Nulla da ridire o eccepire sul lavoro degli architetti, Santacroce e Zocco, e sull’impegno progettuale che hanno voluto dedicare alla riqualificazione di piazza Stazione e di Piazza del Popolo.
Pensiamo che ogni forma creativa, soprattutto di professionisti del settore, debba essere rispettata e non può essere sottoposta al giudizio di profani.
Complimenti, quindi, per le scelte e per un risultato finale del tutto apprezzabile.
Peccato che il tutto è inserito in un contesto ambientale che, al momento, valorizza poco la realizzazione e ne limita la fruizione.
Il progetto generale, per quanto completato, è stato inficiato da problemi con la ditta esecutrice dei lavori, come riferisce l’assessore competente, e i risultati ne soffrono per alcuni particolari che gli uffici dovevano mettere a posto, prima di una inaugurazione che è sembrata assai frettolosa.
In un contesto nel quale si addebitano al sindaco poche realizzazioni concrete, c’è stata la voglia di consegnare alla città questa riqualificazione, ma farlo dopo le feste non avrebbe cambiato di molto le cose, anche se le avrebbe potuto cambiare in meglio.
I rilievi che si potrebbero sollevare ai progettisti riguardano i bordi delle aree a verde che appaiono di scarsa consistenza, destinanti ad essere piegati al minimo appoggio di piede, si sarebbe potuto ricorrere, come nello spazio della stele, ad un accostamento, a prima vista inusuale, fra marmo travertino e calcare bianco.
Giocare sul binomio Sta…zione – Sta…gnola non deve sembrare irriverente, ma, soprattutto di sera, l’effetto è quello di qualcosa ricoperto di carta stagnola.
Di gradevole effetto le panchine in sottili tubi di ferro, avveniristiche, come tutte l cose moderne certo non comode e assimilabili ad una normale panchina, ma come seduta temporanea vanno bene.
Forse obbligate le grandi reti metalliche che dominano le parti laterali della piazza facendola sembrare più il bagno di un esercizio pubblico, come previsto dalla legge, che non un luogo dove passeggiare.
In ogni caso, una consegna delle opere in tutta fretta, con una impresa che non ha badato ai particolari finali che fanno testo più dell’insieme.
Colpevole superficialità dei progettisti, grave quella dell’assessorato che, forse ha dovuto subire il diktat di aprire a tutti i costi.
Mancata pulizia tutt’attorno alla piazza, pozzetti elettrici aperti con cavi a vista e anche fuori dal pozzetto, nelle aree a verde nemmeno l’ombra del verde, si vede che il funzionario addetto non era comodo, una recinzione perimetrale in volgarissimo profilato zincato, messo lì perché il progetto non prevedeva recinzione, recinzioni preesistenti, nell’area in condizioni di decoro pessimo, recinzioni saldate ai bordi delle aree a verde con saldatura nature…finezze delle ditta esecutrice dei lavori, di fuori provincia.
Il top lo scivolo per disabili con tanto di gradino, la scarsa illuminazione non è una novità quando si tratta di riqualificazioni, come per la via Roma o per piazza Poste… risparmio energetico! Buone pratiche anche qui!
