gruppo Peppe Cassì Sindaco, nessuna eccezione per il soggetto preferito, per le sue competenze, per il compenso, addirittura ritenuto basso in relazione ai requisiti richiesti.
Ma dal gruppo di Cassì tutto riconducono alla campagna elettorale, l’amministrazione si può permettere di rinnovare un incarico biennale alle porte delle elezioni comunali, opposizioni e candidati sindaci dovrebbero avere confini strettissimi per potersi esprimere.
La cosa sta diventando, ormai, un ritornello monotono, l’azione fino ad ora blanda degli altri candidati, che richiama quella delle opposizioni al borotalco in consiglio comunale, non vede insorgere nessuno verso il tentativo di comprimere il dibattito elettorale.
Per farlo il gruppo Cassì riprende anche la copia della nota di Territorio ad opera del candidato del Movimento 5 Stelle, qualcosa di surreale dal momento che, nei cinque anni, come capogruppo non si è mai preoccupato di sviscerare tutte le vicende inerenti il Museo del Costume, né le questioni afferenti alla collezione di abiti d’epoca che fu acquistata dall’on.le Stefania Campo, al tempo assessore alla cultura, senza una attenta verifica dello stato di tutti i reperti.
La Campo non si preoccupò della benché minima programmazione finanziaria per la manutenzione, la conservazione e l’esposizione degli abiti, nonché della necessaria supervisione sulla collezione.
Anche l’architetto Iacono parlava di collezione di eccellenza, salvo poi ritrovare, spesso, abiti scuciti, bisognevoli di attenti e qualificati ripristini, alcuni in condizioni di non poter essere esposti, come testimoniano le diverse determine relative a manutenzioni straordinarie degli abiti presso strutture specializzate di tutta Italia
Così che, dal tempo dei grillini, abbiamo assunto a tempo pieno l’architetto Iacono, ma non con una assunzione regolare, bensì con questi incarichi diretti ammantati dalla coltre di legittimità di manifestazioni di interesse, selezioni di proposte e incarichi diretti, supportati dalla determina piena di riferimenti giurisprudenziali che vogliono anticipare qualsiasi contestazione.
E di poca opportunità politica hanno parlato da Territorio, non di legittimità o irregolarità nelle procedure: perché non prorogare di tre mesi l’incarico e lasciare ad una nuova amministrazione le scelte per il Museo del Costume?
Scrivono dal gruppo Cassì: “Non ritengono che un Museo abbia bisogno di programmazione per organizzare i propri allestimenti e le esposizioni, i prestiti e gli scambi, il calendario degli eventi, la promozione e i lavori di preservazione?”
Vero è, e sarebbe l’occasione per poter verificare i report periodici dell’incaricato, mai pubblicizzati, come del resto ignoti sono, da sempre, i report del portavoce, mai visti.
Sarà interessante, da qui alla fine della campagna elettorale, verificare quale sarà la programmazione dell’esperto, quali gli allestimenti, i presti e gli scambi, il calendario degli eventi, la promozione e i lavori di preservazione che hanno consigliato di prolungare di due anni l’incarico, cioè cosa non avrebbe potuto fare un diverso incaricato dalla nuova amministrazione.

Questa la nota del Gruppo Peppe Cassì Sindaco:

Gruppo Peppe Cassì Sindaco, incarico di gestione del Mu.De.Co.

Leggiamo i comunicati di Territorio e Movimento 5 Stelle in merito all’incarico di gestione del Museo del Costume, che loro stessi, è bene sottolinearlo subito, definiscono “legittimo”.

Dopo i loro “nulla da dire sulla persona, né sulla professionalità” dell’esperto individuato, né muovere critiche sull’aspetto economico, consono se non addirittura contenuto rispetto all’incarico, quale sarebbe il problema? La durata biennale. Meglio, secondo loro, un incarico di pochi mesi.

Eppure, afferma lo stesso Firrincieli, “l’incarico conferito prevede una serie di attività articolate e specifiche per la gestione del Mudeco, volte a promuovere la conoscenza del patrimonio culturale del museo, assicurare le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica del Mudeco e promuovere e sostenere interventi di conservazione del patrimonio culturale del museo.”

Pensano forse, Schininà e Firrincieli, che tutto ciò possa essere svolto in pochi mesi?
Non ritengono che un Museo abbia bisogno di programmazione per organizzare i propri allestimenti e le esposizioni, i prestiti e gli scambi, il calendario degli eventi, la promozione e i lavori di preservazione? Evidentemente no. Evidentemente per loro anche un Museo gestito con un incarico legittimo, equilibrato da un punto di vista economico e affidato a un esperto di cui viene riconosciuta la professionalità, può diventare oggetto di campagna elettorale.

Continuando poi con le domande, viene da chiedersi: come mai, nonostante l’evidente necessità di programmazione, per loro sarebbe comunque meglio un incarico di pochi mesi? Lo dicono apertamente: “Per permettere alla futura amministrazione di fare poi le scelte che riterrà più opportune”.

Il sospetto è che ciò voglia dire procedere con una “nomina politica”, riportando in Comune una prassi tanto cara ai partiti e sparita con l’Amministrazione Cassì. Per l’incarico di gestione del Mu.De.Co., infatti, è stato diramato un avviso pubblico al seguito del quale sono pervenute tre candidature, vagliate dal dirigente e dagli uffici, non certo da sindaco e assessori. Alla luce dei curricula e delle esperienze dei candidati, il dirigente ha scelto in maniera del tutto indipendente a chi affidare l’incarico.

A noi sembra la procedura corretta, a loro non piace.

Gruppo Peppe Cassì Sindaco

Ultimi Articoli