Perché la crociata contro il rifugio sanitario ?

Lettera in redazione

Una ‘riflessione’ di un lettore, che pubblichiamo appresso, ci induce ad annunciare un nostro prossimo servizio sul canile rifugio sanitario e sull’associazione di volontari che dedicano il loro tempo libero all’assistenza per i randagi.
Questa la riflessione del lettore:
Ci sono persone che hanno dedicato tutta la loro vita agli animali randagi, trascorrendo il tempo libero nel tentativo di rendere la loro vita leggermente più agevole, portando loro il cibo tutti i giorni e costruendo delle cucce per ripararli dal freddo e dalla pioggia; nel far ciò non hanno mai chiesto denaro a nessuno, anzi hanno speso cifre assolutamente inimmaginabili, ma l’amore per questi esseri indifesi era ed è superiore a qualsiasi altra cosa.
Finalmente un giorno si avvera un sogno e si riesce a realizzare un rifugio sanitario (chiamarlo canile non rende l’idea) che permette a questi volontari non solo di poter offrire una sistemazione confortevole a tanti cani e gatti randagi ma anche di prepararli per poi essere spediti in strutture del centro e del nord Italia dove le adozioni in famiglie sono molto più frequenti.
Questo rifugio diviene davvero un fiore all’occhiello del settore, una struttura da prendere ad esempio, ma ovviamente non tutto può andare come dovrebbe essere giusto. Qualcuno decide di iniziare una guerra contro questo rifugio e contro chi lo gestisce a forza di comunicati stampa, interrogazioni comunali e accuse gratuite ottenendo un grande risalto mediatico prima e, cosa ben più grave, paralizzandone l’attività dopo. E adesso la struttura “scoppia” di animali, non si riesce più a farne partire nessuno e si è nell’impossibilità di dare un tetto a tutti quegli altri animali che al momento necessiterebbero di essere accolti.
Io sarei curioso di conoscere i reali motivi che hanno spinto queste persone ad indire una tale “crociata”, non credo che al momento in una città come Ragusa il problema principale sia il randagismo, credo piuttosto che siano ben altre le questioni da affrontare per tutti quelli che dicono di voler dedicare la loro vita alla collettività, spendendosi in prima persona nel fare politica.
Io, personalmente, non ho mai fatto politica e pertanto non so come vanno queste cose, non conosco gli “intrighi” che comandano in questo settore ma penso, comunque, che probabilmente sarei più disposto a credere a persone che hanno speso la loro vita in politica senza cambiare bandiera ad ogni tornata elettorale o addirittura all’interno della stessa legislatura, perché altrimenti mi sorgerebbe il dubbio che una tale “crociata” sia guidata più da interessi di parte che da interessi per la collettività.
E infine mi auguro vivamente che a tutti i danni morali e materiali che il rifugio e le persone che lo gestiscono hanno subito fino ad ora non si aggiunga almeno la beffa di doversi difendere di fronte alle autorità competenti da accuse false, immotivate e assolutamente prive di qualsiasi riscontro.

Lettera firmata

Ultimi Articoli