Nonostante l’andazzo, gli atteggiamenti e la realtà depongono per una assoluta indifferenza del Sindaco di Ragusa nei confronti delle interrogazioni consiliari che gli vengono rivolte, il consigliere Gaetano Mauro non si rassegna e insiste nello stigmatizzare fortemente il comportamento del primo cittadino di Ragusa.
Chi scrive, e molti in città, hanno ormai fatto il callo a questo tipo di inadempienza che, in verità, è da molto tempo di casa al Comune di Ragusa.
C’è anche da dire che molte delle risposte da dare sono assai delicate perché il sindaco, nella fattispecie come Presidente della SRR e come Presidente del Comitato del Controllo Analogo di Iblea Acque, dovrebbe dare delle risposte che escludono del tutto le ipotesi paventate da Mauro oppure dovrebbe ammettere, come del resto ha fatto per i concorsi di Iblea Acque, errori e irregolarità di gestione.
In ogni caso, riteniamo che la fase di indagine e di controllo, a questo punto, in mancanza di risposte e di adeguati interventi da parte delle autorità preposte, debba essere spostata sui sindaci degli altri comuni.
E noto, da alcune missive interne riservate di qualche sindaco, che ci sono precise circostanziate contestazioni all’interno di SRR e Iblea Acque, ma non vengono fuori, i sindaci che si dovrebbero ergere per primi per chiedere chiarezza e trasparenza, tollerano questa pletora di illazioni, senza esigere chiarimenti.
Situazione, questa preoccupante, perché ci fa capire in che mani siamo per settori tanto importanti.
Ma fino a quando ci saranno 11 sindaci silenti attorno a Cassì, può continuare a non dare risposte, forse sono anche gli altri sindaci che non vogliono che si diano risposte, pur di fronte a circostanziati rilievi.
Questa la nota odierna del consigliere Gaetano Mauro:
Gaetano Mauro a Cassì : “Ignorare le interrogazioni è grave violazione di legge oltre a manifesta mancanza di rispetto per le istituzioni”
Serie preoccupazioni riguardo alla condotta del sindaco di Ragusa, sono state sollevate dal consigliere comunale di Generazione, Gaetano Mauro, che accusa il primo cittadino Peppe Cassì di non rispondere alle interrogazioni poste in consiglio comunale.
Questo comportamento, secondo Mauro, “rappresenta una grave violazione di legge e dei principi legislativi fondamentali che guidano il funzionamento delle istituzioni democratiche. Direi che è un vero e proprio attacco alla democrazia.” Questioni spinose quelle poste da Mauro e che attendono delle risposte .
“Delle due, l’una. O Cassì non risponde alle interrogazioni perché’ non ha nulla da dire o perché i dubbi sollevati nelle stesse corrispondono al vero”.
“E’ davvero grave- prosegue il consigliere d’opposizione- per un uomo delle istituzioni violare il principio di trasparenza nell’ambito della governance comunale e non riscontrare, come previsto dalla legge e dal regolamento comunale puntualmente e correttamente l’attività ispettiva posta in essere da un consigliere comunale”.
“La mancanza di risposte adeguate- prosegue Mauro- solleva interrogativi sulle decisioni e sulle politiche adottate dall’esecutivo, e può alimentare sospetti di opacità e cattiva gestione. Non dimentichiamo che grazie alle nostre interrogazioni sono state annullati concorsi oltremodo discutibili.”
“Mi riferisco poi all’interrogazione sulle vicende gestionali susseguitesi nel tempo all’interno della S.R.R. ATO 7 RAGUSA S.C.P.A. dove il sindaco ricopre anche il ruolo di Presidente del Consiglio di amministrazione , un ruolo che potrebbe essere in contrasto con la normativa vigente e con gli orientamenti dell’ANAC. Ed ancora. Mi riferisco alla interrogazione del 15 marzo scorso avente ad oggetto, le palesi irregolarità gestionali e amministrative e burocratiche perpetrate diuturnamente all’interno della Iblea Acque s.p.a. ,società che si occupa della gestione del servizio idrico nell’area iblea e che è interamente partecipata dai dodici comuni del Libero Consorzio Comunale di Ragusa.
Alla data odierna, tale interrogazione risulta inevasa, ancora una volta in violazione di legge. Ed ancora, sempre a marzo è stato sollevato, insieme a tanti altri, il problema della revisione legale dei conti di Iblea acque, che nelle Spa a controllo pubblico non può essere affidata al collegio sindacale.
Così come è stato sollevato il problema degli incarichi dirigenziali, presso iblee acque e non solo, sottoscritti in assenza di una procedura selettiva, pertanto affetti da nullità insanabile. Problemi che comportano da un lato cattiva gestione, dall’altro danno all’erario.
“Nessuna tra queste , ad oggi, è stata riscontrata nonostante siano scaduti i tempi, in palese contrasto con il dettato dell’art. 32 del “Regolamento del Consiglio” del Comune di Ragusa, che impone all’autorità interpellata di rispondere entro il termine massimo di 30 giorni”. La stessa cosa prevede la legge.
“La risposta del sindaco e i conseguenti provvedimenti sono atti dovuti a cui non si può più sottrarre”
“La mancata risposta nei limiti temporali previsti sembra ormai essere diventata un’abitudine da parte del sindaco di Ragusa, ostacolando di fatto, l’attività ispettiva .
Mauro, infine, chiosa così: “E dire che il legislatore affida una tale importanza al potere ispettivo del consigliere comunale da prevedere, addirittura, la decadenza degli Amministratori che decidono di non riscontrare o di evadere tardivamente gli atti ispettivi”.
