di Cesare Pluchino
Intervento su pista ciclabile e ordinanze per Marina di Ragusa che suscitano perplessità
In un comunicato, il Movimento Territorio rimane critico sulla validità della pista ciclabile di Marina di Ragusa che, essendo, contemporaneamente anche pista pedonale, crea alcuni disagi e problemi di sicurezza.
Il movimento politico non tralascia, nell’occasione, di segnalare come l’opera era già stata progettata dall’amministrazione Dipasquale, ma, contrariamente ad altri progetti come ad esempio il Teatro della Concordia o il restyling funzionale ed estetico di piazza Libertà, è stata realizzata.
Ma si sarebbe intervenuti stravolgendo quanto aveva pensato la precedente amministrazione.
Il nuovo progetto ha ridimensionato la carreggiata che, con le attuali misure (più stretta rispetto all’idea originaria) risulta meno funzionale e meno sicura per chi la percorre in bicicletta, ma soprattutto a piedi.
Valutazioni e considerazioni, in ogni caso rispettabili, di ordine politico e tecnico, alle quali riconosciamo piena legittimità, ma è inevitabile segnalare alcune contraddizioni che scaturiscono dalle considerazioni finali del comunicato.
Territorio rileva che diverse persone preferiscono utilizzare la pista come prolungamento del lungomare, per passeggiare, in particolare nelle ore serali.
Se possono essere considerate degne di attenzione le valutazioni per la sicurezza, in un tratto nel quale, in ogni caso, la velocità delle auto in transito nella corsia apposita dovrebbe essere limitato a 20 Km/h, non si comprende come non venga stigmatizzato il comportamento di quanti utilizzano in maniera anomala la pista, soprattutto nella parte destinata alle bici. In pratica il rovescio della medaglia del fenomeno che vede transitare, impunemente le bici nelle arre pedonali.
Ma Territorio non solo non si preoccupa di sollecitare un uso adeguato, e secondo il rispetto delle regole di civile convivenza, per la pista ciclabile, ma chiede all’amministrazione di sollevare i vigili urbani dai compiti di controllo sulle spiagge di Marina per sanzionare chi si trastulla con palline e con palloni, come pure di evitare di multare i proprietari delle biciclette costretti a posteggiarle fuori dagli appositi spazi.
Appello agli amministratori che appare estremamente diseducativo in quanto lanciato da forze politiche che dovrebbero, prima di tutto, auspicare il rispetto delle regole che non può essere affidato alle valutazioni personali di comodo, di questo o di quel cittadino.
Una forza politica seria può sollecitare modifiche alle regole e alle ordinanze, ma non può chiedere che le autorità competenti e le forze di polizia evitino di sanzionare le infrazioni.
